Roma, 22 gennaio 2009. Pubblichiamo il documento che la presidenza di Casagit ha trasmesso per email oggi (h 13.31) alle Associazioni regionali di stampa senza farlo conoscere prima al popolo dei giornalisti-soci della cassa stessa. Il documenta illustra e motiva le decisioni adottate dal CdA: “Il Consiglio di Amministrazione della Casagit ha approvato oggi le misure di riequilibrio del passivo di bilancio già annunciate all'Assemblea nazionale dei Delegati del 27 novembre 200B. La revisione di tutte le convenzioni, già avviata nel corso delle scorse settimane su Roma e Milano prosegue anche sul resto del territorio. Entro la fine di marzo, con la collaborazione dei fiduciari, riunitisi ieri in clima di fattiva collaborazione e comprensione dei problemi della Cassa, verranno organizzati incontri con le pnncipali strutture convenzionate con l'obiettivo di razionalizzarne al massimo i costi.
Sono state rinnovate le convenzioni con i medici del Poliambulatorio di Roma, alle condizioni imposte dalla Cassa, tali da consentire l'allineamento dei costi per visita, comprensivi delle spese di esercizio, alle altre strutture in convenzione diretta. Ogni visita, compresi gli oneri strutturali (affitto dei locali lnpgi, spese di segreteria. materiali di consumo, impresa di pulizia ... ) costerà 60 euro. I medici che non accetteranno questo patto con la Cassa verranno avvicendati da altri.
Sul fronte delle prestazioni è stato portato da due a tre anni il periodo di maturazione per il diritto al rinnovo del contributo per le lenti. Rimangono esenti dal provvedimento le patologie oculari gravi e croniche ed i minori di 18 anni. Il nuovo termine temporale entra in vigore dal 1 gennaio 2009 ma è previsto un regime transitorio per i soci che hanno ottenuto l'ultimo rimborso nel 2007. In pratica, chi ha effettuato l'ultimo acquisto tra il gennaio e il giugno 2007 potrà rinnovare la richiesta di rimborso entro il giugno 2009. Chi invece ha acquistato gli occhiali tra giugno 2007 e dicembre 2008 potrà ottenere un nuovo rimborso dopo 30 mesi. Per coloro che hanno comprato gli occhiali dal 1° gennaio 2009 varrà il nuovo termine di tre anni. Quando questa nuova normativa andrà a regime verrà anche aumentato l'ammontare del rimborso.
Per quanto riguarda i contributi, il Consiglio di Amministrazione ha definito l'entità del contributo per i soci con famigliari a carico per i quali non è già previsto un contributo individuale. Si tratta di una misura indispensabile per il riequilibrio della gestione nell'attuale situazione di emergenza ma è comunque una misura che potrà essere riconsiderata e modificata appena il quadro economico della Cassa lo consentirà.
Il Cda negli ultimi mesi ha lavorato intorno a questo intervento ascoltando con attenzione ogni critica, suggerimento, proposta. non limitando un dibattito interno consapevoli che ogni richiesta di ulteriore partecipazione ai soci rappresenti comunque un sacrificio non deliberabile con superficialità. In particolare, pur rendendoci conto del clima che si è determinato intorno a questa decisione, non abbiamo ritenuto, in coscienza, di poter consegnare la Cassa ai prossimi amministratori con una situazione contabile compromessa che potrebbe costringere a tagli decisamente più profondi. Con questo senso di responsabilità, che non può essere abbandonato in nome di facili demagogie o calcoli di tipo elettorale, abbiamo deciso di articolare il contributo esentando i redditi più fragili e modulando la proposta con una progressione che lo renda il più sopportabile possibile. Va ricordato che proprio sul capitolo dell'assistenza ai famigliari la Casagit sopporta da anni l'esposizione più pesante: un saldo negativo del 318 per cento. Come a dire che per ogni singolo euro derivante dai contributi dei soci ne vengono richiesti, per prestazioni, 4,18.
Il contributo è articolato per 8 differenti fasce di reddito con l'esenzione totale per chi guadagna meno di 30.000 euro lordi l'anno e va da 8 a 22 euro mensili per chi guadagna fino a 90mila euro. Per i redditi più alti sono previsti contributi diversi fino ad un massimo di 35 euro mensili. 1l contributo è applicato al nucleo famigliare indipendentemente dal numero dei famigliari assistiti. Sono comunque esclusi da questa contribuzione aggiuntiva i soci che fruiscono del trattamento di disoccupazione e i soci con unico familiare esente, assistito come invalido.
