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Stampa

Comunicato con verità parziali.
CASAGIT. Nel 2008 sono previste
perdite per 3,9 milioni di euro,
mentre affiorano perdite pregresse
per 14 milioni di euro coperte dal
Fondo di riserva (che ha un tesoretto
di 29 milioni di euro).
Nella pancia della Cassa obbligazioni
Lehman Brothers per 600mila euro
(che presto saranno svalutate
del 70%). Necessarie misure
strutturali per uscire dalla crisi.

IN CODA:
1) Casagit nella tempesta.Attendiamo risposte (di Francesco M. De Bonis-31/10/08)
2) La lettera 30/10/08 di Andrea Leone agli amici di "Nuova Informazione":
"La situazione non è drammatica, ma è, invece, preoccupante"
3) Articolo di Dimitri Buffa sull'Opinione dell'1/11/08
4) lettera aperta del segretario generale della Fasi (3/11/08)

Roma, 30 ottobre 2008. La CASAGIT (Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani) comunica:


"Il Consiglio di Amministrazione della Casagit si è riunito oggi per esaminare il preconsuntivo dell'esercizio 2008. Secondo le previsioni il disavanzo gestionale dovrebbe essere di 3,9 milioni di euro in linea con il consuntivo 2007. Il risparmio che la Cassa deve realizzare è pari al 10 per cento. Questa misura consentirà di riportare nell'arco di un biennio i conti della Casagit in attivo. Sul disavanzo pesano le condizioni generali dell'offerta sanitaria del nostro paese, il mancato rinnovo contrattuale dei giornalisti italiani (ogni punto percentuale di incremento retributivo porta alla Cassa circa 750.000 euro), il crescente divario tra le contribuzioni ed il costo delle prestazioni, il calo del numero dei giornalisti contrattualizzati e l'invecchiamento medio della nostra popolazione di assistiti.


Nel corso di questo mandato il Consiglio ha deciso di adottare regole che prevedono l'applicazione del criterio di competenza in luogo di quello di cassa per la redazione dei bilanci, prassi seguita sinora dalla maggioranza dei Fondi Sanitari. Questo cambiamento, che nasce anche dall'esigenza di allineare la Casagit alle prossime normativa in materia, ha evidenziato 14 milioni di euro di oneri pregressi. Casagit precisa che si tratta di somme comunque ampiamente garantite dal Fondo di Riserva il cui onere sarà ammortizzato consentendo di liberare, del tutto, i prossimi esercizi da 'fardelli" contabili non compatibili con le nuove regole.


D'ora in poi dovranno, quindi, entrare nel bilancio di esercizio tutte le voci di spesa effettuate nell'anno di competenza.


Aver riclassificato anche gli esercizi precedenti con queste procedure offre un quadro che, seppur difficile, ci permette di orientare le scelte future per il mantenimento dell'efficienza della Casagit. Impone, responsabilmente, misure sulle quali confidiamo di incontrare il consenso dei colleghi. Il Consiglio di Amministrazione proseguirà i lavori martedì prossimo”.


………………………………


Nota. In pancia alla Cassa obbligazioni Lehman Brothers per 600mila euro.


Dal corrispondente Francesco M. De Bonis (cronista collettivo)


Roma, 31 ottobre 2008. Il comunicato fa capire che la vigilanza sui conti negli anni passati è stata almeno approssimativa. Il Fondo di riserva è forte di 29 milioni di euro. Senza misure strutturali efficaci, la Casagit ha soltanto 4 anni di vita (con perdite annuali di 4 milioni di euro). Il comunicato, però, non spende una parola sulle obbligazioni Lehman Brothers per 600mila euro in pancia. Si sa  che alla prossima assemblea dei delegati il presidente Andrea Leone (Autonomia&Solidarietà-Nuova informazione) chiederà che ne sia approvata la svalutazione al 70 per cento. La Casagit, quindi, ha sbagliato come tante banche e tante assicurazioni. L’obiettivo è quello di recuperare  180mila dei 600mila euro investiti in quelle fatali obbligazioni. Vedremo.  


