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La riforma pensionistica dell’Inpgi
rende difficile per i giovani
rimasti senza lavoro il ricorso
all’indennità di disoccupazione

materiali racolti da Franco Abruzzo
Milano, 21 gennaio 2007. La riforma pensionistica dell’Inpgi – bloccata dal veto della Fieg – punisce i giovani giornalisti assunti a tempo determinato e rimasti poi privi di lavoro. Oggi chi lavora tre mesi può chiedere all’Istituto una indennità di disoccupazione di tre mesi. Quando la riforma diventerà operativa questa soluzione non sarà possibile. Per tutti i futuri iscritti il diritto di accesso all’indennità di disoccupazione scatterà dopo che sia stato maturato un biennio di iscrizione all’Istituto.
La riforma prevede: a) per tutti i futuri iscritti il diritto di accesso all’indennità di disoccupazione dopo che sia stato maturato un biennio di iscrizione; b) il periodo di disoccupazione indennizzabile rapportato alle sole giornate contrattualizzate; c) l’introduzione di un termine per la richiesta dei ratei di disoccupazione.
Va detto che l’Inpgi, come si potrà vedere, qui sotto, incassa ogni anno dagli editori da 15 a 17 milioni di euro per far fronte alle spese per la indennità di disoccupazione e ne spende in media la metà. Come si giustifica allora la stretta?


NORMATIVA IN VIGORE OGGI - QUANDO SI HA DIRITTO.


Il giornalista disoccupato ha diritto all'indennità quando abbia almeno 12 contributi mensili, per l'assicurazione contro la disoccupazione, accreditati (versati o dovuti) nel biennio precedente l'inizio del periodo di disoccupazione.


Il diritto all'indennità si consegue anche nel caso in cui siano stati prestati almeno 3 mesi di attività lavorativa nel biennio precedente lo stato di disoccupazione, per i quali siano stati accreditati (versati o dovuti) i contributi. In questo caso però l'indennità sarà corrisposta per un numero di mesi pari alle mensilità di contribuzione accreditata. In questa seconda ipotesi si parla di ammissione al trattamento con requisito ridotto.


I contributi accreditati durante il periodo di lavoro a termine stipulato ai sensi del decreto Treu (con la defiscalizzazione) o similari, non danno diritto all'indennità di disoccupazione.


(da: www.inpgi.it/prestazioni/inpgi_prestazioni-obbligatorie-disoccupazione.htm).


 


LA RIFORMA DEL 1° LUGLIO 2005 (ancora non operativa).


Trattamento di disoccupazione – Sono confermati i trattamenti che all’Inpgi sono di gran lunga superiori rispetto all’Inps. Sono state introdotte, inoltre, più favorevoli misure di sostegno per i dipendenti di aziende in crisi, fallite o in liquidazione, che perdano il lavoro in età variante tra i 40 e i 55 anni. In questi casi sarà accordato un accredito aggiuntivo di contributi figurativi variabile tra i 6 e i 12 mesi. La riforma prevede inoltre: a) per tutti i futuri iscritti il diritto di accesso all’indennità di disoccupazione dopo che sia stato maturato un biennio di iscrizione; b) il periodo di disoccupazione indennizzabile rapportato alle sole giornate contrattualizzate; c) l’introduzione di un termine per la richiesta dei ratei di disoccupazione.


(da: www.inpgi.it/circolari/2005/inpgi_circolari-2005-ratifica-riforma-previdenziale.htm).


---------------


Le altre prestazioni erogate dall’Inpgi


(dalla relazione della Corte dei conti ai bilanci 2004 e 2005)


 


Oltre alle pensioni IVS, che costituiscono la parte preponderante dell’attività istituzionale, la Gestione principale eroga, come già ricordato, una serie di altre prestazioni di carattere obbligatorio, quali indicate, con i corrispondenti costi annui, nel prospetto n. 6.


Gli altri contributi obbligatori (esclusi cioè quelli per IVS) ed il rispettivo gettito annuo sono evidenziati nell’ulteriore prospetto (n.7), dal quale risulta che il loro ammontare complessivo nel 2005 è aumentato del 13,1% rispetto al 2003, per effetto di incrementi che, seppur in varia misura, hanno interessato tutte le tipologie di contribuzione.


