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PENSIONI & CORTE COSTITUZIONALE. LETTERA APERTA DI UNPIT AL PREMIER MATTEO RENZI: “Noi crediamo, e ci auguriamo, che in un Grande Paese le sentenze della Consulta debbano essere semplicemente rispettate da e per tutti senza se e senza ma, in particolare evitando di andare a colpire in modo esclusivo, sulla base della loro entità, quelle pensioni più alte che già erano trattate in modo riduttivo dal sistema di calcolo retributivo e che sono attualmente soggette anche a contributi di solidarietà dalla legge 147/2013”. “Se la Patria ha bisogno nessuno si tira indietro, Signor Presidente, ma prima di arrivare a chiedere o a negare soldi agli anziani, alla parte debole della popolazione, si abbia il coraggio di prenderli dal malaffare, dalla corruzione, dall'evasione e dall'elusione fiscale, dagli sprechi di ogni genere, dall'eliminazione degli enti inutili e delle consulenze inutili, dai privilegi assurdi”. ZAGREBELSKY:“L’EQUILIBRIO DI BILANCIO NON È UN LASCIAPASSARE ALL’ARBITRIO DELLA POLITICA”.


Milano, 9 maggio 2015 - Signor Presidente, i Cittadini aderenti all’Unione Nazionale Pensionati per l’Italia sono tutti con Lei quando dichiara che il nostro è un Grande Paese. Quello che ora le chiedono è che ci sia più coerenza fra ciò che il Governo tramite il suo Presidente dichiara e il modo di governare. In particolare, noi ci riferiamo  a come si sta gestendo il dopo sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale. Uno spettacolo che ci sembra incredibilmente confusionario e  indecoroso se si sommano le dichiarazioni e le controdichiarazioni che ad ogni momento vengono propalate purtroppo anche da membri del Suo Governo.


Noi crediamo, e ci auguriamo, che in un Grande Paese le sentenze della Consulta debbano essere semplicemente  rispettate da e per tutti senza se e senza ma, in particolare evitando di andare a colpire in modo esclusivo, sulla base della loro entità, quelle pensioni più alte che già erano trattate in modo riduttivo dal sistema di calcolo retributivo e che sono attualmente soggette anche a contributi di solidarietà dalla legge 147/2013.


Noi crediamo anche che in un Grande Paese il merito, l’impegno, l’ingegno e la professionalità che spesso portano a salire nella scala sociale e nei livelli di retribuzione debbano essere promossi dalle istituzioni e dai media e non, come assistiamo ogni giorno,  “colpevolizzati” e degni di trattenute e decurtazioni di ogni genere appena chi è in possesso di questi meriti passa dalla retribuzione attiva a quella differita trasferita attraverso l’Inps e  altri istituti di previdenza.


Noi crediamo che in un Grande Paese l’aspirazione al merito, al   benessere e alla ricchezza siano il motore che muove l’economia e che pertanto essi debbano essere promossi e non vilipesi in omaggio spesso ad una forma distorta di intendere  l’egualitarismo sociale che è ben altra cosa e va  invece ricercato nella garanzia per tutti dell’assistenza, delle cure sanitarie e della salvaguardia della  dignità personale.


Noi crediamo che un Grande Paese debba dare certezze in quello che sarà il loro futuro a quei giovani  che si impegnano con lo studio e con il lavoro  per sviluppare l’economia della loro Patria e per migliorare la loro condizione sociale ed economica.


E crediamo che il nostro Governo non possa dare queste certezze  ai nostri   giovani se  ogni giorno alcuni dei suoi componenti e/o dei dirigenti messi a capo di importanti Istituti nazionali dichiarano di essere impegnati a studiare il modo migliore per tagliare e ridurre la retribuzione differita di quei Cittadini che, quando erano giovani, avevano avuto  l’unico torto di essersi costruito un certo benessere, spesso a costo di sacrifici nei confronti di sé stessi e della propria famiglia.


