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Stampa

CONTRATTO FNSI/FIEG:
ad otto anni dalla firma del
Cnlg del 2001, la strada che
dovrebbe portare alla
nuova stesura appare lunga
e cosparsa di insidie. Ieri
sfiorata la rottura. Il 4 marzo
il prossimo round: si parlerà
di quattrini e scatti. Poi si
peseranno parte economica
e testo normativo: a questo
punto la decisione di firmare
o quella di rinviare tutto saranno
la drammatica alternativa.

Occupazione: secondo la Fieg, avremo in maggio/giugno ricadute negative “pesantissime”. Tavolo aperto sugli ammortizzatori sociali con il Ministero del Lavoro. In coda tutti i numeri del FONDO PENSIONISTICO COMPLEMENTARE DEI GIORNALISTI ITALIANI (Fpcgi).

Nota di FRANCO ABRUZZO

Milano, 26 febbraio 2009.  Questa mattina, al  Circolo della stampa, si è svolta l’assemblea  dei soci (6.607 di cui 580 morosi) dell’Associazione lombarda dei giornalisti, il sindacato territoriale, che ha approvato all’unanimità i bilanci presentati dal presidente Giovanni Negri e dal vicepresidente Paolo Chiarelli. È stata l’occasione anche per parlare soprattutto dell’andamento delle trattative contrattuali,  che ieri a Roma hanno vissuta una giornata non facile, drammatica, quando il segretario generale della  Fnsi, Franco Siddi, ha minacciato di interrompere il confronto di fronte alla  sparata di Alberto Donati, capo delegazione della Fieg, di ritenere di avere ottenuto mano libera sul terreno della flessibilità (trasferimenti e distacchi)  e della multitestata. Ne ha parlato Guido Besana, vicesegretario generale della Fnsi. Sulla parte normativa ormai si può dire  che c’è una idea condivisa, manca  il testo definitivo. Besana ha spiegato che gli editori non hanno ottenuto libertà di agire. Ciò significa che non sarà possibile trasferire un redattore senza il suo consenso. Dovrebbero essere stabilite la data di inizio e di fine del periodo di trasferimento nonché la garanzia che il giornalista potrebbe continuare a godere dell’integrativo precedente, se più favorevole.


Nessuno ha ricordato che il vigente Cnlg è stato siglato esattamente otto anni fa, il 24  febbraio 2001, e che la sua parte economica è stata rinnovata nel 2004, quattro anni fa. Non è mai accaduto nella storia italiana che una categoria si stata trattata in questo modo dalla controparte. Frattanto la globalizzazione, lo sviluppo delle tecnologie e dei nuovi media, la crisi finanziaria internazionale con la caduta delle vendite di quotidiani e periodici nelle edicole e della pubblicità (fino a una percentuale del -45% rispetto a un anno fa) hanno reso problematico il contesto nel quale operano le delegazioni di Fnsi e Fieg.


La Fnsi deve tenere insieme i giornalisti della carta stampata, delle radio, delle tv, del web, delle grandi testate e delle microtestate. Una impresa non facile. Scomparirà l’allegato N, che finora ha governato lo status del giornalismo telematico e che  prevede un trattamento economico depotenziato rispetto al contratto nazionale vero e proprio. Questo contratto sarà esteso a tutti i giornalisti dovunque essi lavorino. Non conterà il medium. Almeno per quanto riguarda le aziende associate alla Fnsi, la Rai, Mediaset e La7. In questi giorni le parti hanno cominciato i colloqui per rinnovare il contratto Aer/Anti/Corallo che riguarda le medie e piccole emittenti radiotelevisive. Questo comparto annovera un altro contratto (noto come Frt).


Negri ha raccontato che i giornalisti disoccupati sono 520 in Lombardia e che in questi giorni tante piccole aziende hanno annunciato tagli, almeno 70 giornalisti in tutt’Italia  non hanno certezza del domani.