 


Prospetto 6                                                    (in migliaia di euro)



























































ALTRE PRESTAZIONI OBBLIGATORIE


2003


2004


2005


Liquidazione in capitale


14


6


53


Pensioni non contributive


158


165


170


Assegni familiari


155


190


209


Trattamenti disoccupazione


8.183


7.738


8.029


Gestione infortuni*


1.554


2.153


2.222


Fondo garanzia trattamento fine rapporto


696


568


1.097


Assegni per cassa integrazione


590


359


501


Indennità cassa integrazione contr. solidarietà.


104


0


0


Indennità di mobilità


8


0


0


Totale


11.462


11.179


12.281


*Nel 2005 tra i costi  figura anche l’accantonamento al Fondo infortuni dell’avanzo economico della


  Gestione, pari a mgl € 737, accantonamento previsto dall’art.6 della convenzione con la FNSI


 


Prospetto 7                                                                 (in migliaia di euro)

















































ALTRI CONTRIBUTI OBBLIGATORI


2003


2004


2005


Contributi Disoccupazione


15.947


17.029


17.629


Contributi TBC anni precedenti*


38


32


15


Contributi assegni familiari


487


516


534


Contributi assicurazione infortuni


1.424


2.069


2.157


Contributi mobilità


1.982


2.087


2.150


Contributi fondo garanzia indennità anzianità


2.896


3.084


3.197


Contributi di solidarietà


3.309


3.696


3.812


Totale


26.083


28.513


29.494


* Il contribut0 dello 0,05% per la TBC è stato soppresso dall’1/1/2000 (art.3 della L. 448/1998)


 


A fine biennio l’ammontare complessivo delle prestazioni elencate nel prospetto n. 6, è aumentato del 7,1% rispetto al 2003, con un tasso annuo di crescita più elevato nel 2005 (9,8% contro il 7,5% dell’esercizio precedente) a causa, prevalentemente, delle variazioni della spesa per i trattamenti di disoccupazione e della lievitazione degli oneri per il trattamento di fine rapporto, mentre minor peso ha avuto l’ aumento della spesa per la cassa integrazione guadagni straordinaria.


Riguardo all’onere globale per le altre prestazioni obbligatorie è da evidenziare che esso è imputabile, in larga, ma decrescente, misura (dal 76,5% del 2003 al 69,4% del 2005), alla spesa complessivamente sostenuta per gli ammortizzatori sociali costituiti dal trattamento di disoccupazione e dalla CIGS, entrambi tornati a crescere nel 2005 dopo la flessione registrata nell’esercizio precedente.


Riguardo all’onere globale per le altre prestazioni obbligatorie è da evidenziare che esso è imputabile, in larga, ma decrescente, misura (dal 76,5% del 2003 al 69,4% del 2005), alla spesa complessivamente sostenuta per gli ammortizzatori sociali costituiti dal trattamento di disoccupazione e dalla CIGS, entrambi tornati a crescere nel 2005 dopo la flessione registrata nell’esercizio precedente.


Di questi solo il trattamento di disoccupazione è finanziato da entrate contributive (il contributo, la cui aliquota è pari all’1,61%, è versato dalle aziende a titolo di assicurazione di disoccupazione), mentre le indennità CIGS sono a totale carico dell’INPGI, così come, per quanto riguarda i prepensionamenti ex L. 416/1981, gli oneri derivanti dall’ accredito di contributi figurativi (c.d. scivolo).


 


Dal raffronto dei dati esposti nei prospetti n. 8 e n.9 risulta che, pur in presenza di un analogo andamento altalenante degli oneri sostenuti per i due ammortizzatori sociali, non sono variati nello stesso senso i rispettivi beneficiari. Tale divergenza trova spiegazione nel fatto che l’entità degli oneri è determinata non solo dal numero dei beneficiari, ma anche dall’ammontare dei trattamenti liquidati e dalla loro durata (sulla quale influiscono le interruzioni dei trattamenti per avvenuta rioccupazione dei beneficiari).


 


Prospetto 8                             (in migliaia di euro)


















TRATTAMENTO DISOCCUPAZIONE


2003


2004


2005


numero beneficiari


onere complessivo


1.354


1.415


1.475


8.183


7.738


8.029


 


Prospetto 9                                             (in migliaia di euro)


















CIGS


2003


2004


2005


numero beneficiari


onere complessivo


  92


105


98


 589


359


501


 


 





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