di redazione
Posso riportare integralmente quanto mi viene detto in un'intervista? Posso fornire la mia interpretazione di un procedimento giudiziario? Fa piena fede la confidenza di un ufficiale di polizia? Fino a dove posso spingermi in una critica? Su un blog o un giornale online posso essere più “pungente” rispetto ai colleghi della carta stampata o della tv? Come addetto stampa, sono responsabile dei comunicati che mi vengono dettati?
Non sono domande da poco. Perché conoscere le risposte oppure no spesso fa la differenza fra una normale giornata di lavoro e un brutto mal di pancia. Che durerà mesi o anni, dopo aver ricevuto la notifica di una querela per diffamazione o di una citazione in sede civile per danni.
Diversamente da quanto accadeva un tempo, oggi tutto ciò che viene pubblicato o trasmesso dagli organi di informazione passa sotto la lente di ingrandimento di qualunque soggetto sia citato. E nel lavoro quotidiano, purtroppo, è frequente il rischio di scivolare nell’errore, sia pure in buona fede. A volte c’è la necessità di chiudere un servizio al più presto anche se manca qualche dettaglio, a volte c’è la richiesta, più o meno esplicita e più o meno pressante, del caporedattore che suggerisce un’impostazione o un titolo più “incisivi” su un’indagine, un fatto di nera, un processo. E la fretta e le forzature possono condurre all’errore. Un indagato diventa “imputato”, un delinquente “semplice” diventa un “affiliato a un clan mafioso”, una denuncia a piede libero diventa un arresto, una critica politica che a noi sembrava congrua si rivela invece una grave offesa personale…
E quando il danno è stato fatto, spesso è impossibile rimediare. A volte un interlocutore in buona fede si accontenta di una telefonata di chiarimento, di un’intervista “riparatrice” o di una rettifica. Ma in tanti altri casi, la palla passa all’avvocato della persona che si ritiene diffamata.
L’Ordine dei giornalisti della Toscana ha provato a rispondere a queste domande - e numerose altre - con una ricerca curata dal collega Antonio Scuglia, redattore del quotidiano Il Tirreno.
Ne è nato il volume “Notizie alla sbarra”, realizzato consultando le raccolte di alcune fra le riviste giuridiche più prestigiose, in primis Cassazione Penale e Foro Italiano , oltre a una serie di siti web “dedicati” accessibili a tutti, a partire da www.francoabruzzo.it e dalla relativa newsletter.
La ricerca vuole essere uno strumento di facile consultazione per i giornalisti: sulla diffamazione a mezzo stampa esistono molte e autorevoli pubblicazioni che però, per il loro linguaggio necessariamente tecnico, non sono facilmente comprensibili per chi non è provvisto di una specifica formazione giuridica. Notizie alla sbarra è quindi un vademecum (ovviamente non esaustivo!) di esempi pratici, con note alle sentenze emesse negli ultimi anni, soprattutto dalla Cassazione, e divise per argomenti, per vedere come i giudici si sono comportati decidendo sui singoli casi. Il tutto sintetizzando e “volgarizzando” i contenuti delle sentenze e i commenti delle riviste giuridiche, per aiutare chi legge a riconoscere subito l'argomento e il contenuto. Per ogni sentenza vengono riportati, nelle note finali, l'organo giudicante, la data e la rivista (con l’anno, il volume e la pagina o il numero corrispondente) o il sito dove si può consultare il commento originale per un riscontro più completo.
Oggi, l’Ordine dei giornalisti della Toscana, dopo aver pubblicato “Notizie alla sbarra” in un’edizione cartacea (progetto grafico e stampa: La Bottega della Stampa, Lari) distribuita ai propri associati, ripropone l’opera sul proprio sito: il libro è consultabile e scaricabile gratuitamente dai seguenti link.
immagini_newsletter/file/copertina_ok%5B1%5D.pdf
e
immagini_newsletter/file/notizieallasbarra%5B1%5D_interno_ok.pdf
L’autore: Antonio Scuglia, 47 anni, calabrese, redattore del quotidiano Il Tirreno, vive e lavora a Pisa si è laureato in giurisprudenza nel 1991. Email: a.scuglia@iltirreno.it
Antonio Scuglia – giornalista
NOTIZIE ALLA SBARRA
Le sentenze della Cassazione e dei tribunali di merito
sulla diffamazione a mezzo stampa,
esaminate per capire cosa è lecito scrivere… e cosa no.