Montesilvano (Pescara). Federspev a congresso difende le pensioni e si prepara all’Ecm
di Mauro Miserendino Corriere medico 17/5/2012
Manovre all'Enpam, pensioni tosate, guerra generazionale, voglia di crescere in ambiti diversi dalla difesa della pensione ed Ecm (Educazione continua medica). Sono gli scenari con cui si confronta la Federspev (Federazione sanitari pensionati e vedove) al 49° congresso, a Montesilvano (Pescara) dal 20 al 22 maggio. L'associazione guidata dall'umbro Eumenio Miscetti, fa levare alta la voce di ex professionisti medici, farmacisti, veterinari, dentisti, di fronte a mazzate come il decreto Salvaitalia che oltre i 1.400 euro di assegno mensile azzera il recupero dell'inflazione per due anni. Intanto, in vista del prossimo congresso elettivo del 2013, già qualcuno affila i coltelli.
«Il consiglio nazionale ha approvato alcune modifiche statutarie proposte dal comitato direttivo (mentre la commissione ne aveva indicate altre) – dice Miscetti – sia sull'eleggibilità dei futuri membri che non dovrebbe durare più di due mandati (ma è un compito complesso, non sempre trovi successori pronti a voler fare un simile lavoro) sia sui fini dell’associazione, che potrebbe diventare ente di promozione sociale e provider di formazione continua. Una maggioranza forte propende perché siano apportate le modifiche solo ove le accetti il consiglio nazionale». «A mio modo di vedere – aggiunge Miscetti – il nostro obiettivo principale resta la difesa delle pensioni; possono esservi fini accessori in statuto, ma credo oggi ci si debba battere per finalità pratiche. L'assegno pensionistico sta perdendo potere d'acquisto e anche il valore nominale della valuta si riduce: la mia pensione Inps (ex Enpals) di 152 euro al mese, tra tasse e cumuli varie, si è ridotta a 12 euro. In questo contesto, il blocco per due anni delle quote Istat dà fastidio a molti di noi. E poi osserviamo aspetti incongruenti nella tosatura che subiscono le nostre pensioni. Come per la quota Inps che destiniamo all'Opera nazionale pensionati italiani, ente soppresso nel 1971: nessuno si è degnato di dirci dove va ora e a chi».
Problemi fiscali e diritti. Il numero due, Marco Perelli Ercolini, lancerà due proposte forti: «La prima è che dev'essere lo stato a dirci quanto pagare. Anche i commercialisti sono disperati: le istruzioni dell'Unico, cumulatesi negli anni, sono diventate illegibili persino da loro; abbiamo fatto un'indagine su cinque studi e, per contribuenti uguali, sono venute cinque imposte diverse. E’ normale non raccapezzarsi più su quanto si deve pagare, o finire “sotto” perché l'accanimento a tassare, cosa diversa dalla giustizia fiscale non consente un reddito vitale. Propongo si inviino i dati delle dichiarazioni direttamente all'Agenzia delle entrate precompilando un modulo con tutti i numeri che realmente interessano e solo quelli, come avviene in Svizzera e nei paesi nordici». Non è tutto. «Dirò anche – continua Perelli – la nostra contrarietà di sanitari-pazienti a ulteriori tagli al Ssn. Temo mettano contro le generazioni come avvenuto in Francia, dove non ti passano più lo stent carotideo se hai 80 anni, dunque o lo paghi o ti rassegni ad andare sotto i ferri dove la mortalità è più e¬levata».
La manovra Enpam. Altro tema attuale: aumenta la contribuzione e nella previdenza Enpam si abbattono le aliquote di rendimento prefigurando pensioni più magre delle attuali. Il ricalcolo dei futuri assegni e dell'età pensionabile cade in un momento complesso con l'indagine delle Fiamme Gialle e l'imputazione di truffa aggravata per il presidente Eolo Parodi, autosospeso, il consigliere per gli investimenti Maurizio Dall'Occhio e gli ex responsabili di direzione generale e investimenti della Fondazione. Federspev, subissata di telefonate e lettere preoccupate, ha assunto una posizione attendista e ha elaborato un comunicato in cui, pur non nascondendo perplessità e paura per le pensioni, dichiara di attendere gli accertamenti dell'Autorità giudiziaria prima di pronunciarsi.
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