Roma, 16 maggio 2007. Il Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi ha approvato oggi il consuntivo 2006, il quale chiude con un avanzo di 96,924 milioni di euro (+3,934 milioni rispetto al 2005). Un buon risultato contabile, ottenuto anche grazie all’ottimo andamento della gestione patrimoniale.
Tuttavia il mancato rinnovo del contratto di categoria e la negativa incidenza nel settore contributivo di nove giorni di sciopero, hanno determinato un arresto nella crescita dei contributi IVS. Ciò ha fatto risalire di 1,8 punti il rapporto percentuale fra entrate contributive correnti e spesa pensionistica, che si attesta per il 2006 all’88,9 per cento (100 euro di contributi incassati, 88,9 spesi per pensioni, 11,10 destinati ad incrementare la riserva).
Il risultato del bilancio, che dovrà ora passare alla ratifica del Consiglio Generale, è caratterizzato dai seguenti capitoli.
I rapporti di lavoro – Discreto aumento (+5,53%) dei rapporti di lavoro regolati dagli articoli 1, 2, 12 e 36 del contratto. La crescita ha però riguardato soltanto le emittenti radiotelevisive private (+1,44%) e (grazie soprattutto all’attività ispettiva) gli Uffici stampa degli Enti pubblici (+0,45%). In calo, invece, il lavoro nei quotidiani (-0,94%), alla Rai (-0,59%), nelle agenzie di stampa (-0,41%), nelle emittenti radio tv private nazionali (-0,37%) e nei periodici (-0,22%).
Diminuiscono percentualmente, rispetto al 2005, anche gli articoli 1 a tempo indeterminato, che rappresentano lo “zoccolo duro” della contribuzione stabile: un aumento del 3,29% (+4,67% nel 2005) cui ha fatto purtroppo riscontro un ulteriore e vigoroso aumento del precariato.
I contratti a termine - Se nel 2005 la crescita del lavoro precario era stata più del doppio di quella stabile (+9,94% contro +4,67%) nel 2006 ha raggiunto quasi il quadruplo: +12,46% contro il 3,29%. Ciò ha avuto anche un preoccupante riflesso sulla disoccupazione, che fatalmente segue il periodo di occupazione precaria: le mensilità figurative accreditate ai colleghi sono tornate ai massimi livelli del quinquennio, con 490 annualità accreditate.
E’ auspicabile dunque che il Ministero del Lavoro liberi al più presto, sull’onda dell’esemplare pronuncia del Consiglio di Stato, la delibera Inpgi (bloccata dalla Fieg dal giugno 2006) con la quale l’Istituto propone sconti contributivi quasi totali alle aziende che assumeranno giornalisti disoccupati o cassintegrati.
I contributi correnti e la spesa previdenziale – Le entrate contributive IVS correnti assommano a 323,726 milioni (+3,69%), con un aumento percentuale inferiore rispetto alle uscite pensionistiche (287,778 milioni, +5,88% rispetto al 2005).
Si tratta tuttavia di un fenomeno che non ha caratteristiche strutturali, e che è derivato unicamente dal “vuoto” contributivo (poco più di 7 milioni) riferiti ai nove giorni di sciopero nazionale a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro.
Su un totale di 5.794 pensionati, oltre il 35,55% (2.060 unità) ha un’età superiore ai 75 anni. Fra questi ultimi, 1.185 hanno raggiunto e superato gli 80 anni. Si conferma dunque che anche tra i giornalisti la crescita della vita media è una realtà consolidata.
I prepensionamenti – Più che raddoppiato nel 2006 il ricorso ai prepensionamenti di vecchiaia anticipata per stati di crisi aziendale: 20 unità, di cui 2 de “Il Tempo” e 18 della Poligrafici editoriale.
I 20 giornalisti si sono aggiunti ai 333 colleghi prepensionati già a carico dell’Inpgi, rappresentando in totale un costo aggiuntivo di 10,995 milioni. Senza quest’onere il rapporto percentuale spesa pensionistica – entrate contributive correnti, sarebbe sceso dall’88,9% all’85,5%.
L’attività ispettiva e legale – Le ispezioni concluse in 76 aziende hanno comportato 63 verbali di addebito per un totale di 13,524 milioni, di cui 9,689 riferiti ai contributi e 3,835 a sanzioni.
Ben 383 sono state le contestazioni relative a posizioni accertate nell’ambito del lavoro subordinato giornalistico e che le aziende consideravano in maniera difforme.
In 142 casi i colleghi, benché adibiti a mansioni giornalistiche a tempo pieno, erano inquadrati con qualifiche e contratti impropri (impiegato, grafico, operatore di ripresa) con la corresponsione dei contributi all’Inps e all’Enpals anziché all’Inpgi. Per altri 241 casi il rapporto di lavoro era formalmente inquadrato come autonomo, senza alcun versamento di contributi. Di questi, in base alle prove raccolte, 164 casi sono stati ricondotti al rapporto giornalistico a tempo pieno, 41 alla collaborazione fissa (art.2 del contratto) 36 all’incarico di corrispondente (art. 12).
Nel 2006 il Servizio legale dell’Inpgi ha concluso positivamente davanti ai giudici 66 giudizi su 81 e ciò ha comportato il riconoscimento in favore dell’Istituto di un credito pari a 34 milioni.
I fondi svalutazione crediti – I fondi di svalutazione assommano a 108,268 milioni.
Fra questi spicca il fondo svalutazione crediti contributivi, oggi pari a 100,895 milioni. Seguono il fondo rischi su titoli (6,119 milioni), il fondo svalutazione affitti (1,131 milioni) e quello riferito a crediti per mutui (0,123 milioni).
Il Settore immobiliare – Il rendimento netto del patrimonio immobiliare rapportato al valore contabile iscritto a bilancio, è stato del 2,08 per cento. Una valutazione compiuta scindendo il calcolo tra patrimonio ad uso abitativo (canoni per complessivi 18,293 milioni) e quello ad uso diverso (affitti per 8,506 milioni), dà il seguente risultato: rendimento netto del settore abitativo 1,96%, uso diverso 2,36%.
Gli investimenti mobiliari – Più che positivo l’andamento dei mercati finanziari, che si è riflesso sugli investimenti dell’Istituto, i quali hanno segnato un ottimo risultato con un rendimento netto del 4,51%, pari a 21,5 milioni.
Notevole anche la consistenza delle plusvalenze implicite (24,263 milioni) che tuttavia, non essendo realizzate, non possono essere messe a bilancio.
Il valore di mercato del portafoglio al 31 dicembre era di 522,696 milioni.