A giorni saranno comunicati i criteri per il pagamento. Chiediamo agli associati di comprendere le ragioni di queste scelte in attesa delle assemblee pubbliche nelle quali intendiamo argomentarle in dettaglio fugando, ce lo auguriamo, ogni dubbio sulla loro effettiva indispensabilità.
Il Consiglio ha anche fissato la data delle elezioni per il rinnovo delle cariche, che si terranno dall’8 al 13 giugno, per via telematica”.
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L’articolazione del contributo:
esenzione totale fino 30 mila euro
8 euro tra 30 e 40 mila euro
11 euro tra 40 e 50 mila euro
14,50 euro tra 50 e 62 mila euro
18 euro tra 62 e 75 mila euro
22 euro tra 75 e 90 mila euro
27 euro tra 90 e 120 mila euro
32 euro tra 120 e 160 mila euro
35 euro da 160 mila euro in su.
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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3235
Dibattito.
Casagit va rifatta
dalle fondamenta,
coinvolgendo gli
iscritti e chiedendo
il loro consenso.
di EZIO CHIODINI
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Una email dal Trentino -Alto Adige
Alberto Folgheraiter: “Il prelievo forzoso e il loculo”
Caro Abruzzo, grato per la controinformazione su Casagit e dintorni (la lettera inviata dal presidente Leone più che un ruggito è un miagolio). Guardavo l'altro giorno la mia busta-paga (da privilegiato) e facevo notare a qualche collega che, con oltre 4 mila euro l'anno di prelievo (per la Casagit), qualsiasi assicurazione privata sarebbe lieta di mettere a disposizione i propri servigi. Ci si è detto fin dalla fondazione della Casagit che si tratta di un organismo di solidarietà della categoria. E fin qui, per molti anni, siamo stati più o meno convinti. Adesso si scopre che, a causa dei costi esorbitanti di talune strutture (vedi Roma) e degli investimenti finiti su per il camino, dobbiamo ripianare una voragine. Con un esborso proporzionale al reddito percepito.
Scrivo da una regione (il Trentino-Alto Adige) dove le convenzioni sono al minimo. I dentisti (tranne uno, "agganciato" di recente) sono tutti a libero mercato. Paghi mille e la Cassa, se va bene, ti rimborsa 500. Ho un'età (56 anni) che mi porta, per esempio, a dover cambiare le lenti da lettura ogni sei mesi. Adesso il contributo della Cassa passa da due a tre anni.
Ora, non vorrei dire come il papà di un nostro collega (morto alla veneranda età di 93 anni) che si lamentava con il figlio: "Ti rendi conto che sono trent'anni che pago per niente quel loculo al cimitero?”. Ma quando dovesse servire, per restare nella metafora, vorrei almeno trovare il loculo. Possibilmente senza essermi svenato prima a causa di gestioni poco accorte. Quanto alla solidarietà, perché non cominciamo con gli emolumenti degli amministratori della Cassa? Un caro saluto
Alberto Folgheraiter
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Casagit: il popolo dei soci ci scrive. Sale la protesta.
Buonanno: “Perché devo pagare il conguaglio "a fondo perduto""?
Gentile dottor Abruzzo, sono una giovane giornalista professionista lombarda al momento free lance. Mi permetto di scriverle per sottoporre alla sua attenzione il comportamento della Casagit nei miei, e credo di tanti altri colleghi, confronti, rincuorata dalle voci di protesta che ogni giorno, sempre più numerose si stanno alzando.
Recentemente mi è arrivato, puntualmente, il bollettino da pagare. Apro la busta e con mia sorpresa mi accorgo che sono due: uno con il contributo della fascia più alta, altro con un conguaglio per l'anno 2007. Non riesco a capire come mai. Penso a un errore, a uno scambio di persona. Il giorno dopo chiamo la Casagit per chiedere lumi e mi rispondono che non avendo mandato la dichiarazione dei redditi relativa al 2007 sono tenuta a pagare. Altra sopresa: io la comunicazione l'avevo mandata il 31 luglio (5 mesi prima della scadenza che quest'anno è stata prorogata al 31 dicembre). A loro non risulta, mi dicono, senza nemmeno farsi prendere da legittimo dubbio e pensando subito alla mia malafede. salvo poi dirmi che già in tanti hanno chiamato per protestare dicendo di averla mandata.
Io, purtroppo, non ho più il rapporto del fax che lo attesti, ma so di averla mandata. Loro non l'hanno ricevuta, dicono, ma potrebbe anche essere che l'abbiano persa. Errare è umano.