La Fieg, comunque, ritiene che sul fronte dell’occupazione avremo una stagione (maggio e giugno prossimi) “pesantissima”. Funzionerà un tavolo a tre (Fieg, Fnsi e Ministero del Lavoro) per gestire la crisi e gli ammortizzatori sociali. In questo momento i giornalisti contrattualizzati sono circa 17mila e operano nella cornice di 2.100 aziende, ma di queste solo una cinquantina hanno almeno 50 giornalisti alle dipendenze. E’ vero che il Governo ha aiutato l’editoria, favorendo i prepensionamenti con  uno stanziamento annuo  di 20 milioni di euro. I giornalisti prepensionabili sono 515:  l’operazione, se attuata quest’anno,  ha un costo complessivo di 30 milioni di euro. Il che comporta un esborso da parte degli  editori di 10 milioni di euro. La legge è chiara al riguardo: lo Stato tira fuori 20 milioni di euro all’anno, se ne servono di più gli editori sono tenuti a  finanziare l’Inpgi.


Le trattative riprenderanno mercoledì 4 marzo: si parlerà di scatti (che dovrebbero scendere da 15 a 13) e  di aumenti mensili (100/150 euro, si prevede, per il redattore ordinario). Ieri l’Ansa sul punto parlava di “strada che appare in salita”.  Gli editori hanno già messo le mani avanti: le aziende non hanno soldi da destinare ai giornalisti sotto forma di aumenti. Gli aumenti sono utili. Gli utili sarebbero spariti dai bilanci. Il sindacato attende di leggere i bilanci trimestrali delle principali aziende per capire come evolve la situazione. Besana è stato chiaro: concluse le trattative, peseremo  l’accordo economico e quello normativo. A questo punto la dirigenza Fnsi dovrà  decidere di firmare o di far saltare il tavolo.  Sarà una drammatica alternativa.


FONDO PENSIONISTICO COMPLEMENTARE DEI GIORNALISTI ITALIANI (Fpcgi). Al dibattito al Circolo della stampa è intervenuta Marina Cosi, vicepresidente del Fondo e, secondo le previsioni,  candidata alla presidenza dopo le elezioni del 6-7-8-9 marzo. Nel 2008 le cose non sono andate bene a  seguito della  crisi finanziaria internazionale, che ha investito i mercati e di riflesso tutti i gestori di Fondi. Solo il comparto “Garantito” ha segnato un + 1,45, mentre il comparto “Prudente” ha registrato un -6,83; il comparto “Mix” un – 17,23; il comparto  “Crescita” un -33,43. Al 31 gennaio gli iscritti al Fondo erano 14.724 (di cui i due terzi hanno scelto il comparto Prudente). I capitali gestiti ammontano a 222 milioni di euro. Il rendimento netto medio ponderato del Fondo è stato del  -9,27 per cento.


Nel 2007 il rendimento netto medio ponderato del Fondo - al netto di commissioni e fiscalità - è stato del 3,4%, contro la media dell'1,8% netto del settore (fondi negoziali) e contro il 3,1% netto del tasso di rivalutazione del Tfr. Fra i tre comparti che il Fondo aveva nel 2007 - Conservativo solo obbligazionario,Prudente col 25% di azionario e Mix metà azionario e metà obbligazionario – la performance migliore (+3,75% al netto di commissioni e fiscalità) l'ha messa a segno proprio quello prescelto dalla maggioranza degli iscritti, ossia il Prudente. Canto del cigno per il Conservativo che ha guadagnato il 3,21% prima di chiudere a fine 2007.


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3393


GIORNALISTI. CONTRATTO:


accordo sulla parte normativa,


AL VIA il CONFRONTO


sulla PARTE ECONOMICA


("la strada appare in salita").


Prossimo incontro tra 7 giorni.


 


Battuta di Alberto Donati rivolto a Franco Siddi: “Ma volete dei soldi? Volete pure gli aumenti? Che ci date?”


In coda nota semiseria di FRANCO ABRUZZO


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3398


6-7-8-9 MARZO 2009:


COME SI VOTA PER


RINNOVARE GLI ORGANI


DEL FONDO PENSIONE


COMPLEMENTARE


DEI GIORNALISTI


ITALIANI. PRESENTATA


UNA SOLA LISTA.


(www.fondogiornalisti.it)


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