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L’Opinione dell’1 novembre 2008


C’è LEHMAN  nel buco della Casagit


 


di Dimitri  Buffa


 Quasi 4 milioni di euro di buco come preconsuntivo per il 2008. Che si  sommano ai 14 milioni pregressi sanati dal tesoretto accantonato negli anni  delle buone amministrazioni pari a circa 29 milioni di euro.  Come se non bastasse c¹è l’incubo dei titoli della Lehman Brothers  affibbiati per un importo pari a 600 mila euro all¹istituto che si occupa della sanità dei giornalisti da banche come Unicredit con cui improvvidamente ci si è fidati a fare operazioni di borsa. Franco Abruzzo, ex presidente dell¹Ordine lombardo, sul proprio sito spiega che “continuando con questo andazzo la Casagit ha altri quattro anni di vita”.


Per ora i giornalisti si sono accorti che vengono rimborsate le prestazioni indirette non più al cento per cento ma solo all’80. Come andrà a finire? Le prospettive non sembrano tanto rosee neanche a


leggere tra le righe dell¹anodino comunicato stampa con cui il cda Casagit ha dato la ferale notizia: “Il Consiglio di Amministrazione della Casagit si è riunito in data 30 ottobre per esaminare il preconsuntivo dell'esercizio 2008. Secondo le previsioni il disavanzo gestionale dovrebbe essere di 3,9 milioni di euro in linea con il consuntivo 2007. Il risparmio che la Cassa deve realizzare è pari al 10 per cento. Questa misura consentirà di riportare nell'arco di un biennio i conti della Casagit in attivo. Sul disavanzo pesano le condizioni generali dell'offerta sanitaria del nostro paese, il mancato rinnovo contrattuale dei giornalisti italiani (ogni punto percentuale di incremento retributivo porta alla Cassa circa 750.000 euro), il crescente divario tra le contribuzioni ed il costo delle prestazioni, il calo del numero dei giornalisti contrattualizzati e l'invecchiamento medio della nostra popolazione di assistiti”.


Non una parola come si vede sulla toppa degli investimenti targati Lehman Brothers e sulle menti superiori che si sono fatte rifilare il bidone. Eppure nella  prossima riunione del cda è prevista una svalutazione a bilancio di questa voce pari al 70%.


Per la cronaca la Casagit ha  52.820 iscritti (26.615 soci e 26.205 familiari) e conta tra i suoi assistiti 14.758 giornalisti professionisti in attività, 928 giornalisti pubblicisti a tempo pieno, e 874  giornalisti praticanti. I soci disoccupati e in cassa integrazione al 31 dicembre scorso erano mille.  6.162 i pensionati a carico dell'Inpgi con trattamento non ridotto e quelli ad essi assimilati. Casagit ha chiuso il 2007 con contributi associativi pari a 75.295.835 euro (73.388.982 euro nel 2006) e con spese per prestazioni di 71.540.165 euro (66.872.718 euro nel 2006) suddivise tra costi per i ricoveri (23.550.886 euro), assistenza specialistica (21.069.878 euro), cure odontoiatriche (15.885.651 euro), personale (4.081.090 euro), oneri diversi (1.972.694 euro).


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Lettera aperta  del segretario generale della Fasi alla Casagit


 


Al dottor ANDREA LEONE


Presidente Casagit, Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani


Angiolo Berti


 


La Casagit perderebbe, nel corrente anno, 3.9 milioni di euro. Lo scorso anno il disavanzo è stato di oltre 3,8 milioni di euro. L’anno prima (2006) il consuntivo ha chiuso con un meno 814 mila euro (il primo consuntivo in rosso dal 1994). Dal passato, inoltre, sono emersi oneri pregressi per 14 milioni di euro. Sembra infine che, in cassaforte, ci siano 600 mila euro di obbligazioni Lehman Brothers. E che quanto prima verrà proposta una loro svalutazione al 70 per cento per recuperare almeno 180 mila euro. Il tutto con un paracadute (il Fondo di garanzia) di circa 29 milioni di euro.


