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Stampa

Oneri pregressi per 13,6 mln
di euro: buco? o non buco?

Le certezze dei numeri
e le oscillazioni delle
interpretazioni
(CASAGIT tra
cassa e competenza)

Dodici Associazioni di Stampa: "No ai prelievi dalla tasche dei colleghi per appianare i conti della Casagit, il Cda ripensi la manovra secondo criteri di equità e solidarietà".


Milano, 2 gennaio 2009. Nel corso del 2008, il bilancio di Casagit ha messo in luce 13,6 milioni di euro di oneri pregressi. Le riserve, quindi, sono scese da 29 a circa 15 milioni di euro. “Le riserve accumulate negli anni non erano di fatto avanzi di gestione, ma mancati pagamenti di spese già fatte dai soci e, quindi, da rimborsare” (così Andea Leone in http://www.fnsi.it/Default.asp?key=8925&SINGA=S). Il presidente Leone in sostanza nega che quei 13,6 milioni di euro siano un buco o deficit effettivo. Alberto Arrigoni, invece, è di avviso diverso. Comunicato Casagit 30 ottobre 2008: “Nel corso di questo mandato il Consiglio ha deciso di adottare regole che prevedono l'applicazione del criterio di competenza in luogo di quello di cassa per la redazione dei bilanci, prassi seguita sinora dalla maggioranza dei Fondi Sanitari. Questo cambiamento, che nasce anche dall'esigenza di allineare la Casagit alle prossime normativa in materia, ha evidenziato 14 milioni di euro di oneri pregressi. Casagit precisa che si tratta di somme comunque ampiamente garantite dal Fondo di Riserva il cui onere sarà ammortizzato consentendo di liberare, del tutto, i prossimi esercizi da 'fardelli" contabili non compatibili con le nuove regole”. (in: http://www.casagit.it/it/News/info-160137442.html).


di Alberto Arrigoni
dottore commercialista e giornalista pubblicista

A volte il richiamo al comune senso delle cose spiega più di tanti altri approfondimenti la ragione di comportamenti ed interpretazioni che inizialmente appaiono difficilmente comprensibili.


Tante volte ci siamo sentiti dire che un bilancio è la contrapposizione delle entrate e delle uscite, e questo oltre che nella memoria dei nonni veniva anche istituzionalizzato nel bilancio della Stato, niente di meno che la contabilità pubblica!


In una società minore, in un mondo semplice in cui si incassa e si spende solo quello che si ha una simile concezione potrebbe anche essere accettata, purché si tratti di numeri limitati, e questo deve essere stato pensato in passato dagli amministratori della CASAGIT quando hanno redatto il bilancio secondo il principio di cassa, tanto entra e tanto esce e la differenza è il risultato dell’esercizio.


Probabilmente i nostri amministratori non si sono accorti che neppure lo Stato usa più tale contabilità paleolitica, ma anche i bilanci pubblici sono fatti secondo il principio di competenza temporale che sembra abbia suscitato sconquassi e stupore innocente, come se i postulati della legge – il bilancio deve essere redatto con chiarezza, e deve rispondere a evidenza e verità – valessero per altri ma non per la nostra Cassa.


Per i non addetti ai lavori vediamo che cosa è la differenza, ben rappresentata dalla contrapposizione dei termini che si usano per intendere le situazioni:


principio di cassa =          contrapposizione di entrate ed uscite (concetto comune)


principio di competenza = contrapposizione di ricavi e costi (concetto professionale)


Infatti un ricavo può anche non essere riscosso quando si manifesta e diventerà un credito: se vendo un oggetto il 28 dicembre 2008 e mi verrà pagato a metà gennaio 2009 si tratta di un ricavo del 2008, ma di una entrata del 2009, e così se ricevo una prestazione nel 2008 e la pago nel 2009, l’uscita è del 2009, ma il costo deve essere collocato un anno prima!


Altrimenti una contabilità per cassa pura, che non tenga conto degli effettivi debit pur non ancora scaduti non risponde alla chiarezza e non presenta una situazione “veritiera e corretta” dei conti, e in presenza di debiti fuori bilancio rischia il tracollo che ogni tanto colpisce gli enti pubblici dissestati.


