Cari colleghi, l’esame del bilancio preconsuntivo 2008 evidenzia tre problemi che ci troviamo ad affrontare. In questi giorni se ne parla molto, con toni anche drammatici e spesso senza sapere bene di cosa si tratta. Cominciamo da quello più evidente. Quei 13,6 milioni esposti nel bilancio che hanno suscitato tante preoccupazioni e tanti “rumors”, definiti da molti colleghi “buco” o anche peggio, sono certo elemento di preoccupazione ma nello stesso tempo per questo Cda motivo di rivendicazione in positivo del nostro operato. Li rivendichiamo perché sono il segno di un obiettivo raggiunto: quello di dotare la Casagit di un bilancio assolutamente trasparente, grazie al quale i futuri amministratori saranno in grado di prendere le loro decisioni avendo uno strumento realistico e tempestivo. Il termine trasparente non deve trarre in inganno: i bilanci presentati sinora erano perfettamente legittimi ma erano compilati secondo principi diversi da quelli applicati quest’anno. Il cambiamento consiste in un passaggio dal principio di cassa (in realtà un ibrido che determinava la competenza di una prestazione in base al momento in cui ne veniva richiesto il pagamento) ad uno di competenza pura basato sulla data della fattura, a prescindere dal momento in cui arriva agli uffici di Casagit. Questo significa che il cosiddetto “buco” pregresso può esser chiamato così solo dal punto di vista contabile. Applicando il criterio precedente una parte di questi costi sarebbe stata evidenziata come già accaduto nei precedenti bilanci, come costo per prestazioni relative ad anni precedenti; la parte residua, contenuta in pratiche giunte nel 2008, sarebbe stata considerata un costo dell’esercizio. Pertanto non c’è nessun buco, ma solo una diversa esposizione dei costi di pratiche in buona parte pervenute nel corso del 2008 ma contenenti fatture di anni precedenti, secondo una prassi consolidata e consentita dalla normativa. La differenza sostanziale rispetto al passato è che nel prossimo bilancio delle prestazioni saranno già valorizzate, ovvero scontate, anche le richieste di rimborso che arriveranno dopo la fine dell’anno. Con la conseguenza che il fondo di garanzia, che in precedenza costituiva una riserva a garanzia, appunto, di rimborsi richiesti anche posticipatamente, da quest’anno indicherà una riserva residua reale che sconta gia prestazioni di cui i soci hanno usufruito ma che non sono state ancora mandate alla Casagit. Questo crea l’esatta consapevolezza, in tempo reale di ciò che avviene sul fronte delle prestazioni. Alla lunga, se non avessimo deciso di cambiare sistema, ci saremmo trovati davanti a un progressivo esaurimento delle risorse quasi prima di averne conoscenza. Oltre tutto a costringerci al cambiamento c’è anche la futura regolamentazione prevista per i fondi sanitari integrativi, che dovranno depositare bilanci consuntivi e previsionali ad una anagrafe ministeriale per ottenere in favore dei propri associati i benefici fiscali stabiliti dalla legge.
Il secondo problema, quello davvero urgente e a cui occorre porre rimedio, è il disavanzo della gestione ordinaria emerso grazie al riassetto delle poste di bilancio. Per intenderci, i 3,9 milioni di euro di differenza tra entrate e uscite. Un deficit che non può superare i due anni consecutivi. Delle cause di questo divario, ne abbiamo parlato molte volte. Diminuisce il numero dei giornalisti contrattualizzati, e gli avvicendamenti dovuti ai pensionamenti fanno uscire dal novero dei soci redditi alti e ne fanno entrare di sensibilmente più bassi. E’ evidente che il 3,60% di 1.000,00 euro è molto meno del 3.60% di 3.000,00 euro. Ci sono poi i colleghi che lavorano con contratti a termine, al cui scadere questi colleghi entrano in disoccupazione, e pagano un contributo sensibilmente più basso (€ 28,00 al mese per il 2008) della quota del socio capitarlo (€ 212,00 al mese per il 2008), che come sapete è determinata sulla base della spesa media per associato. Inoltre il generale impoverimento della categoria, come di tutto il paese, fa sì che molti soci, che prima non ritenevano di chiedere il rimborso di piccole cifre, oggi abbiano deciso di farlo. Se aggiungiamo l’invecchiamento medio della popolazione, e quindi anche dei giornalisti, con conseguente aumento della loro morbilità, si fa presto a capire che quel delta tra prestazioni e contributi (il 5% nel 2007) non può che aggravarsi. Senza contare il mancato rinnovo contrattuale, che da quattro esercizi pesa negativamente sull’andamento della massa dei contributi.
Di qui la necessità di intervenire con misure di contenimento della spesa sulle quali il Cda lavora dal marzo del 2008, quando emersero i primi segnali di questa situazione strutturale. Ora, grazie al riallineamento di bilancio, siamo in grado di valutare meglio le necessità di contenimento della spesa.
