La libertà di informare correttamente i cittadini non può avere colore, né appartenenze, né militanze. Con questa intenzione, più volte dichiarata, il sindacato unitario dei giornalisti italiani ha organizzato in Piazza del Popolo il 3 ottobre a Roma una grande manifestazione a difesa dell’autonomia e della libertà di stampa.
Sapevamo che era forte il rischio di essere strumentalizzati. Ma la misura e l’equilibro degli interventi dal palco sono stati la dimostrazione che lo spettacolo della piazza è una cosa ma la sostanza è ben altra cosa.
Abbiamo invece letto e ascoltato critiche, insulti pesantissimi rivolti al numero uno della Fnsi da parte di chi si sente più giornalista degli altri e, dunque, più di altri dovrebbe onorare la professione. Ma continua a non riuscirci. Senza comprendere che questi attacchi colpiscono e offendono l’intero sindacato.
La manifestazione del 3 ottobre è stata decisa e condivisa dall’intera maggioranza della Federazione nazionale della stampa. Una maggioranza che, dopo l’ultimo Congresso di Castellaneta, è riuscita a diventare ampia e rappresentativa come mai negli ultimi 15 anni, contando su 94 consiglieri nazionali sui 116 totali, e su 14 membri su 16 della Giunta esecutiva.
Del governo della Fnsi fanno parte in maniera determinante anche i nostri movimenti sindacali, Stampa Democratica e Quarto Potere, correnti di maggioranza dell’Associazione lombarda dei giornalisti, la più grande associazione territoriale della Federazione, per anni interpreti di dichiarata opposizione e di critica costruttiva a una gestione della Fnsi ritenuta spesso responsabile di posizioni troppo ideologiche e di strategie poco lungimiranti.
Quella degli ultimi due anni, è stata una storia ben diversa. Non a caso i giornalisti italiani hanno ora un nuovo contratto nazionale di lavoro, moderno e innovativo ma capace di preservare intatte garanzie e tutele economiche e normative. E non è un caso neppure che, insieme al contratto, i giornalisti italiani abbiano ottenuto dal Governo un finanziamento pubblico per i prepensionamenti, a sostegno del loro Istituto di previdenza, l’Inpgi, indispensabile per affrontare le dolorose e vaste riorganizzazioni aziendali dovute alla pesantissima crisi economica che ha colpito soprattutto l’editoria tradizionale, senza rischiare di mettere in pericolo le pensioni future dei colleghi.
Due risultati importanti, raggiunti grazie alla capacità di dialogo e di dibattito interno nel nostro sindacato unitario, nel rispetto delle diversità di opinioni.
La Fnsi in cent’anni di vita ha fondato proprio sull’unitarietà della sua rappresentanza sindacale un valore fondamentale: l’autonomia da partiti politici e da qualsiasi potere “forte”, nell’interesse unico di tutti i giornalisti. Comunque la pensino. A qualsiasi colore politico appartengano. E questa unitarietà e questa autonomia sono ancora più importanti e difficili da difendere in un Paese profondamente diviso dal percorso verso il bipolarismo. Ma il duro confronto tra idee opposte non può in nessun caso appartenere a una categoria che contrapposizioni o fazioni deve riuscire a interpretare e raccontare ai cittadini con lucidità e indipendenza.
Siamo certi che i giornalisti italiani sapranno resistere alle tentazioni e alle sirene che tentano di incrinare l’unitarietà del proprio sindacato. Noi perseguiamo un obiettivo, che non può essere solo un sogno: continueremo nell’impegno difficilissimo di costruire e difendere ogni giorno l’autonomia e l’indipendenza del nostro sindacato.
Giovanni Negri - Presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti
Daniela Stigliano - Vicesegretario nazionale Fnsi
Milano, 5 ottobre 2009
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Testo in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4402
Corriere della Sera 5/10/2009
L'osservatorio di
Renato Mannheimer
Stampa, italiani divisi.
Per il 52% è libera
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IL Ministro del Lavoro ha confuso Franco Sidid con Paolo Serventi Longhi
INFORMAZIONE. SACCONI: “FNSI HA FALLITO SU CONTRATTO, FACCIA AUTOCRITICA”.
Roma, 3 ottobre 2009. «Il sindacato unico della stampa italiana, nel giorno della manifestazione sulla libertà di informazione per conto terzi, dovrebbe aprire una riflessione autocritica sulla sua capacità di rappresentare gli interessi degli operatori dell'informazione nel corso degli ultimi anni», afferma Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in una nota. «La lunga Caporetto dei giornalisti nel confronto con gli editori - aggiunge Sacconi - si è realizzata attraverso la discutibile gestione del negoziato contrattuale e le ristrutturazioni subite per l'incapacità di prevedere le trasformazioni determinatesi nei vettori della comunicazione. Questa manifestazione, anche per la scarsa adesione - conclude - non può coprire questo fallimento».(ANSA).
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Testo in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4381
INFORMAZIONE.
FNSI: TRECENTOMILA
IN PIAZZA PER LIBERTÀ.
SESSANTAMILA PER
LA QUESTURA. SLOGAN
E STRISCIONI
CONTRO IL PREMIER
Presenti i Cdr di Mediaset.
SACCONI: “LA FNSI HA FALLITO SU CONTRATTO, FACCIA AUTOCRITICA. La lunga Caporetto dei giornalisti nel confronto con gli editori - aggiunge Sacconi - si è realizzata attraverso la discutibile gestione del negoziato contrattuale e le ristrutturazioni subite per l'incapacità di prevedere le trasformazioni determinatesi nei vettori della comunicazione. Questa manifestazione, anche per la scarsa adesione - conclude - non può coprire questo fallimento”. Le dichiarazioni critiche di Enzo Iacopino (OdG) e di “Lettera 22”. MINZOLINI (Tg1) CONTRO la MANIFESTAZIONE. È BUFERA. EDITORIALE SENZA PRECEDENTI DICE OPPOSIZIONE, PDL LO DIFENDE.
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