Qualche esperto, fatti i conti, avanza l’ipotesi che, con questo ritmo di perdite, la Cassa rischierebbe di avere quattro anni di vita prima di entrare in una crisi forse irreversibile. La situazione è molto grave e non basta porsi l’obiettivo di un risparmio del 10 per cento per garantire ai soci, nel prossimo biennio, la stabilizzazione gestionale. E servirebbe a poco ammortizzare lo scoperto in modo tale da liberare del tutto i prossimi esercizi da fardelli contabili non compatibili con le nuove regole.


Qualcosa nella Casagit evidentemente non funziona. Attingere al Fondo di garanzia risolve temporaneamente i problemi, rinviandoli però al domani e assottigliando il patrimonio della Cassa (che  particolare non indifferente  perde capitale e rendite) Così non si può andare avanti. Ci vogliono immediate ed efficaci misure strutturali, nel senso stretto del termine. Non basta poi intervenire sul tariffario o sull’entità delle quote o sull’ampliamento numerico degli iscritti.


Perché il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha perso il controllo delle spese e dei costi e si  è lasciato andare in investimenti così rischiosi? Cosa significa (sempre che sia vero quanto pubblicato) che ci sono state finte riserve?


La Fasipress, Federazione Autonoma Stampa Italiana, chiede che, su tutta la vicenda, sia fatta chiarezza e che i soci sappiano come sono stati gestiti i loro soldi. Sarebbe infine doveroso documentare quanto costano gli amministratori giornalisti, se hanno benefit (quali sono e a quanto


ammontano), l’entità del denaro versato - a vario titolo - al sindacato. 


Occorre inoltre dire in modo chiaro, in particolar modo ai freelance, che il via libera al loro ingresso nella Cassa non  per venire incontro ai cambiamenti che la categoria sta affrontando. E principalmente per rastrellare i loro soldi. E che il ritocco dei contributi per i soci Aeranti Corallo avevano lo stesso fine. Grazie. Attendo una Sua risposta.


 


Adriano Provera


Segretario Generale


Fasipress, Federazione Autonoma Stampa Italiana


http://www.fasipress.it




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Casagit a un punto di svolta,
oggi il  Cda. Nel 2007 perdite
per 3.868.633 euro. L’ente ha
in pancia  derivati Lehman
Brothers?  Siamo in  marcia
verso il commissariamento?       
Saranno tagliate le prime teste?
Il diritto all'informazione degli iscritti
alla Cassa da chi verrà tutelato?


 


dal nostro corrispondente Francesco M. De Bonis (cronista collettivo)


 


Roma, 30 ottobre 2008.  Un lancio di “Quarto potere”, a firma E.R. (Edmondo Rho) avverte che la  Casagit ha convocato per oggi il suo consiglio d’amministrazione:  il dibattito sarà  “incentrato sull’analisi delle ragioni strutturali che hanno portato al deficit di bilancio”.  Scrive E. R.:  “La cassa di assistenza della categoria è in una crisi strutturale. Ma davvero siamo sul Titanic?”.  Oggi verrà letta una analisi di uno stimato consulente sui bilanci 2007/2008, che definirebbe “pesantissima” la situazione finanziaria della  Cassa. Ufficialmente il deficit 2007 ammonta a 3.868.633 euro, ma siamo sicuri  che il rosso sia di questa entità e che non sia più consistente? Fra i massimi vertici delle istituzioni giornalistiche la situazione Casagit viene seguita con  preoccupazione e qualcuno oggi  ha parlato di un possibile  “commissariamento”.  Dovrebbero essere tagliate anche  alcune teste amministrative.


Una nota del presidente Andrea Camporese ha spiegato che l'Inpgi non è esposto né in modo diretto né in modo indiretto nei confronti di Lehman Brothers, mentre allo stesso tempo l'Istituto, per scelta strategica, non ha in portafoglio nessun titolo strutturato, cioè emissioni obbligazionarie alle quali è associato un contratto derivato. Su questo punto cosa dirà oggi Andrea Leone, presidente di Casagit? Sono stati analizzati i titoli in portafoglio e cosa è emerso?  Davvero siamo sul Titanic? Questa domanda, posta da un cronista economico del livello di Edmndio Rho, deve far rifletter. La domanda appare retorica, ma probabilmente nasconde una realtà  molto amara per la categoria. I giornalisti hanno diritto di conoscere la reale situazione della Casagit.