Se la Patria ha bisogno nessuno si tira indietro, Signor Presidente, ma prima di arrivare a chiedere o a negare soldi  agli anziani, alla parte debole della popolazione,  si abbia il coraggio di prenderli dal malaffare,  dalla corruzione, dall'evasione e dall'elusione fiscale, dagli sprechi di ogni genere, dall'eliminazione degli enti inutili e delle consulenze inutili,  dai privilegi assurdi che frotte di governanti si sono autoapprovati  negli anni, quasi sempre con votazioni all'unanimità mentre negli show tv  "litigavano" sulle cose che riguardavano gli altri cittadini, quelli non appartenenti alle varie caste.


Per tutto quanto sopra, l’Unione Nazionale Pensionati per l’Italia Le chiede,  Signor Presidente, di intervenire affinché le decisioni che il Governo adotterà per dare seguito alla sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale siano degne del Grande Paese che Lei giustamente ricorda spesso essere l’Italia.


La ringraziamo e Le porgiamo i nostri migliori auguri di Buon Lavoro.


PROF. FRANCO ABRUZZO - Presidente Unione Nazionale Pensionati per l’Italia (UNPIT)


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Spedisce


Franco Abruzzo, giornalista professionista dal 3/2/1963, presidente dell’Unpit (Unione nazionale pensionati per l’Italia), già docente universitario a contratto di Diritto dell’Informazione e Storia del Giornalismo, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia (di cui è stato presidente dal 1989 al 2007) e già consigliere dell’Associazione lombarda dei Giornalisti  - cell 3461454018, casa telef/fax 022484456, skype: fabruzzo39, mail: fabruzzo39@yahoo.it  fra.abruzzo@live.com - (il “CHI E’” è in www.francoabruzzo.it all’indirizzo http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5).


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.9.5.2015 -.PENSIONI: RIMBORSI PER TETTI CON UNA PEREQUAZIONE IN DECALAGE, INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALL'IMPORTO DELL'ASSEGNO MENSILE, PER LE PENSIONI PIÙ ALTE, FINO ALL'ESCLUSIONE DA OGNI ADEGUAMENTO DEI TRATTAMENTI CONSIDERATI PIÙ O MENO "D'ORO" ANCHE SE IL MINISTRO DELL'ECONOMIA, PIER CARLO PADOAN, CONTINUA A RIPETERE IL PIENO RISPETTO DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE. FRANCO ABRUZZO (UNPIT): “PADOAN MENTE SAPENDO DI MENTIRE. CITTADINI CHE HANNO SVOLTO RUOLI IMPORTANTI NELLA VITA NAZIONALE  E CHE HANNO VERSATO CONTRIBUTI ‘D’ORO’  VERRANNO ESCLUSI E DISCRIMINATI. VIOLATO IL PRINCIPIO COSTITUZIONALE DELL’UGUAGLIANZA DI TRATTAMENTO RIAFFERMATO NELLA SENTENZA 70/2015 della CONSULTA. PREMIATI QUANTI HANNO VERSATO POCO ALL’INPS COME I COLTIVATORI DIRETTI, GLI ARTIGIANI, I COMMERCIANTI, LE BABY PENSIONATE E GLI IMPIEGATI DEI PARTITI E DEI SINDACATI. UNA VERGOGNA! RENZI SAPPIA CHE PERDERÀ CENTINAIA DI MIGLIAIA DI VOTI. NEL 2013 IL PD HA BATTUTA FI PER UN PUGNO DI VOTI. IL PREMIER RIFLETTA”.  – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17710


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.9.5.2015 -.PENSIONI: l'avvocato Riccardo Troiano che ha vinto alla Consulta dice che il Governo Renzi rischia di porsi di nuovo in contrasto con i dettami della Costituzione e della Corte Costituzionale (sentenza n. 70/2015) “in quanto reitererebbe quelle misure di congelamento della perequazione che erano stati già stigmatizzate in precedenza, anche per livelli molto più alti". IN CODA IL PENSIERO DI DUE EX-PRESIDENTI DELLA CONSULTA. BALDASSARRE: “IL GOVERNO DEVE RIMBORSARE TUTTI” – ZAGREBELSKY:“L’EQUILIBRIO DI BILANCIO NON È UN LASCIAPASSARE ALL’ARBITRIO DELLA POLITICA”. - DI PAOLO MARTINI – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17706




