Milano, 8 febbraio 2014. Novità clamorose a “Il Sole 24 Ore”: 58 redattori hanno chiesto e ottenuto dal CdR la convocazione di una assemblea straordinaria per lunedì 10 febbraio (ore 15). All’ordine del giorno lo “scorporo” in due parti del referendum (previsto per il 12 e 13 febbraio) sull’accordo firmato il 31 gennaio tra azienda e Cdr: un voto sulla prima parte del documento, con oggetto i (38) prepensionamenti, e uno sulla seconda che disciplina le intese aziendali (e in particolare il punto sulle “fasce retributive”). I redattori del quotidiano economico temono un possibile calo di fatto degli stipendi. La seconda parte dell’accordo, quindi, appare a rischio bocciatura.
Nella prima parte dell’accordo (che contempla 38 prepensionamenti) si legge che lo stato di crisi verrà prorogato per 24 mesi a partire dal 1° febbraio 2014. Le uscite saranno anche incentivate. I contratti di solidarietà saranno rinnovati con il taglio del 14% dell’orario di lavoro (i redattori rimarranno tre giorni al mese a casa). Sul piano economico la diminuzione dello stipendio correlato al taglio dell’orario viene bilanciata dall’intervento dell’Inpgi per il 60% e dello Stato per il 10%: in sostanza la perdita reale non va al di là del 5% dello stipendio. Andranno in pensionamento (art 33 Cnlg) e in prepensionamento (artt. 35 e 37 della legge 416/1981) 38 giornalisti: vengono espulsi dalla produzione le firme più note del quotidiano edito da Confindustria. Il prepensionamento è regolato dall’articolo 37 della legge 416/1981 dell’editoria: possono accedervi coloro che hanno almeno 58 anni di età e almeno 18 anni di contributi alle spalle. I redattori, i capiservizi e i capiredattori possono optare, però, con una riduzione dal 30 al 50% dello stipendio, per la trasformazione del contratto oggi stipulato a tempo pieno (ex art. 1 del Cnlg) in contratto di collaborazione fissa (ex art. 2 del Cnlg), lavorando da casa (una forma di telelavoro atipica) secondo le clausole fissate nel verbale di accordo 15 ottobre 2013 e stipulato anche "con l'obiettivo di contenere i costi redazionali.
Il verbale di accordo relativo al “secondo livello aziendale” ha un punto forte quando afferma che, nel periodo di vigenza del protocollo, l’accodo c.d. “fasce retributive” non troverà applicazione. Le fasce hanno un minimo e un massimo e tutti i redattori, in base alle qualifiche, galleggiano tra la cifra minima e la cifra massima di stipendio. Lo sviluppo di carriera economica viene assicurato a tutti. L’eliminazione delle fasce ha creato un notevole malumore nel corpo redazionale: si teme un possibile calo di fatto degli stipendi nel tempo come conseguenza dei mancati adeguamenti alla parte alta delle fasce. Nel documento figura anche un capitolo autonomo sulla formazione. Rilevanti i paragrafi dedicati alle future assunzioni e ai trasferimenti nonché ai piani di smaltimento delle ferie e dei permessi. I giornalisti che verranno assunti dopo la firma dell’accordo per due anni saranno al minimo di stipendio contrattuale “al fine di garantire la sostenibilità economica delle nuove iniziative”. L’approvazione della seconda parte dell’accordo è, quindi, a rischio bocciatura. L’accordo sulle “fasce”, che risale ai primissimi anni 90 del secolo scorso, è stato sempre giudicato un rimedio efficace contro la politica dei due pesi e delle due misure nella gestione del personale giornalistico, eliminando sul piano economico dislivelli eccessivi all’interno del corpo redazionale e assicurando di conseguenze trattamenti economici dignitosi anche a chi non fa parte di cordate o di gruppi di pressione organizzati a livello sindacale. In redazione c'è anche preoccupaione per la rimodulazione delle voci della parte alta della busra paga.
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6.2.2014 - IL SOLE 24 ORE. L’assemblea approva con voto plebiscitario la mozione del CdR sul “Verbale di accordo sindacale per lo stato di crisi” sottoscritto con l’editore il 31 gennaio. L’accordo (pubblicato in allegato) verrà sottoposto a referendum il 12 e 13 febbraio. Contratti biennali di solidarietà con il taglio del 14% dell’orario. Pensionamenti (ex art 33 Cnlg) e prepensionamenti (ex artt. 35 e 37 della legge 416/1981). 38 redattori in uscita. L’accordo ha anche un capitolo dedicato alla formazione. Verranno predisposti piani di smaltimento delle ferie. Nel periodo di vigenza del protocollo, l’accodo c.d. “fasce retributive” non troverà applicazione. Uscite anche incentivate. IN CODA il testo del precedente accordo 15 ottobre 2013 che disciplina la trasformazione del rapporto di lavoro giornalistico dipendente da articolo 1 ad articolo 2 del Cnlg. "Nel periodo con contratto art. 2 il giornalista verrà assegnato ad un settore del quotidiano di riferimento e sarà dotato di telefono cellulare di servizio e di pc portatile, collegato al sistema editoriale aziendale, per poter lavorare direttamente in rete". di Francesco M. De Bonis - IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13900
3.2.2014 - IL SOLE 24 ORE. Firmato l’accordo tra Cdr e azienda. Stato di crisi per altri due anni. Contratti di solidarietà con il taglio del 14% dell’orario. Prepensionamenti obbligatori. 38/40 redattori a rischio uscita. Frattura nel sindacato di base. Antonella Olivieri non firma: “Il giornale, con i colleghi messi alla porta, perde la sua anima e la sua storia”. Assemblea di redazione il 5 febbraio, poi il referendum deciderà sull’accordo (se approvarlo e conferirgli efficacia, oppure respingerlo e annullarlo). IN CODA il testo del precedente accordo 15 ottobre 2013 (mai approvato dall'assemblea di redazione) che disciplina la trasformazione del rapporto di lavoro giornalistico dipendente da articolo 1 ad articolo 2 del Cnlg. "Nel periodo con contratto art. 2 il giornalista verrà assegnato ad un settore del quotidiano di riferimento e sarà dotato di telefono cellulare di servizio e di pc portatile, collegato al sistema editoriale aziendale, per poter lavorare direttamente in rete". /di Franco Abruzzo/ -IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13869
. Tutte le più recenti vicende de “IL SOLE 24 ORE” sono IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=8367