Avere continuato a gestire per anni un ente con il principio della contabilità per cassa, che non tiene conto di impegni assunti ma non liquidi e crediti non riscossi è un modo colpevole di differire, se non dimenticare una realtà che con la ineluttabilità dei numeri, che in genere non ammettono approssimazioni, dopo poco si presenta nella sua interezza.


Per questo appare poco sostenibile l’affermazione che il passaggio da un regime contabile all’altro, dalla cassa alla competenza temporale con l’obbligo di evidenziare tutti gli impegni esistenti anche se non liquidi, pur  obbligando a registrare una passività cospicua non rappresenta un effettivo deficit.


Non è tutta perdita solo dell’anno, ma è tutta perdita!


La perdita esisteva ed esiste e la sua mancata evidenziazione del momento appropriato non ne modifica la natura: è colpevole, piuttosto, il principio di non averla evidenziata nel momento temporalmente corretto, ma solo quando la dimensione è divenuta eccessiva anche per una contabilità “paleolitica”.


Forse quel ritornello desolante “io speriamo che me la cavo!” ha perso una parte del suo fascino indolente e quindi anche i suoi seguaci si sono ravveduti!


 


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Dodici Associazioni di Stampa: "No ai prelievi dalla tasche dei colleghi per appianare i conti della Casagit, il Cda ripensi la manovra secondo criteri di equità e solidarietà".


Roma,   02/01/2009. La manovra del Cda della Casagit è arrivata. Ed è arrivata nel modo che le Associazioni stampa di Abruzzo, Basilicata, Campania, Liguria, Molise, Puglia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Veneto, Sicilia, Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia avevano cercato di scongiurare avanzando proposte concrete per uscire dalla crisi senza penalizzare colleghe e colleghi. Due colleghi del Cda, in verità, con il loro voto contrario si sono opposti alla manovra ottenendone una parziale attenuazione e gradualità. 


Constatiamo però che a pagare, saranno chiamati tutti i familiari dei soci che non sono già sottoposti ad integrazione di altro tipo. Il Consiglio di amministrazione ha infatti deciso, a maggioranza, che i soci con coniuge e/o figli a carico dovranno pagare una cifra che sarà determinata nelle prossime settimane, il provvedimento entrerà in vigore entro i primi due mesi del 2009. Questa delibera è uno degli elementi di una manovra varata per ripianare un deficit che dovrebbe ricalcare il disavanzo di tre milioni e 900mila euro del consuntivo 2007, secondo le ultime proiezioni illustrate dal presidente Andrea Leone nel corso dell'Assemblea nazionale dei delegati.


Quindi le famiglie subiranno una decurtazione del reddito, se non ci fossero nuove modifiche, di una cifra pari a 180 euro l'anno pro-capite. Una somma che noi riteniamo iniqua poiché - così come invece avevamo suggerito - non è stato approntato un vero e proprio piano che mette sotto controllo tutti i centri di spesa, secondo il principio della solidarietà. Una manovra che penalizza tutti i soci che scelgono la sanità pubblica senza gravare quindi sulla Cassa anche per prestazioni estremamente costose. Soci che non possono fare riferimento a strutture che la cassa gestisce in proprio.


In sostanza non sono stati messi (o non paiono messi) sotto i riflettori - ed in maniera analitica - tutti i conti sulla struttura dei costi delle prestazioni, ribaltando così la logica di una manovra che mostra di non tenere conto delle condizioni reali dei nuclei familiari. Restiamo dell'avviso che, prima di altri interventi di prelievo, si debbano verificare le azioni di risparmio sulla gestione di servizi e convenzioni e che si debba procedere a una valutazione complessiva del quadro economico della categoria e delle sue variabili, tenendo conto della sostenibilità e avviando un ampio confronto.