A quel punto chiedo se non si possa risolvere il tutto in modo elastico, visto che la verità a questo punto è difficile da stabilire: io rimando la dichiarazione e voi riemettete il bollettino.
No, è la risposta. Deve pagarli entrambi. Poi forse le scaliamo la differenza ma solo per il bollettino di gennnaio, il conguaglio lo deve comunque pagare "a fondo perduto".
Trovo che sia un comportamento scandaloso, tanto più che nessuno, in tutti questi mesi, si è mai premurato di inviare una letterina (con tante inutili che ne mandano)ricordandomi la scadenza dell'invio del CUD. A quel punto avrei potuto rimediare. Ora invece mi trovo a regalae 600 euro alla Casagit, nonstante io abbia quanto quanto dovevo fare, cioè mandare il fax (che peraltro telefonicamente mi avevano detto di aver ricevuto).
Scusi lo sfogo, ma da profondo conoscitore del diritto e attento ascoltatore delle problematiche dei giornalisti, mi è venuto istintivo scriverle. La ringrazione per l'attenzione e per quanto fa per la categoria. Cordiali saluti
Elena Buonanno
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della Rocca: “Totale insensibilità”
Desidero partecipare vivamente alla protesta contro gli aumenti decisi dal cda della casgit, effettuati proprio su coloro che hanno famiglia e che quindi si trovano di fronte ad esporsi notevoli anche di altra natura. Questo dimostra una totale insensibilità degli amministratori, bisogna cominciare a pensare alla possibilità di uscire visto che i tempi cambiano e cambiano per tutti. saluti
Claudio della Rocca da Napoli
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Bruno: “Pagare di più per avere servizi peggiori”
Pagare di più per avere servizi peggiori. Sembra essere questo il nuovo slogan della Casagit (ricorda tanto il “comprereste un’auto usata da quest’uomo”? che nel 1974 affondò definitivamente Nixon).
- Il prelievo aggiuntivo forzato (fa venire in mente l'11 luglio del 1992, quando il premier Giuliano Amato emise un decreto retroattivo al 9 luglio con cui deliberò il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari di tutti gli italiani per un "interesse di straordinario rilievo", in relazione ad "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica".
- aumento della quota per i familiari a carico.
- Gli occhiali ogni tre anni invece di due.
- ripristino del limite dell'80% nel rimborso dei medicinali non prescrivibili dal Servizio Sanitario Nazionale.
Comprendo la situazione di emergenza, ma – poiché sono chiamato a pagare, senza poter esimermi – ritengo di avere diritto a una risposta. Perchè siamo arrivati a questo punto? Chi ha sbagliato? Come? Perche? Se ci sono responsabilità – individuali o collettive – quali sono le iniziative da intraprendere?
Non ci si può adagiare sugli allori, far finta di niente, solo perchè abbiamo l’obbligo contrattuale di aderire alla Casagit. Qualcuno (leggo che c’è chi ci sta già pensando) potrebbe decidere di andarsene per via legale, per aderire ad un’assicurazione privata.
Duole infine constatare che – in assenza della puntuale e tempestiva controinformazione da parte di Franco Abruzzo e SenzaBavaglio– avremmo saputo poco o nulla. I giornalisti italiani fanno parte dell’Ordine, della Fnsi, dell’Inpgi e della Casagit, ma nessuno dei siti ufficiali di categoria offre un moderno spazio di dibattito (blog, newsletter, eccetera). Un luogo in cui poter esprimere pubblicamente apprezzamento o critica nei confronti di chi governa la professione, in cui discutere, confrontarsi. I comunicati a cose già fatte sembrano la beffa che si aggiunge al danno.
Saluti cordiali e grazie per l’ospitalità.
Pino Bruno
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Carella: “Sostenere la proposta Muscau della rivolta fiscale contro Casagit”
Carissimo Franco, la proposta di Costantino Muscau và sostenuta con convinzione e mobilitazione di tutta la categoria. Presidente, il tuo sito e le tue mail sono preziosissime a questo fine: facciamo conoscere capillarmente e rilanciamo il più possibile la proposta del collega Muscau. Grazie Presidente,
Dario Carella,Vice Direttore Tg Regionali Rai.
