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La riforma della legge professionale dei giornalisti

Risposta di Ricky Levi
a Franco Abruzzo:
“Non ho mai parlato di
abrogazione dell’Ordine”.

-----Original Message-----


From: r.levi@governo.it


To: info@francoabruzzo.it


Date: Mon, 20 Aug 2007 14:42:25 +0000


Subject: R: Levi scopre la carte: il Governo pensa di riformare radicalmente l'Ordine dei Giornalisti.....è  una abrogazione di fatto!



Caro Franco, capisco la tua passione e la tua preoccupazione per l'Ordine, ma continui a voler leggere nelle mie parole cose e intenzioni che non mi riguardano.


A Cortina ho detto che, come dimostrano con chiarezza le esperienze dei diversi paesi,  ci può essere grande giornalismo con o senza un ordine professionale.


Ho aggiunto che il testo unico dell'editoria per il quale il governo chiederà una delega al Parlamento, si dovrà occupare, nel quadro della sistemazione dell'intera normativa sull'editoria, anche dell'Ordine, ma ho precisato che la riforma dell'Ordine è questione che riguarda e compete innanzitutto ai giornalisti.


Ti sembrano affermazioni scandalose? Dove ci leggi l'annuncio della prossima abolizione dell'Ordine? E dove le trovi in contraddizione con quanto ti ho scritto l'ultima volta?


Davvero, credo che abbiamo tutti tanto lavoro da fare e da fare possibilmente insieme. Ma non creando inutili allarmi.


Ricky



La breve replica di Abruzzo


Caro Ricky, ho risposto all'agenzia Ansa, che non riportava le tue parole precise e che io ignoravo. Scrivere che ci può essere buon giornalismo senza Ordine è un'affermazione che potrebbe essere equivalente a un'altra: ci può essere professione giornalistica (in Italia) senza Ordine (dove Ordine significa professione regolamentata, deontologia e formazione). Quel passaggio del lancio dell'Ansa ha ingenerato dubbi e perplessità soprattutto se si tiene conto dell’ampiezza allarmante della delega che il Governo ha chiesto al Parlamento  sul piano dell “attuazione delle norme costituzionali in tema di libertà di manifestazione del pensiero”. Secondo me, ed è un suggerimento dettato dalla mia passione, sarebbe opportuno un tuo incontro con Lorenzo del Boca (di cui allego una dichiarazione odierna) anche per sgomberare il terreno dagli equivoci, creati dai documenti curati nel dicembre 2006 dal prof. Cheli e dalla stesura del ddl sull’editoria del 3 agosto nella parte in cui trasferisce all’Agcom la registrazione delle testate, togliendola ai Tribunali (norma voluta dai padri costituenti). Grazie, cordiali saluti e ancora buone ferie per quel che poco che rimane, Franco Abruzzo (fabruzzo39@yahoo.it - 3461454018).


………………………………………………………..


Il lancio dell’Ansa che ha provocato il dibattito


La notizia


GIORNALISTI: LEVI, L’ORDINE DEVE


ESSERE PROFONDAMENTE RIVISTO.


Cortina (Belluno), 19 agosto 2007.- ''Non c'è dubbio che l'Ordine dei Giornalisti abbia bisogno di essere profondamente rivisto. E' questo un tema che affronteremo nella seconda fase del nostro intervento, in un testo unico sull'editoria''. Lo ha detto oggi Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenze del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, nel corso di un dibattito di ''Cortina Incontra'' dedicato alla crisi dei giornali. ''Tanti paesi dalla grande tradizione giornalistica - ha aggiunto Franco Levi - non hanno un Ordine dei giornalisti, che invece fa parte della tradizione italiana''. Riguardo ai due giornalisti espulsi dall'Ordine Giampiero Mughini e Renato Farina, in precedenza ospiti della stessa rassegna, Franco Levi ha così commentato: ''Anche senza un Ordine, facendo quello che hanno fatto, in America avrebbero perso immediatamente il posto di lavoro''. (ANSA). CO 19-AGO-07 18:45


 


L’intervento di Lorenzo del Boca


GIORNALISTI: DEL BOCA A LEVI,


SERVE RIFORMA PROFONDA ORDINE



Roma, 20 agosto 2007.''Che all Ordine dei giornalisti serva una riforma profonda lo andiamo ripetendo da una dozzina d anni''. A sostenerlo il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca dopo le dichiarazioni di ieri del sottosegretario Riccardo Franco Levi. ''Semmai - ha aggiunto - c'è da domandarsi come mai il Parlamento, pur considerando centrale il segmento dell’informazione, abbia sempre trovato il modo di promettere a vanvera per poi occuparsi d altro. Questa è la volta buona?''. ''Il problema, piuttosto, e' la direzione che intendono prendere i riformatori. Sia chiaro: i giornalisti hanno bisogno di tante cose ma non di lezioni sul liberalismo. Anzi - ha proseguito - la cosiddetta liberalizzazione del settore, portandosi dietro un precariato di proporzioni vistose, ha già procurato sufficienti danni dal dissuadere chi intenda incrementarne la cifra. Così come sbaglia chi crede che la soluzione del problema consista nel negarlo e immagini di abolire l’Ordine perché 'nessun paese occidentale può vantare esperienze analoghe'. E affidare le regole e la sorveglianza della deontologia a una qualsiasi authority significa consegnare all’esterno l’indipendenza dell’informazione''. ''Chissà che cosa succederebbe se, per esempio, una qualche agency ottenesse il potere di vigilare sui magistrati...! Un aiuto al mondo dell’informazione può venire investendo sulla formazione e sulla preparazione intellettuale dei giornalisti i quali, per spiegare che cosa capita, devono prima capirlo correttamente. E la conoscenza non può essere il risultato di un esercizio di improvvisazione. I principi che stanno alla base della legge del 1963, altro che metterli in discussione, andrebbero rafforzati e applicati. Se, davvero, coloro che dichiarano che la libertà di stampa deve essere salvaguardata e difesa, lo dicono - ha concluso Del Boca - ma anche lo pensano''. (ANSA). COM-LC 20-AGO-07 18:44