Le Associazioni stampa firmatarie di questo documento, tornano a chiedere al Cda di riconsiderare queste osservazioni e di rivedere la manovra alla luce di una maggiore equità e solidarietà, principi ispiratori della nascita e della tenuta della nostra insostituibile Casagit, il cui contributo pari al 3,60 per cento prelevato dagli stipendi dei colleghi, vale la pena ricordarlo, è stabilito dalla Fnsi (art 21 del Contratto Fnsi-Fieg).  (fonte: www.fnsi.it)


…………………..


CASAGIT. Tutti i numeri che non troverete nei siti ufficiali degli enti dei giornalisti:


1.                  52.820 iscritti (26.615 soci e 26.205 familiari): 14.758 giornalisti professionisti in attività, 928 giornalisti pubblicisti a tempo pieno, e 874 giornalisti praticanti. I soci disoccupati e in cassa integrazione al 31 dicembre 2007 so erano mille. Pari a 6.162 i pensionati a carico dell'Inpgi con trattamento non ridotto e quelli ad essi assimilati. Ha chiuso il 2007 con contributi associativi pari a 75.295.835 euro (73.388.982 euro nel 2006); spese per prestazioni di 71.540.165 euro (66.872.718 euro nel 2006) suddivise tra: costi per i ricoveri (23.550.886 euro), assistenza specialistica (21.069.878 euro), cure odontoiatriche (15.885.651 euro), personale (4.081.090 euro), oneri diversi (1.972.694 euro). Nel 2007 il Consiglio di amministrazione si è riunito 9 volte, la Commissione permanente 11 volte e la Consulta nazionale dei Fiduciari 4. Il Collegio dei sindaci oltre partecipare a tutte le sedute del cda, si è riunito 9 volte;


2.                  A far data dall'1-9-1996 il contributo contrattuale è fissato nell'aliquota del 3,60% della retribuzione (lo 0,10 va al Fondo di solidarietà della Fnsi);


3.                  “Le prestazioni crescono con una dinamica del 7% all'anno mentre i contributi aumentano solo del 2,5%. Dovremo realizzare un risparmio del 10%, buona parte del quale necessariamente ricadrà sugli assistiti”. (dichiarazione di Andrea Leone su www.piazzettavergani.org del 7 luglio 2008 e in http://www.fnsi.it/Default.asp?key=8925&SINGA=S  del 4 novembre 2008). 


4.                  13,6 milioni di euro di oneri pregressi. “Le riserve accumulate negli anni non erano di fatto avanzi di gestione, ma mancati pagamenti di spese già fatte dai soci e, quindi, da rimborsare”.  (Andea Leone in http://www.fnsi.it/Default.asp?key=8925&SINGA=S). “Il cosiddetto “buco” pregresso può esser chiamato così solo dal punto di vista contabile. Pertanto non c’è nessun buco, ma solo una diversa esposizione dei costi di pratiche in buona parte pervenute nel corso del 2008 ma contenenti fatture di anni precedenti, secondo una prassi consolidata e consentita dalla normativa” (Andrea Leone in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3043).


5.                  Fondo di riserva: 29 milioni di euro (“gonfiato” dei 13,6 milioni di cui al punto precedente);


6.                  disavanzo gestionale 2008 ipotizzato in  3,9 milioni di euro;


7.                  disavanzo del consuntivo 2007: euro 3.868.633;


8.                  disavanzo del consuntivo 2006: risultato negativo pari a circa 815mila euro (il primo con segno rosso dal 1994);


9.                  obbligazioni Lehman Brothers per 560mila euro acquistati tramite Fideuram collocatrice dei titoli (i 560mila euro sono “pari, - informa Il Sole 24 Ore del 4 novembre - , al 2,76% dell’intero portafoglio di circa 22 milioni di euro”). Casagit “intende chiedere a Banca Fideruram la restituzione del capitale investito”;


10.              Crediti per 12 milioni alla data del 31 dicembre 2008 ridotti alla data del 29 novembre 2008 a 1,7 milioni (lettera di Andrea Leone a Franco Abruzzo di pari data pubblicata in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2969).


 


                                                                                                         


 


 





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