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Ugolini: “Andriolo ha ragione, facciamo il grande Inpgi”
Maurizio Andriolo ha perfettamente ragione. Che significato ha avere altri organismi oltre l'INPGI che poi quasi per tutti è la mucca da mungere. Basta con tutte queste poltrone chi ha voluto abbracciare la professione giornalistica, se la sa fare la faccia e non pensi di fare il manager di questo o quell'altro istituto; oltre a tutto quelli della CASAGIT hanno dimostrato di non saperlo fare. Mettendo CASAGIT e FONDO sotto "l'egida" del nostro Istituo di previdenza quanto risparmieremmo? Secondo molto, moltissimo: Diminuirebbero gli onorari dei vari colleghi che hanno cariche, CdA, Consigli generali, personalmente tempo fa chiesi di togliere anche quello dell'INPGI, un unico collegio di sindaci, un minor numero di impiegati. Si avrebbe un controllo più efficace e salutare per tutta la categoria. Marcello Ugolini.
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Levati: “La cassa pretende 4mila euro per un periodo in cui non mi ha dato alcuna prestazione”
Caro Abruzzo, ti riepilogo la vicenda relativa al rapporto mio e di tre colleghi (Paola Farina,Filippo Colombo e Piermaurizio Di Rienzo) con la Casagit.
Dal momento in cui è stato firmato, il contratto Fnsi e Aeranticorallo noi e l’azienda Rcs srl (Radio Lombardia) avremmo dovuto versare la quota Casagit.
Visto che il contratto era nuovo vi sono state in questi anni diverse interpretazioni per cui non si riusciva ad ottenere l’iscrizione alla Casagit.
Finalmente dal gennaio 2008 otteniamo l’iscrizione e cominciamo a versare la nostra quota parte così per l’azienda.
Per tutto il 2008 Casagit ci nega però l’accesso alle prestazioni perché pretende gli arretrati che avremmo dovuto versare (dal 2004) per un servizio comunque mai erogato.
Nel mio caso (e i colleghi seguono a ruota) si tratta di circa 4.000,00 Euro di arretrati. Tieni presente che per tutto il 2008 abbiamo versato contributi a fondo perso non potendo usufruire di alcun servizio di casagit.
Saremmo intenzionati a continuare a versare la nostra quota (perdendo tutto il 2008) ma vorremmo ottenere un corrispondente servizio a partire dall’anno in corso.
L’alternativa che ci viene lasciata è quella di smettere qualunque tipo di versamento perché ci sembra assurdo continuare ad elargire parte dei nostri stipendi a Casagit che non provvede all’erogazione di alcun tipo di servizio.
Ringraziandoti come sempre per l’attenzione Ti invio i più cordali saluti.
Luca Levati
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Romano: “Un’attesa lunga 14 mesi”
Un esempio della celerità Casagit, veloci nel pretendere soldi, nebulosi e smemorati nel comunicare con gli iscritti. Dopo 14 mesi ho chiesto lumi sulla nuova posizione mia e del famigliare. Notare il tempo trascorso per ricevere una risposta che sostanzialmente dice di telefonare. Io non ho parole. Tu, caro Franco, ne hai ancora prima di incavolarti? Con rispetto
Fabrizio Romano
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Hanzelewicz: “Chiedo un’altra politica: certe spese vanno contigentate in tetti annuali massimi per i quali si può chiedere il rimborso. Invito il Cda attuale e il signor Leone a dimettersi”.