Per ora ci limitiamo a sottoporre ai colleghi un lancio dell’Agi e due notizie presenti nel sito della Casagit (www.casagit.it).


AGI SU CASAGIT:  'ROSSO' DI 3,868 MLN di euro nel BILANCIO 2007       


Torino, 23 maggio 2008.  Anno nero il 2007 per la Casagit, la Cassa Autonoma Integrativa dei Giornalisti italiani, guidata da Andrea Leone. Il bilancio consuntivo che l'assemblea nazionale dei delegati si appresta ad analizzare il 29 maggio prossimo a Roma chiude in perdita come nel 2006, ma con un disavanzo salito a 3.868.633 euro, cifra mai registrata nella lunga storia della Cassa. Il "rosso" sarà ripianato utilizzando il "Fondo di garanzia" della Casagit accantonato per i tempi difficili. La Casagit, 52.820 iscritti (26.615 soci e 26.205 famigliari) conta tra i suoi assistiti 14.758 giornalisti professionisti in attività, 928 giornalisti pubblicisti a tempo pieno, e 874 giornalisti praticanti. I soci disoccupati e in cassa integrazione al 31 dicembre scorso erano mille. Pari a 6.162 i pensionati a carico dell'Inpgi con trattamento non ridotto e quelli ad essi assimilati. Casagit ha chiuso il 2007 con contributi associativi pari a 75.295.835 euro (73.388.982 euro nel 2006); spese per prestazioni di 71.540.165 euro (66.872.718 euro nel 2006) suddivise tra: costi per i ricoveri (23.550.886 euro), assistenza specialistica (21.069.878 euro), cure odontoiatriche (15.885.651 euro), personale (4.081.090 euro), oneri diversi (1.972.694 euro). Nel 2007 il consiglio di amministrazione si è riunito 9 volte, la Commissione permanente 11 volte e la Consulta nazionale dei Fiduciari 4. Il Collegio dei sindaci oltre partecipare a tutte le sedute del cda, si è riunito 9 volte. (AGI)


Approvato dal CdA il bilancio di esercizio 2006


Roma, 18/04/2007.  "Il Consiglio di Amministrazione della Casagit (Cassa Autonoma di Assistenza Sanitaria Integrativa dei Giornalisti Italiani) ha approvato il bilancio relativo all'esercizio 2006, chiuso con un risultato negativo pari a circa 815 mila euro. Sul risultato, il primo con segno rosso dal 1994, pesa il blocco imposto dagli editori della Fieg al rinnovo contrattuale della categoria. Un rinnovo in linea con l'inflazione (2,5% in più sul monte retribuzioni) vale infatti per la Casagit circa 1,2 milioni euro l'anno. Se non si fosse verificata questa eccezionale circostanza la Cassa avrebbe assorbito senza problemi l'aumento delle spese sanitarie, che pure per lo scorso anno si è assestato sull'8,5%. L'inedito e irragionevole atteggiamento assunto dagli editori in questa tornata contrattuale sta dunque mostrando i suoi effetti negativi anche sui conti della Casagit oltre che su quelli dell'Istituto di previdenza dei Giornalisti, indebolendo il sistema di garanzie che la categoria si è costruita negli anni con le proprie risorse e con le conquiste del suo Sindacato. Un motivo in più perché i giornalisti italiani rivendichino con forza ed unitariamente il loro diritto ad una contrattazione collettiva equa e tempestiva". (http://www.casagit.it/it/News/info-481190630.html)


L'Assemblea Nazionale dei Delegati Casagit approva il bilancio di esercizio 2006


Roma, 30/05/2007. L'Assemblea Nazionale dei delegati della Casagit ha approvato oggi il bilancio di esercizio finanziario 2006. I conti della Cassa, come evidenziato nella sua relazione dal Presidente del Consiglio di Amministrazione Andrea Leone, chiudono con un disavanzo che supera di poco gli 814.000 Euro dovuto, principalmente, al mancato rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti. "Non si tratta - ha proseguito Andrea Leone - di un negativo strutturale ed è ampiamente bilanciato dal Fondo di Garanzia della Cassa, ma di certo il perdurare dello stallo nelle trattative tra Fnsi e la Federazione degli editori rischia di compromettere, in prospettiva, i conti degli organismi di categoria. Un piccolo allarme da non sottovalutare". (in: http://www.casagit.it/it/News/info-586217476.html).


