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GIORNALISTI: A PALERMO
RICORDATE le VITTIME
di MAFIA E TERRORISMO.
TANTI FAMILIARI alla
GIORNATA DELLA MEMORIA
ORGANIZZATA DALL'UNCI

Palermo, 3 maggio 2012.  «L'agguato ha un odore, è l'odore del sangue. Ma per me le vere vittime sono quelle che sparano, sono vittime della loro idiozia». Così Franco Piccinelli, giornalista Rai di Torino gravemente ferito il 24 aprile del 1979 con 6 colpi sparati dai terroristi delle Brigate rosse, ha aperto con il suo ricordo la quinta edizione della Giornata della Memoria. La manifestazione - dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo e organizzata dall'Unci, dall'ordine dei giornalisti e dall'Assostampa, si è svolta a Palermo nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni. «Mio figlio aveva 10 anni allora e mi disse chiaramente 'da grande voglio fare il carabiniere - ricorda Piccinelli con commozione - Oggi è qui e gli sono grato per la strada che ha voluto scegliere». «Bisogna lottare sempre per la libertà di stampa e vigilare affinchè non vengano introdotte leggi bavaglio», ha detto Franca De Mauro, figlia maggiore di Mauro De Mauro, il cronista del quotidiano L'Ora ucciso dalla mafia con il metodo della lupara bianca. «Essere paladini della libertà di informazione comporta ancora oggi un grande rischio per la propria vita». «Dopo 30 anni siamo qui a ricordare con l'affetto e con la rabbia - ha detto Elena Fava, figlia del giornalista e scrittore catanese ucciso nel gennaio del 1984 - dobbiamo pretendere che la storia dei nostri familiari sia la storia di tutti». Tra le vittime dell'informazione ricordate Mario Francese, Mauro De Mauro, Carlo Casalegno, Giancarlo Siani, Giuseppe Impastato, Giuseppe Fava, Cosimo Cristina, Mauro Rostagno, Giuseppe Alfano, Walter Tobagi, Giovanni Spampinato. Ma anche giornalisti, foto-reporter e cameraman trucidati in azioni di guerra, o il tipografo del Messaggero di Roma, Maurizio Di Leo, ucciso dai terroristi per errore. La giornata è iniziata con una visita al Giardino della Memoria di via Ciaculli, per ricordare le vittime di mafia e dove sorgerà un museo dell'antimafia e della legalità. Dopo i saluti del presidente dell'Ars, Francesco Cascio, è stata la volta del presidente regionale dell'Unci, Leone Zingales: «La Sicilia con 8 cronisti uccisi ha pagato il tributo più alto - ha detto - era doverosa questa manifestazione avviata su iniziativa del gruppo siciliano dell'Unci. Inoltre, il commissario straordinario del Comune di Palermo dedicherà un piazzale alla libertà di informazione». Alla manifestazione sono intervenuti anche il presidente nazionale dell'Unci, Guido Columba, e il segretario nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Giancarlo Ghirra. «La memoria di mio fratello è stata umiliata - ha detto Alberto Spampinato, fratello di Giovanni, un altro cronista ucciso - C'è un lavoro attivo nel cancellarla. Non è giusto lasciare a noi familiari delle vittime il compito di far conoscere le loro testimonianze, ma espone molto al rischio di agire per interessi privati e pesa la disattenzione e indifferenza. Spero che il nostro Paese faccia di più, specie la Sicilia». Spampinato ha poi sollecitato la realizzazione di «un centro di documentazione sui giornalisti uccisi e minacciati dove poter consultare documenti e inchieste». (ANSA).


 





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