Egregio Franco Abruzzo, anche io ho deciso di intervenire sulla vicenda Casagit per esprimere la mia vibrata protesta contro i provvedimenti in via di adozione per coprire tre anni di gestione in rosso. Intanto, premesso che chi ha sbagliato dovrebbe pagare per primo - e, mi permetta, anche di tasca sua - non è giusto che a decidere su come salvare il salvabile sia lo stesso Cda che è sembrato cadere dalle nuvole per la sua dissennata gestione. La prima questione è la seguente: imporre un contributo sulle persone a carico dei giornalisti - che non hanno alcuna colpa sul dissesto Casagit - e aumentare le quote sui familiari non a carico non è una soluzione a lungo termine; ogni buon amministratore, invece di mettere mano al portafoglio altrui studierebbe attentamente, in base ai flussi di prestazioni/rimborsi, un modo per tagliare in maniera equa le spese. Come altri ci insegnano - vedi Unisalute o altri enti che si occupano di assicurazioni sanitarie per determinate categorie di lavoratori - certe spese vanno contigentate in tetti annuali massimi per i quali si può chiedere il rimborso, certe devono essere tagliate e divenire – purtroppo - non rimborsabili, altre ancora inquadrate in convenzioni con strutture private facendo versare al socio una quota parte della prestazione; solo questa è la maniera di risolvere i problemi della Casagit per il futuro. Le soluzioni proposte dall'attuale cda hanno le sembianze di una barca che sta per affondare in cui nessuno sa che pesci prendere: la soluzione proposta è “intanto chiediamo i soldi a tutti, poi si vedrà...”. Scusate se non sono d'accordo. Parlando del mio caso specifico - vivo in Abruzzo con una moglie non a carico, e una bimba di appena 14 mesi a carico - in un battibaleno vedrò aumentare il mio contributo, oltre a quello forzoso in busta paga, annuale dagli attuali 848 euro (moglie non a carico) a 996 euro (900 moglie + 96 bimba). Sto davvero meditando, visto che è l'unica cosa sulla quale potrei intervenire, di togliere l'iscrizione di mia moglie dalla Casagit - la sua azienda le preleva già in busta paga l'iscrizione ad un'altra assicurazione sanitaria integrativa con rimborsi minori - in modo da recuperare 900 euro annuali, confidando naturalmente nel suo buon stato di salute. Invito anche altri a pensarci su e ad informarsi quanto costino assicurazioni sanitarie alternative alla Casagit: ho qualche dubbio che costino 900 euro all'anno! E se tanti altri faranno come me, voglio proprio vedere come saranno i conti Casagit tra un anno: più in rosso di adesso. Il mio non è l'augurio che la Casagit chiuda, ma un invito a ravvedersi sulla strada tracciata, che non è quella giusta per affrontare seriamente il problema. Invito il Cda attuale e il signor Leone a dimettersi e ad assumersi in prima persona le loro responsabilità di cattivi amministratori; al futuro Cda invece rivolgo l'invito di guardare oltre l'anno venturo, revisionando dalle fondamenta la Cassa Aotunoma dei Giornalisti. Cordiali saluti
Adam Hanzelewicz
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Salvadori: “Come si computa il reddito dei genitori?”
Mi scusi, nel computo del reddito bisogna naturalmente tenere conto dei redditi di entrambi i genitori, non solo quello del genitore giornalista? Grazie
Andrea Salvadori
Dicorato: “Sulla Casagit un doveroso riconoscimento. Limitiamoci a trovare dei manager”.
Posso inserire fra i dissensi del "popolo della Casagit" anche un doveroso riconoscimento? Da qualche tempo mia moglie ha problemi di salute, in conseguenza dei quali la Casagit mi ha puntualmente prestato tutta l'assistenza prevista, economica e organizzativa di ricoveri. Ora, di fronte ai problemi di bilancio è doveroso intervenire: ma sui problemi, lasciando da parte le solite meschine beghe (alle quali assisto dal 1950, il lontano anno della mia iscrizione all'allora Albo) su chi sia più bravo, se quelli di Senza Bavaglio (?) o quegli altri di Stampa Democratica, Rinnovamento, Quarto Potere, Giornalisti Liberi e quant'altre immaginifiche sigle l'appartenenza partitocratica ha saputo coniare. Mettiamo (e diamo) mano al risanamento, ma senza insinuare che X (di sinistra) sarebbe più bravo di Y (di destra) a far quadrare i conti. Troviamo semplicemente dei manager degni di questo nome, indipendentemente dalle loro appartenenze politiche. E' chiedere troppo?
Giuseppe Dicorato
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Da “www.piazzettavergani.org: “La Casagit ha deciso, ma in nome di chi? non certo degli iscritti. Pagano quindi i soci, ma i veri responsabili che fanno? Non si sentono in dovere di farsi da parte?”
In tempi non sospetti, qualche mese fa, alle prime avvisaglie che qualcosa non andava in Casagit, fu pubblicata una lettera aperta al presidente Andrea Leone. In essa si chiedeva conto del buco che si andava annunciando nei bilanci e soprattutto dei ritardi nell’assunzione di provvedimenti tecnici e amministrativi che dessero soluzione al problema. La risposta di Andrea Leone giunse dopo un po’ di tempo dietro un sollecito piuttosto chiaro (Il silenzio del Leone). La situazione veniva ancora, se non intendemmo male, giudicata rimediabile. Poi improvvisamente la situazione si è aggravata, quasi che nessuno in precedenza avesse dato un’occhiata ai conti. Una vera sorpresa. Ma ancor più sorprendenti sono stati i provvedimenti scaturiti, fino alle ultimissime decisioni in cui si fanno pagare gli errori e le spese (compresa la liquidazione stratosferica all’ex direttore generale che pure avrebbe dovuto essere il principale guardiano dei conti) ai soci con familiari a carico, dopo aver ripristinato discutibili norme per visite specialistiche e medicinali, nella speranza che i colleghi soci in malattia ne godano e ne consumino meno… E lasciamo perdere ogni considerazione su quella che aumenta da due a tre anni i rimborsi per le lenti correttive della vista: come se i giornalisti al computer lavorassero con l’ombellico!
