Milano, 2 novembre 2008. Pubblichiamo volentieri la lettera che Ezio Chiodini, presidente del Collegio dei revisori dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, e noto giornalista economico, ha trasmesso oggi ai vertici della Casagit:
Al Presidente, ai Consiglieri e ai Sindaci Casagit
Fax 0654883220 – Roma
Cari colleghi, vi prego, nella prossima riunione del Consiglio di Casagit non decidete assolutamente nulla se non di ordinarissima gestione. Perché se pensate che i problemi di Casagit si limitino all’adozione di un sistema contabile piuttosto di un altro vi sbagliate di grosso perché qualsiasi sistema è nato per consentire una corretta quadratura dei conti, purché i conti si sappiano interpretare e gli indicatori si sappiano leggere. Su qualsiasi auto l’indicatore dell’olio, quando si accende, ci dice che qualcosa non funziona ma se non si avverte il pericolo non si risolve il problema cambiando la spia.
No, i problemi di Casagit sono altri e non si risolvono neppure allargando la base contributiva (come avete deciso anche di recente) perché nelle attuali condizioni l’allargamento della base si tradurrà, fin dal prossimo futuro, in ulteriore disavanzo.
No, i problemi di Casagit stanno nella struttura di questa “cassa”, diventata un carrozzone ingestibile sotto il profilo dell’efficienza economica, il cui motore ha bisogno di una revisione generale se non di essere addirittura sostituito. I problemi di Casagit stanno anche nella sua gestione, cioè nelle politiche gestionali che hanno portato senza che ve ne siate accorti – almeno così dite – alla situazione attuale: cioè a un patrimonio di fatto dimezzato per perdite precedenti finora mai individuate. Di conseguenza, parecchi bilanci non sono veritieri.
Vi prego quindi dall’astenervi dal prendere misure anche soltanto “tampone” (che ricadrebbero sulle spalle degli iscritti) prima di aver fatto (o fatto fare) un’analisi strutturale di Casagit e di aver confrontato le sue attuali prestazioni con quelle offerte dal mercato. E prima di aver illustrato tutto ciò agli iscritti e aver discusso con essi (cioè con noi) le possibile riforme sostanziali.
Una cosa potete fare immediatamente: programmare incontri con gli iscritti e aprire un confronto sulle proposte e sui rimedi possibili sul sito di Casagit stessa.
Solo così facendo agireste in modo veramente trasparente e democratico e potreste accertare il livello di fiducia che intercorre fra la base (gli iscritti) e gli amministratori.
Mi permetto di inviarvi questa lettera aperta in quanto socio Casagit da una quarantina d’anni, un socio da tempo dichiaratamente preoccupato del futuro della nostra “cassa”.
Ho fatto delle considerazioni che si basano su analisi precise che sono pronto a illustrarvi quando lo vorrete.Vi invio questa lettera tramite fax perché sul sito non ho trovato alcun indirizzo e-mail. Mi sembra inoltre corretto dirvi che invierò questa lettera – chiedendo la sua pubblicazione – anche ai siti di Quartopotere e di Franco Abruzzo – gli unici che si occupano con metodo dei problemi dei giornalisti – poiché ritengo che il dibattito su Casagit e sul suo futuro non debba rimanere chiuso in poche stanze e circoscritto agli “amici”. Con amicizia e fiducia vi auguro buon lavoro,
Ezio Chiodini
Milano, 2 novembre 2008
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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2820
Comunicato con verità parziali.
CASAGIT. Nel 2008 sono previste
perdite per 3,9 milioni di euro,
mentre affiorano perdite pregresse
per 14 milioni di euro coperte dal
Fondo di riserva (che ha un tesoretto
di 29 milioni di euro).
Nella pancia della Cassa obbligazioni
Lehman Brothers per 600mila euro
(che presto saranno svalutate
del 70%). Necessarie misure
strutturali per uscire dalla crisi.
IN CODA:
1) Casagit nella tempesta.Attendiamo risposte (di Francesco M. De Bonis-31/10/08)
2) La lettera 30/10/08 di Andrea Leone agli amici di "Nuova Informazione":
"La situazione non è drammatica, ma è, invece, preoccupante"
3) Articolo di Dimitri Buffa sull'Opinione dell'1/11/08
4) lettera aperta del segretario generale della Fasi (3/11/08)
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