.24.1.2015 - .Pensioni dei parlamentari: ancora una volta il taglio bocciato alla Camera. -di Redazione Blitz – IN CODA l’articolo integrale de IL FATTO -  TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=16746


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.1.2.2015-.Legalità, 285 mila lavoratori in nero in Sicilia ed evasione da 4 miliardi. I dati diffusi in occasione della tappa palermitana del Viaggio della Legalità della Cgil. – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=16818


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.15.2.2015 - .LETTERA AL PRESIDENTE INPS. “I pensionati anche nel 2014 hanno fornito allo Stato i soldi per pagare le anticipazioni che ha versato all'Inps per tappare i buchi di varie gestioni previdenziali (21 miliardi), e inoltre hanno contribuito con 24 miliardi al derelitto bilancio pubblico. Per cui, prima di bastonarli come si usa da tanti proporre, bisognerebbe considerare la loro reale posizione economica, e soprattutto usare in modo corretto e completo i dati del sistema previdenziale”. - di LUCIANO GALLINO-La Repubblica 13.2.2015 -TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=16881


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.28.3.2015 -.STUDIO SPI/CGIL - Tagliola su 5,5 milioni di pensionati: - 9,7mld euro in 4 anni. Perdita pro-capite di 1.779 euro per effetto del blocco della perequazione  negli anni 2012 e 2013 e dei nuovi meccanismi di rivalutazione. Con l’inflazione annua al 2%, come da obiettivo della Bce, ai pensionati sarebbero sottratti ulteriori 3,6 miliardi di euro. (MA BOERI COSA PRETENDE DI PIU'?) - IN CODA LA TABELLA RIASSUNTIVA. – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17314


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.29.3.2015-.Franco Abruzzo: “Con l’Unpit sto difendendo le pensioni di oggi e quelle di domani, ma soprattutto le pensioni costruite con 35/40 anni di versamenti d’oro. E denuncio la rapina di 10  miliardi perpetrata ai danni di 5,5 milioni di anziani per effetto della mancata perequazione negli ultimi 4 anni. I politici riflettano  prima di seguire i piani eversivi del presidente dell’Inps. E ricordo agli amministratori delle casse professionali che non possono ridurre  gli assegni per via amministrativa. Sarebbe un crimine”. – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17319


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26.4.2015 - .«Pensioni, misure solo per dare e non per togliere». Palazzo Chigi frena: studiamo varie proposte ma non ci saranno tagli delle cosiddette pensioni d’oro. (IN CODA tre sentenze della Cassazione civile). - di Enrico Marro/Corriere della Sera 24.4.2016 – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17583


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.28.4.2015-. PENSIONI. Tito Boeri plaude alla Cassa commercialisti  che nega i “diritti acquisiti”, ma non sa che la Cassazione ha cancellato quella deliberazione. I   giornalisti  di  “Ansa professioni” rilanciano le dichiarazioni non documentate  del presidente dell’Inps con un titolo che ignora l’orientamento negativo della Cassazione pur citato correttamente  nel corpo dell’articolo.  (IN CODA le sentenze della Corte suprema). – TESTO IN  http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17598


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.28.4.2015-. Tito Boeri abbia più rispetto per i pensionati italiani - Le norme punitive in vigore  hanno già  fatto sì che un assegno erogato nell’anno 2000 -  che dovrebbe avere una rivalutazione monetaria ad oggi del 31% - nel 2015 sia inferiore alla pensione inizialmente liquidata. Al Presidente dell’Inps vorrei porre questa domanda: “Possibile che nessuno dei suoi collaboratori Le abbia mai fatto presente che le pensioni in 15 anni hanno perso mediamente il 25% e che, a causa delle manipolazioni dell’indice di perequazione automatica, perderanno altrettanto nei prossimi 10-15 anni?”. - di Guglielmo Gandino – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17601



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



 






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