Pagano quindi i soci, ma i veri responsabili che fanno? Non si sentono in dovere di farsi da parte? Perché noi soci, tutti (gente che in qualche occasione si è vista negare il rimborso dei ticket perchè mancava la fotocopia della prescrizione del medico di base!!!! mentre si facevano buchi di miliardi di vecchie lire) non cominciamo una bella raccolta di firme per invitare lor signori a fare le valigie e accomodarsi? Manca poco alle elezioni, ma in questo caso bisognerebbe far capire, al di là delle correnti e della politica, che c’è in ballo un istituto, di tutti i giornalisti, che vale molto di più delle poltrone dei vertici Casagit. Ora e soprattutto in futuro. (gp – Gianfranco Pierucci)
Giannella: “Chi ha sbagliato, dia l'esempio e ci rimetta un po’ del suo stipendio”
"Perchè un pensiero cambi il mondo bisogna che cambi prima la vita di colui che lo esprime. Dia l'esempio". Questo diceva il grande Albert Camus Dott.Abruzzo. Chi ha sbagliato giocando con roba pericolosa, e non ci dicano che non ne erano al corrente, è il loro lavoro e per questo pagati, dia l'esempio e ci rimetta un po’ del suo stipendio, solo così potrà attenuare la rabbia di coloro che adesso si ritroveranno a tappare la falla,peraltro in un periodo di difficoltà.Un cordiale saluto
Vittorio Giannella
Ugolini: “Il vecchio proverbio recita: "chi sbaglia paga" quindi tutto l'attuale vertice della "Cassa" se ne deve andare a casa”.
Caro Franco e carissimi colleghi tutti. Ci risiamo come si presenta l'occasione di un'elezione per un organismo qualunque della nostra categoria tutti pronti a presentarsi; è quello che sta accadendo per il "Fondo" edc io sono pienamente d'accordo con te i listoni unici li abbiamo aboliti e combattuti anni fa; però mentre tu affermi questo dichiari che appoggerai solo due candidati, no franco bisogna rivedere il tutto. Tra l'altro, in questo listone presentato si leggono nomi e cognomi di colleghi che hanno già altre cariche, ma quando la finiremo con questo sistema? Ci sono colleghi che mi riesce difficile chiamare colleghi perché questi sono "funzionari" in questa o quella istituzione della categoria: Ma abbiamo scelto di fare i giornalisti e facciamolo innanzi tutto poi uno può essere eletto in una e una sola delle nostre istituzioni, invece no una testa numerose poltrone. Sempre a proposito di "fondo" perché non aprirlo anche ai giornalisti pensionati? perché questa discriminazione eppure tra noi c'è gente che ha dato molto alla professione. Mi permetto di dare questo consiglio. Per quello che riguarda la Casagit hanno ragione il mio amico Maurizio Andriolo, Gianfranco Pierucci e i colleghi di senza bavaglio: Il vecchio proverbio recita: "chi sbaglia paga" quindi tutto l'attuale vertice della "Cassa" se ne deve andare a casa e rientrare nei vari giornali e ricominciare a fare i giornalisti se ne sono ancora capaci, ovviamente mi riferisco a tutti coloro che ancora in servizio e i pensionati vadano sulle panchine dei giardinetti, a portare a spasso i nipotini, se ne hanno, altrimenti il cane, se non l'hanno i canili comunali e privati sono strapieni di povere bestiole che non chiedono altro che un trattamento migliore e un po' d'affetto. la stessa cosa vale per il plenum del collegio dei sindaci. Cosa ha fatto cosa controllava? questi colleghi con incarichi del genere neanche nel condominio di un qualsiasi palazzo italiano. Per non farla troppo lunga carissimi colleghi tutti uniamo i nostri sforzi per avere il contratto di cui si sento voci ma la firma non c'è ancora; altro che scannarsi come "i polli di Renzo" di manzoniana memoria, per una poltrona. Gli editori ci hanno già messo tutti quanti nel pentolone, debbono solo accendere il fuoco. Saluti a tutti Marcello Ugolini
Milano, 23 gennaio 2009
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