 


 


Cosa dice l’art. 29 (Delega al Governo) del disegno di legge sull’editoria presentato il 3 agosto 2007. L’abrogazione dell’Ordine è prevista in maniera indiretta alle lettere a, d ed e.


1. Il Governo è delegato ad emanare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri interessati, un decreto legislativo avente ad oggetto la raccolta in un testo unico delle norme primarie in materia di editoria, con riferimento particolare alla disciplina del prodotto e dell’impresa editoriale, del mercato editoriale, delle provvidenze dirette e indirette all’editoria, anche modificando e integrando le norme vigenti ai fini del loro coordinamento formale e sostanziale, nonché del loro adeguamento ai principi ed alle norme del diritto comunitario e costituzionale. Ai fini dell’adozione del predetto decreto legislativo il Governo è tenuto al rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:


a) attuazione delle norme costituzionali in tema di libertà di manifestazione del pensiero, anche attraverso il rafforzamento della trasparenza e della tutela della concorrenza del mercato;


b) coordinamento e adeguamento della disciplina del diritto d'autore in relazione all'evoluzione del prodotto editoriale, anche con riferimento alle possibilità di uso differenziato dello stesso prodotto e alle rassegne stampa;


c) coordinamento e adeguamento della disciplina in tema di responsabilità degli operatori dell’informazione;


d) ampia delegificazione delle materie non coperte da riserva di legge;


e) indicazione esplicita delle norme abrogate.



 


In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=911


 Allarme e vigilanza sulle


intenzioni del Governo Prodi


e della maggioranza


 


Editoria: il ”ddl Levi” toglie


ai Tribunali la registrazione


delle testate trasferendola


all’Agcom (organismo


nominato dal Governo


e dal Parlamento). E’ il


primo passo verso l’abolizione


dell’Ordine dei Giornalisti.


Abruzzo: “Non ci siamo. Il


potere politico cerca di mettere


sotto schiaffo i giornalisti, Non si


può tornare allo Statuto albertino”


Solo il terzo potere garantisce


l’autonomia e la libertà


della professione giornalistica.


 


Il disegno di legge affida al Governo (con l’articolo 29) una delega infinita e preoccupante che spazia “dall’attuazione delle norme costituzionali in tema di libertà di manifestazione del pensiero al coordinamento e adeguamento della disciplina in tema di responsabilità degli operatori dell’informazione”. Quali sono gli obiettivi del potere esecutivo e del potere legislativo?


 


Nota d i Franco Abruzzo


……………………………………………………………………………………


GIORNALISTI: LEVI AD ABRUZZO, MAI PARLATO DI ABROGAZIONE ORDINE = ABRUZZO, OPPORTUNO UN INCONTRO CON DEL BOCA


Roma, 21 ago. (Adnkronos) - Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenze del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, replica a Franco Abruzzo che aveva commentato le sue dichiarazioni pronunicate in dibattito di ''Cortina Incontra'', dedicato alla crisi dei giornali, affermando di non aver mai parlato di abrogazione dell'ordine dei giornalisti: "A Cortina ho detto che, come dimostrano con chiarezza le esperienze dei diversi paesi, ci puo' essere grande giornalismo con o senza un ordine professionale. Ho aggiunto che il testo unico dell'editoria per il quale il governo chiederà una delega al Parlamento, si dovra' occupare, nel quadro della sistemazione dell'intera normativa sull'editoria, anche dell'Ordine, ma ho precisato che la riforma dell'Ordine e' questione che riguarda e compete innanzitutto ai giornalisti". "Ti sembrano affermazioni scandalose -domanda Levi ad Abruzzo- Dove ci leggi l'annuncio della prossima abolizione dell'Ordine? E dove le trovi in contraddizione con quanto ti ho scritto l'ultima volta? Davvero, credo che abbiamo tutti tanto lavoro da fare e da fare possibilmente insieme. Ma non creando inutili allarmi". Abruzzo prende atto delle parole di Levi e specifica di aver voluto rispondere a quanto riportato delle affermazioni dello stesso Levi in un lancio di agenzia che, scrive, "non riportava le tue parole precise e che io ignoravo". Abruzzo definisce comunque di "ampiezza allarmante" la "delega che il Governo ha chiesto al Parlamento sul piano della 'attuazione delle norme costituzionali in tema di liberta' di manifestazione del pensiero'" e suggerisce, come "opportuno", un incontro di Levi con Lorenzo Del Boca, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, "anche per sgomberare il terreno dagli equivoci, creati dai documenti curati nel dicembre 2006 dal professor Cheli e dalla stesura del ddl sull'editoria del 3 agosto nella parte in cui trasferisce all'Agcom la registrazione delle testate, togliendola ai Tribunali, norma voluta dai padri costituenti", conclude Abruzzo. (Sin/Col/Adnkronos) 21-AGO-07 12:42





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