E veniamo al terzo punto, l’investimento in obbligazioni Lehman Brothers, Quando il Cda accettò la proposta di investimento di Fideuram che conteneva le obbligazioni emesse da Lehman Brothers, quarta banca d’affari al mondo, il titolo aveva un rating doppia A superiore a quello dei bot emessi dallo Stato italiano. Personalmente non conosco nessuno che nel maggio scorso pensasse di definire anche solo a rischio un investimento di quel genere. Come molti altri soggetti coinvolti abbiamo avviato azioni volte ad accertare responsabilità di chi ci ha proposto l’investimento. Giova ricordare che Banca Mediolanum ed AXA Italia ad esempio stanno rimborsando i propri investitori che avevano in portafoglio il titolo di cui parliamo. In ogni caso, si tratta del 2,75% dell’investimento complessivo di Casagit. Il dovere di un amministratore è scegliere investimenti a basso rischio ma che garantiscano un buon ritorno economico diversificando i titoli, ed è quello che abbiamo fatto. Non riteniamo che sia stata una gestione avventata del portafoglio.
La questione fondamentale, secondo noi, è la decisione delle misure da prendere per riequilibrare i conti. Misure che non possono essere materia di valutazione se non sotto l’esclusivo profilo della loro efficacia. La nostra proposta, in altre parole, sarà la minima possibile, e nello stesso tempo quella che riteniamo la massima applicabile. Ogni modifica di queste decisioni metterebbe a rischio, sulla base dei conti, la sopravvivenza della Cassa così come la conosciamo.
Non appena il Cda avrà varato le misure, queste saranno rese pubbliche con tutti i mezzi opportuni.
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CASAGIT. Tutti i numeri che non troverete nei siti ufficiali degli enti dei giornalisti:
1. 52.820 iscritti (26.615 soci e 26.205 familiari): 14.758 giornalisti professionisti in attività, 928 giornalisti pubblicisti a tempo pieno, e 874 giornalisti praticanti. I soci disoccupati e in cassa integrazione al 31 dicembre 2007 so erano mille. Pari a 6.162 i pensionati a carico dell'Inpgi con trattamento non ridotto e quelli ad essi assimilati. Ha chiuso il 2007 con contributi associativi pari a 75.295.835 euro (73.388.982 euro nel 2006); spese per prestazioni di 71.540.165 euro (66.872.718 euro nel 2006) suddivise tra: costi per i ricoveri (23.550.886 euro), assistenza specialistica (21.069.878 euro), cure odontoiatriche (15.885.651 euro), personale (4.081.090 euro), oneri diversi (1.972.694 euro). Nel 2007 il Consiglio di amministrazione si è riunito 9 volte, la Commissione permanente 11 volte e la Consulta nazionale dei Fiduciari 4. Il Collegio dei sindaci oltre partecipare a tutte le sedute del cda, si è riunito 9 volte;
2. A far data dall'1-9-1996 il contributo contrattuale è fissato nell'aliquota del 3,60% della retribuzione (lo 0,10 va al Fondo di solidarietà della Fnsi);
3. “Le prestazioni crescono con una dinamica del 7% all'anno mentre i contributi aumentano solo del 2,5%. Dovremo realizzare un risparmio del 10%, buona parte del quale necessariamente ricadrà sugli assistiti”. (dichiarazione di Andrea Leone su www.piazzettavergani.org del 7 luglio 2008 e in http://www.fnsi.it/Default.asp?key=8925&SINGA=S del 4 novembre 2008);
4. 13,6 milioni di euro di oneri pregressi. “Le riserve accumulate negli anni non erano di fatto avanzi di gestione, ma mancati pagamenti di spese già fatte dai soci e, quindi, da rimborsare”. (Andea Leone in http://www.fnsi.it/Default.asp?key=8925&SINGA=S);
5. Fondo di riserva: 29 milioni di euro (“gonfiato” dei 13,6 milioni di cui al punto precedente);
6. disavanzo gestionale 2008 ipotizzato in 3,9 milioni di euro;
7. disavanzo del consuntivo 2007: euro 3.868.633;
8. disavanzo del consuntivo 2006: risultato negativo pari a circa 815mila euro (il primo con segno rosso dal 1994);
9. obbligazioni Lehman Brothers per 560mila euro acquistati tramite Fideuram collocatrice dei titoli (i 560mila euro sono “pari, - informa Il Sole 24 Ore del 4 novembre - , al 2,76% dell’intero portafoglio di circa 22 milioni di euro”). Casagit “intende chiedere a Banca Fideruram la restituzione del capitale investito”;
10. Crediti per 12 milioni alla data del 31 dicembre 2008 ridotti alla data del 29 novembre 2008 a 1,7 milioni (lettera di Andrea Leone a Franco Abruzzo di pari data pubblicata in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2969).
Milano, 11/12/2008