Assemblea Nazionale dei delegati - 29 maggio 2008 -


L'Assemblea nazionale dei Delegati della Casagit ha approvato oggi il bilancio consuntivo 2007, che ha risentito della stagnazione dei contributi determinata fra l'altro dal mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei giornalisti, scaduto ormai da oltre tre anni. La riflessione sui dati del bilancio ha portato all'individuazione di una serie di misure di contenimento e razionalizzazione della spesa con l'obiettivo di garantire anche nei prossimi anni l'equilibrio economico della Cassa e la sua capacità di tutelare la salute dei giornalisti italiani e dei loro familiari, nel rispetto di quella natura solidaristica che da sempre contraddistingue la Casagit rispetto a tutti gli altri enti e fondi mutualistici integrativi. Il consiglio d'amministrazione, riunitosi dopo l'assemblea, ha nominato Daniele Cerrato nuovo vicepresidente in sostituzione di Andrea Camporese, da poco eletto alla guida dell'INPGI. Nel ruolo di consigliere d'amministrazione gli subentra Grazia Napoli. (http://www.casagit.it/it/News/info965348242.html)


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Casagit nella tempesta.


Attendiamo risposte.


 


di Francesco M. De Bonis


Milano, 31 ottobre 2008. La notizia è di quelle che fanno tremare le vene ai polsi. Tuttavia, a Roma i pochi che la conoscono stanno mettendo gli scuri alle finestre e chiudendo a chiave le porte nel tentativo di non farla trapelare più di tanto. E a Milano anche i più noti sindacal-giornalisti stanno litigando e ballando al Circolo della Stampa con l’obiettivo di conquistare spazi in questa “strategica” organizzazione.


Eppure, il Titanic-Casagit traballa. Anche se un comunicato ufficiale – esposto solo  nei “visitatissimi” siti di Casagit stessa e della Fnsi – ci informa che la perdita del 2008, di ben 3,9 milioni di euro, è “in linea” con quella del 2007. Come a dire: siamo bravi, no?


Un comunicato lacunoso e pietoso, steso e messo in tutta fretta in rete dopo che su questo sito si era  già provveduto a informare la categoria.


Nel comunicato si dice anche – con colpevole  imprecisione – che una revisione contabile ha potuto far  emergere “oneri relativi agli anni precedenti” per 14 milioni di euro.


Però, attenzione: non di oneri si tratta ma di un vero e proprio buco accumulato negli ultimi anni, deficit di esercizio che si sono sommati senza che – nella migliore delle ipotesi - nessuno se ne accorgesse, né amministratori né vigilanti.


Un buco che di colpo si mangia la metà delle riserve di Casagit, cioè indebolisce pesantemente la solidità patrimoniale dell’istituto. Dov’erano i nostri bravi amministratori, dove i controllori, dove i membri della pletorica e costosa assemblea? Dov’erano? Aspettiamo una risposta da questi “incapaci allo sbaraglio”. Così come vogliamo sapere perché sono stati investiti 600mila euro di euro in obbligazioni  Lehman che ora valgono (con massima speranza) non più di un quarto del prezzo di acquisto.


Chi delle nostre “aquile amministratrici” ha deciso di investire i soldi di oltre 50 mila iscritti nella finanza speculativa, dimenticando che una organizzazione come Casagit deve sempre essere  prudente e osservare le regole del buon padre di famiglia?


Attendiamo risposte. Che dubitiamo ci verranno dal prossimo Consiglio di amministrazione, convocato per martedì 4 novembre. Consiglio in cui gli stessi responsabili del disastro discuteranno fra di loro che cosa fare nell’immediato e nel prossimo futuro per fronteggiare la situazione. Gli stessi, cioè, ci proporranno dei rimedi che incideranno notevolmente sulle tasche di noi giornalisti. Gli stessi si proporranno come salvatori di un disastro dovuto alla loro incapacità. Ma perché sempre – e solo - gli stessi?


 


In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2820


Comunicato con verità parziali.


