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GIORNALISTI. CONTRATTO:
accordo sulla parte normativa,
AL VIA il CONFRONTO
sulla PARTE ECONOMICA
("la strada appare in salita").
Prossimo incontro tra 7 giorni.

Battuta di Alberto Donati rivolto a Franco Siddi: “Ma volete dei soldi? Volete pure gli aumenti? Che ci date?”
In coda nota semiseria di FRANCO ABRUZZO

Roma, 25  febbraio 2009. Passi avanti nella trattativa tra la Federazione italiana degli editori e la Federazione nazionale della stampa per il rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti, scaduto da quattro anni. Completata l'analisi della parte normativa, con tutti gli approfondimenti sui capitoli aperti e la definizione delle convergenze sostenibili, a quanto si apprende è stata avviata oggi la ricognizione sulla parte economica e quindi sulle retribuzioni. Le parti hanno iniziato a prendere in esame le diverse questioni sul tappeto. La strada appare in salita, ma almeno sul lavoro fatto finora sono stati registrati nuovi avvicinamenti, posti peraltro dagli editori come pregiudiziale per aprire la discussione sul capitolo economico, che è parte essenziale del nuovo contratto. Dopo l'incontro di oggi a Roma, Fieg e Fnsi dovrebbero tornare a vedersi a metà della prossima settimana. (ANSA).


………………..


Battuta di Alberto Donati rivolto a Franco Siddi:


“Ma volete dei soldi? Volete pure gli aumenti? Che ci date?”


 


Nota semiseria di Franco Abruzzo


Milano, 25 febbraio 2009.  Il  testo dell’Ansa va letto controluce: se   è partito il confronto economico vuol dire che sono stati superati le pregiudiziali poste dagli editori sui temi dei distacchi, dei trasferimenti, della multimedialità e della cassa integrazione speciale. E significa che  gli editori hanno ottenuto in gran parte quel che volevano. Il documento dell’assemblea del “Corriere Adriatico” aveva centrato il cuore dei problemi sul tappeto: “Abbiamo forti aspettative ma anche grande preoccupazione per una trattativa che sembra giunta a uno snodo cruciale. Sono le norme sulla flessibilità e sulla multitestata a suscitare allarme. Del resto uno degli istituti giuridici che si applica alla mobilità tra aziende - la cessione del contratto, disciplinata dal Codice civile - prevede già il requisito del consenso del lavoratore mentre l'altro istituto - il distacco disciplinato dal decreto legislativo 276 del 2003, sempre temporaneo - lo richiede per il cambio di mansione. Pertanto la trattativa sindacale deve partire da queste solide basi giuridiche per mirare, sul tema della mobilità, all'obiettivo del consenso del giornalista”. Andrea Montanari ha aggiunto: “Nel frattempo, dopo l’ultimatum dell’Ergife, la trattativa è andata avanti lo stesso. Anche sulle materie che la segreteria aveva inizialmente dichiarato indisponibili. Come il multitestata e la trasferibilità di un collega da una testata all’altra dello stesso gruppo. Le ultime notizie dicono che una parte del nostro sindacato sarebbe disponibile a ridurre da 60 a 30 chilometri il limite entro il quale non è possibile trasferire un collega senza il suo consenso. In cambio ci sarebbe l’impegno a stabilire la data di inizio e di fine del periodo di trasferimento e la garanzia che il collega potrebbe continuare a godere dell’integrativo precedente, se più favorevole”.  Bisogna aspettare ancora qualche giorno per capire qual è stato il compromesso  che ha spinto la Fieg a dirsi soddisfatta e ad affrontare il tema economico. L’argomento sarà affrontato tra 7 giorni, ma oggi la nota dell’Ansa afferma a chiare lettere che “la strada appare in salita”. Le difficoltà si comprendono dando peso ad alcune battute che il capo della delegazione degli editori, Alberto Donati, ha fatto rivolto a Franco Siddi segretario generale della Fnsi: “Il panorama economico mondiale è quello che è, disastroso, non sappiamo quando ne usciremo.  Soldi non ne abbiamo. Ma voi volete quattrini sotto forma di  aumenti dei minimi contrattuali.  Siamo noi che vi chiediamo: che ci date in cambio?”. E poi un sorriso beffardo. Donati ha fatto chiaramente capire: “Se volete l’aumento contrattuale dovete mollare gli scatti”. Vecchia questione: gli editori offrono 7 scatti fissi per tutto l’arco della carriera. Il Cnlg in vigore ne prevede 15 con aumenti biennali del 6 per cento. Le due posizioni appaiono inavvicinabili, c’è un  baratro tra le due posizioni che si fronteggiano. Mai dire mai, però. Anche su questo punto  è necessaria una mediazione. Vedremo. Siamo alla stretta. I giornalisti devono fidarsi della “Brigata Sassari”, cioè di Franco Siddi e della sua squadra. Anche se nessuno si fa illusioni, perché tutto va in senso negativo. Si spera in un compromesso ragionevole,  si spera anche  in tempi migliori e nella contrattazione aziendale. La trattativa economica coinvolge il futuro dell’Inpgi e  della Casagit. Il futuro di questi due enti poggia anche sugli scatti biennali al 6 per cento. Andrea  Camporese, presidente dell’Inpgi, ha parlato chiaro sul punto: se gli scatti cambiano, l’Istituto rischia di saltare. Il Governo ha fatto la sua parte con i 20 milioni di euro stanziati annualmente sul fronte dei prepensionamenti. E se non dovessero bastare, la legge dice che dovranno provvedere gli editori. Questa potenziale falla è chiusa. L’Inpgi respira, ma sugli scatti l’allarme resta altissimo. Anche gli editori ne dovrebbero essere consapevoli e non forzare la mano.


 


 


 





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