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Comunicato stampa di Inpgi.sicambia
Comunicato stampa di Inpgi.sicambia.
Inpgi, fumata nera per il nuovo vertice.
Punita l’arroganza di Cescutti e Serventi
Franco Abruzzo ha così commentato gli avvenimenti romani: “Rimango dell’idea che l’Inpgi abbia bisogno di un presidente di garanzia e di una giunta unitaria e paritetica che in 30 giorni prepari un nuovo Statuto dell’Istituto rispettoso delle regole democratiche. La maggioranza oggi è minoranza, mentre la minoranza è maggioranza. La Costituzione è stata violentata. Dopo il varo del nuovo Statuto, bisogna andare al voto per consegnare la gestione a una maggioranza che accetti questo programma minimo: a) aggancio delle pensioni agli aumenti contrattuali biennali; b) libertà di cumulo per i pensionati; c) libertà di iscrizione alla gestione separata per chi ha contratti di collaborazione regolati dalla cessione dei diritti oppure per chi guadagna fino a 5mila euro all’anno”.

Roma, 4 dicembre 2003. La ‘maggioranza’ dell’Inpgi che fa capo al presidente uscente Gabriele Cescutti non è riuscita ad eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione. Lo annunciano i consiglieri generali di ‘Inpgi.si cambia - Puntoeacapo, Quarto Potere, Stampa Democratica, Stampa Romana - che, insieme al consigliere della Calabria, non hanno partecipato al voto facendo mancare il numero legale. In questo modo, Inpgi.sicambia ha impedito l’arrogante blitz tentato dalla ‘maggioranza’ (che comprende Cescutti e il Segretario Fnsi Paolo Serventi Longhi) che aveva dichiarato di voler occupare 9 posti su 10 in consiglio d’amministrazione.

“L’istituto di previdenza dei giornalisti deve essere rinnovato e gestito tenendo conto della volontà di oltre 2.300 colleghi che hanno votato per Inpgi.sicambia in Lazio-Molise, Lombardia e Campania: in queste regioni, dove opera più del 63% dei giornalisti italiani, la coalizione di Inpgi.sicambia ha ottenuto una netta vittoria. L’attuale statuto Inpgi assegna solo il 50% dei consiglieri alle regioni dove lavora la maggioranza dei giornalisti: oggi abbiamo impedito che una maggioranza di palazzo si sostituisse alla vera maggioranza degli elettori, ma siamo disponibili a lavorare insieme per un’effettiva collaborazione. Perciò avevamo proposto, prima di uscire dall’aula, il rinvio del voto per il consiglio d’amministrazione e siamo aperti a un confronto serio nei prossimi giorni”, hanno dichiarato i consiglieri di Inpgi.sicambia Maurizio Andriolo, Enrico Castelli, Paolo Chiarelli, Marcella Ciarnelli, Stefania Conti, Carlo Ercole Gariboldi, Francesco Gerace, Giacomo Lombardi, Silvana Mazzocchi, Umberto Nardacchione, Giovanni Negri, Giuseppe Nicotri, Edmondo Rho, Pierluigi Roesler Franz, Marco Sassano, Claudio Scarinzi, Massimo Signoretti, Marcello Ugolini, Lino Zaccaria. A sua volta il consigliere Carlo Parisi, ha dichiarato: “Ho preso atto che il segretario aggiunto della Fnsi, Giovanni Rossi, ha ufficialmente affermato che non ci sono le condizioni politiche per un allargamento della maggioranza e quindi, pur non appartenendo alla coalizione Inpgi.sicambia, la Calabria ha abbandonato l’aula non partecipando al voto”.


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Franco Abruzzo ha così commentato gli avvenimenti romani: “Rimango dell’idea che l’Inpgi abbia bisogno di un presidente di garanzia e di una giunta unitaria e paritetica che in 30 giorni prepari un nuovo Statuto dell’Istituto rispettoso delle regole democratiche. La maggioranza oggi è minoranza, mentre la minoranza è maggioranza. La Costituzione è stata violentata.  Dopo il varo del nuovo Statuto, bisogna andare al  voto per consegnare la gestione a una maggioranza che accetti questo programma minimo: a) aggancio delle pensioni agli aumenti contrattuali biennali; b) libertà di cumulo per i pensionati; c) libertà di iscrizione alla gestione separata per chi ha contratti di collaborazione regolati dalla cessione dei diritti  oppure per chi  guadagna fino a 5mila euro all’anno”.





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