CASAGIT. Nel 2008 sono previste


perdite per 3,9 milioni di euro,


mentre affiorano perdite pregresse


per 14 milioni di euro coperte dal


Fondo di riserva (che ha un tesoretto


di 29 milioni di euro).


Nella pancia della Cassa obbligazioni


Lehman Brothers per 600mila euro


(che presto saranno svalutate


del 70%). Necessarie misure


strutturali per uscire dalla crisi.


 


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Questo qui sotto è il titolo con il quale il sito di Casagit presenta il disastro, tacendo numeri e fatti. Complimenti al giornalista (?) che lo ha fatto…..


 


www.casagit.it - Comunicato del Consiglio di Amministrazione


Le previsioni del disavanzo gestionale in linea con il consuntivo 2007


"Il Consiglio di Amministrazione della Casagit si è riunito oggi per esaminare il pre consuntivo dell'esercizio 2008. Secondo le previsioni il disavanzo gestionale dovrebbe essere di 3,9 milioni di euro in linea con il consuntivo 2007. Il risparmio che la Cassa deve realizzare è pari al 10 per cento. Questa misura consentirà di riportare nell'arco di un biennio i conti della Casagit in attivo. Sul disavanzo pesano le condizioni generali dell'offerta sanitaria del nostro paese, il mancato rinnovo contrattuale dei giornalisti italiani (ogni punto percentuale di incremento retributivo porta alla Cassa circa 750.000 euro), il crescente divario tra le contribuzioni ed il costo delle prestazioni, il calo del numero dei giornalisti contrattualizzati e l'invecchiamento medio della nostra popolazione di assistiti.


Nel corso di questo mandato il Consiglio ha deciso di adottare regole che prevedono l'applicazione del criterio di competenza in luogo di quello di cassa per la redazione dei bilanci, prassi seguita sinora dalla maggioranza dei Fondi Sanitari. Questo cambiamento, che nasce anche dall'esigenza di allineare la Casagit alle prossime normative in materia, ha evidenziato 14 milioni di euro di oneri pregressi. Casagit precisa che si tratta di somme comunque ampiamente garantite dal Fondo di Riserva il cui onere sarà ammortizzato consentendo di liberare, del tutto, i prossimi esercizi da "fardelli" contabili non compatibili con le nuove regole.


D'ora in poi dovranno, quindi, entrare nel bilancio di esercizio tutte le voci di spesa effettuate nell'anno di competenza.


Aver riclassificato anche gli esercizi precedenti con queste procedure offre un quadro che, seppur difficile, ci permette di orientare le scelte future per il mantenimento dell'efficienza della Casagit. Impone, responsabilmente, misure sulle quali confidiamo di incontrare il consenso dei colleghi. Il Consiglio di Amministrazione proseguirà i lavori martedì prossimo. "


Roma, 30 ottobre 2008


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30/10/2008. La lettera di Andrea Leone trasmessa soltanto ai suoi amici di “Nuova informazione:  “La situazione non è in nessun modo drammatica, ma è invece preoccupante. Se non facciamo nulla, o lo facciamo in ritardo, entro tre anni i conti rischiano di saltare davvero”.


 


Ovviamente le cose sono espresse con brevità e sintesi da comunicato. A voi devo ulteriori spiegazioni. Domani mattina faro un altro intervento. In ogni caso, la situazione non è in nessun modo drammatica. E’ invece preoccupante, nel senso che dobbiamo preoccuparcene. Se non facciamo nulla, o lo facciamo in ritardo, entro tre anni i conti rischiano di saltare davvero. Faremo il massimo della chiarezza possibile. Martedì il Cda prosegue i lavori e varerà le misure atte a contenere il disavanzo d’esercizio. Che è, giova ripeterlo, di 3,9 milioni, meno del 5% del bilancio. E non di 18. I  14 che pesano in più sono in pratica soldi accumulati negli anni scorsi come finte riserve, che nascono dal fatto che si ragionava, come è abitudine negli enti no profit per cassa, ovvero entrate e uscite , e non per competenza, cioè sulla base di spese che sarebbero state conosciute nell’anno successivo ma che erano state fatte. Domani sarò più particolareggiato.


Andrea Leone






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