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Stampa

Il Sole 24 Ore–Plus
edizione 7/3/2009

Il bilancio 2008 del
FondoGiornalisti:
-34% la linea azionaria
(al comparto 32 iscritti).
Mix -18%. Prudente -7.
Pari col Tfr il garantito

Col senno di oggi il 2008 potrebbe essere ricordato come l'anno della tempistica sbagliata: il debutto della linea a maggior contenuto azionario (75% del totale) del Fondogiornalisti ha chiuso infatti l'anno con un calo del 34%. Con il senno di domani, tuttavia, il 2008 potrebbe riservare qualche sorpresa: almeno a chi dei 32 iscritti al comparto crescita (lo 0,21% del totale) potrà rimanervi per un periodo utile a far ripartire le Borse e a riportare le quote del fondo ad un livello analogo e anche superiore a quello antecedente lo tsunami subprime, scatenatosi nell'estate 2007. Quanto tempo ci vorrà? Le sfere di cristallo, ultimamente, sono un po' appannate, ma è evidente che maggiore è la distanza dalla pensione e maggiore è la probabilità se il senno di domani abbia la meglio sul senno di oggi.


Accademia a parte, il Fondo pensione complementare dei giornalisti italiani (Fpcgi, 14.724 iscritti ad oggi per un patrimonio di 222,37 milioni di euro) paga a chiusura dell'anno solare la decisione presa nel 2007 di accrescere l'esposizione all'equity: non solo per quanto riguarda la linea crescita, ma anche per la prudente, che chiude l'anno con un -7,24%, e la mix, -18%, che hanno visto ridurre la componente obbligazionaria e aumentare quella azionaria (salita rispettivamente al 25 e 50%). Nonostante la crisi finanziaria ancora in atto, il fondo pensione ha visto accrescere il numero degli iscritti: +27,4% dall'inizio del 2007 e +10% l'anno scorso, con nuovi flussi anche da inizio 2009: confermando la divaricazine tra risparmio previdenziale e rendimento di breve. Il comparto di maggior "successo" resta il prudente, con i due terzi degli iscritti, mentre meno del 6% del totale è iscritto al garantito, tra le poche del panorama previdenziale a replicare la rivalutazione del Tfr.


Il Fondogiornalisti si avvia ora a cambiare pagina: proprio durante questo fine settimana (le urne chiudono lunedì) sono previste le elezioni per il rinnovo del Consiglio d'Amministrazione: il presidente in carica Roberto Cilenti, di rappresentanza datoriale, lascerà il posto a un rappresentante dei giornalisti. Gli obiettivi per il prossimo triennio, condivisi dell'unica lista in lizza, puntano ad una serie di innovazioni che rendano più fluido il rapporto tra il fondo da una parte e gli aderenti (e i potenziali tali) dall'altra: a partire dalla comunicazione, con la nota agli iscritti che da trimestrale dovrebbe passare a mensile; con una crescita della struttura, attualmente composta da due persone, operative in pochi metri quadri. E con un'accresciuta attenzione – leggasi pressing – sull'attività dei gestori finanziari.


 


In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3399


FONDO PENSIONE COMPLEMENTARE DEI GIORNALISTI ITALIANI (Fpcgi).


Al dibattito al Circolo della stampa del 26 febbraio 2009  è intervenuta Marina Cosi, vicepresidente del Fondo e, secondo le previsioni,  candidata alla presidenza dopo le elezioni del 6-7-8-9 marzo. Nel 2008 le cose non sono andate bene a  seguito della  crisi finanziaria internazionale, che ha investito i mercati e di riflesso tutti i gestori di Fondi. Solo il comparto “Garantito” ha segnato un + 1,45, mentre il comparto “Prudente” ha registrato un -6,83; il comparto “Mix” un – 17,23; il comparto  “Crescita” un -33,43. Al 31 gennaio gli iscritti al Fondo erano 14.724 (di cui i due terzi hanno scelto il comparto Prudente). I capitali gestiti ammontano a 222 milioni di euro. Il rendimento netto medio ponderato del Fondo è stato del  -9,27 per cento. Nel 2007 il rendimento netto medio ponderato del Fondo - al netto di commissioni e fiscalità - è stato del 3,4%, contro la media dell'1,8% netto del settore (fondi negoziali) e contro il 3,1% netto del tasso di rivalutazione del Tfr. Fra i tre comparti che il Fondo aveva nel 2007 - Conservativo solo obbligazionario,Prudente col 25% di azionario e Mix metà azionario e metà obbligazionario – la performance migliore (+3,75% al netto di commissioni e fiscalità) l'ha messa a segno proprio quello prescelto dalla maggioranza degli iscritti, ossia il Prudente. Canto del cigno per il Conservativo che ha guadagnato il 3,21% prima di chiudere a fine 2007.


 





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