17.5.2015 - Caro Abruzzo, dopo qualche giorno di riflessione, ritengo opportuno, se riterrai dar voce questa mia posizione, fare qualche considerazione sul congresso nazionale dei cronisti tenutosi a Fiesole tra l’8 e il 10 maggio scorsi e nel quale unico consigliere nazionale (e prima delegato) proveniente dal Sindacato Cronisti Romani, ho assunto una posizione solitaria ma convinta. A volte, lo insegnano i maestri di vita e di giornalismo, è giusto porre dei paletti rigorosi al proprio agire e assumere posizioni anche contro corrente. La premessa nasce da quanto riportato il 10 maggio scorso sulla Tua newsletter, frutto presumo di un’analisi dei fatti – con tutto il rispetto – non diretta. I fatti, appunto, sono andati in un altro modo e mi permetto di sottolinearli per la precisione.
Nel tuo report del 10 maggio indichi il lodevole “obiettivo dichiarato – del Congresso – cioè la ricerca di un equilibrio e di un riconoscimento alla rappresentanza e all'impegno dei vari territori, alle minoranze e anche alle questioni di genere (con tre colleghe su otto). Assolutamente corretto e coincidente con lo spirito dei delegati al Congresso e poi dei consiglieri nazionali tutti, nessuno escluso.
Aggiungi, poi, “eppure, proprio sulla scelta dei nomi per la Giunta si è verificata la maggiore tensione del XX Congresso dell'Unci. La delegazione romana, guidata dal neo presidente Fabio Morabito, chiedeva infatti un secondo rappresentante, oltre a Federica Angeli, collega di nera e giudiziaria di Repubblica sotto scorta per le minacce ricevute dai clan in seguito a un'inchiesta a Ostia (Roma). Una posizione che avrebbe provocato analoga richiesta da parte della Lombardia, che pure aveva subito accettato il "sacrificio" di non avere un secondo membro di Giunta oltre a Galimberti pur di non sottrarre posti e rappresentanza alle altre regioni. Alla fine, la proposta del presidente è comunque passata con 29 voti a favore, cinque contrari (quasi l'intera delegazione romana) e un astenuto (un altro delegato romano)”.
E’ corretto parlare di tensione in questa fase del Congresso, ma non di richieste del Sindacato Cronisti Romani, va ricordato il gruppo più consistente dell’Unci. Semmai si è posta proprio la questione di “un equilibrio e di un riconoscimento alla rappresentanza e all'impegno dei vari territori”, rispettate le minoranze e quelle che indichi come questioni di genere. I cronisti romani hanno subito indicato in Federica Angeli una loro esponente diretta, quale professionista impegnata in uno dei settori più difficili, nevralgici e rischiosi della cronaca e portatrice in quanto donna di una visione importante della professione e del lavoro in trincea. In quanto gruppo maggioritario all’interno dell’Unci, poi, il gruppo romano si aspettava una maggiore presenza nel “governo” nazionale. La tensione non è nata da questa aspettativa ma dalla richiesta – questa sì – di porre all’attenzione del Consiglio nazionale l’opportunità di mettere ai voti – elemento di democrazia peraltro previsto dallo Statuto – l’opinione dei romani. Come tu riferisci il voto vi è stato e si è concluso con una maggioranza ampia contraria alla posizione romana. E, va detto per correttezza di cronaca, con un attacco diretto e preventivo - prima del voto - a quest’ultima di un consigliere di maggioranza per aver “violato” il principio dell’unanimità prassi consueta dei congressi dei cronisti e per questioni “di potere”. Lascio a Te quale maestro della professione e interprete dei diritti oltreché dei doveri di tutti i giornalisti, quali cittadini, ogni commento in proposito.
Aggiungo che il sottoscritto ha deciso la sua astensione nel voto per la giunta proprio in relazione a quest’ultimo attacco, non avendo mai sfiorato la delegazione romana - peraltro estremamente rinnovata per oltre i due terzi - alcun pensiero legato ad esercizi di potere, ma venendo tutti dalla professione, dal sindacato senza prebende e posizioni precostituite.
Concludo sottolineando, come Tu hai riportato nella news del 12 maggio, che il neo presidente dell’Unci ha attribuito “la delega per lo sviluppo delle tecnologie digitali al consigliere Vittoriano Vancini (Ansa Roma) e ha associato alla segreteria della Giunta Gianfranco Pierucci, rappresentante del Gruppo cronisti lombardi”. Due posizioni validissime, ma extra quota avendo la giunta sei componenti, a dimostrazione evidente di come l’aspettativa dei romani, e quella non esplicitata pubblicamente dei lombardi (secondo gruppo per consistenza a livello nazionale) avesse non soltanto un fondamento teorico, ma anche un senso pratico.
Una bella occasione perduta, comunque, e una brutta pagina che speriamo la nuova dirigenza avrà la forza e la volontà di superare ricomponendo una dialettica fatta di condivisione e di comuni valori e non certo basata su un “potere” inesistente e illogico, come quello reale invece di veto e deterrenza impiegato per respingere l’aspettativa del Sindacato Cronisti Romani. Grazie per l’ospitalità.
Roberto Mostarda - Consigliere nazionale dell’Unci
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.10.5.2015 - .Alessandro Galimberti eletto per acclamazione alla presidenza dell'Unci. Leone Zingales vicepresidente. - di Sergio Stella – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17714
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.12.5.2015 - .Al XX Congresso di Firenze eletti il nuovo Presidente e la nuova Giunta. Alessandro Galimberti: l’Unci rinnova l’impegno a tutela dei cronisti.- TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17743
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