GIORNALISTI. Il CONSIGLIO nazionale dell’Ordine approva la CARTA DI FIRENZE (che ha forza normativa). Tutela più forte per i precari.
Gli iscritti all'Ordine con ruoli di coordinamento nelle testate non potranno utilizzare colleghi le cui condizioni lavorative prevedano compensi inadeguati o far finta di non vedere che un giornalista pensionato sia di nuovo impiegato come autonomo per fare il lavoro che faceva prima. In caso di violazione di queste regole, dal 1° gennaio 2012 scatterà l'avvio di un procedimento disciplinare. Le “Carte” deontologiche, SENTENZIA LA CASSAZIONE, sono “norme giuridiche obbligatorie valevoli per gli iscritti all’Albo ma che integrano il diritto oggettivo ai fini della configurazione dell’illecito disciplinare”.
Roma, 8 novembre 2011. Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti ha approvato la 'Carta di Firenze’, il documento deontologico sul precariato giornalistico. Il testo è quello elaborato da free lance e collaboratori durante gli stati generali sul precariato di Firenze del 7-8 ottobre scorso senza alcuna modifica, sarà diffuso tra gli ordini regionali ed entrerà in vigore dal 1 gennaio 2012. La carta funzionerà da strumento per disciplinare modelli virtuosi di collaborazione tra giornalisti e normerà condotte e comportamenti che potranno diventare anche oggetto di procedimento disciplinare ordinistico o sindacale in caso di violazione. Secondo il presidente dell'Odg Enzo Iacopino si tratta di «un passo importante che rappresenta uno dei cardini dell'azione a tutela dei colleghi in difficoltà. Un dovere morale da parte di chi per troppi anni è stato a guardare e ha accettato senza muovere un dito lo sfruttamento indiscriminato ai danni di colleghi». La carta è scaricabile dal sito precariato.odg.it. (ANSA).
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Il testo della carta è in http://www.odg.it/files/carta%20di%20firenze_def.pdf
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Le “Carte” deontologiche sono “norme giuridiche obbligatorie valevoli per gli iscritti all’Albo ma che integrano il diritto oggettivo ai fini della configurazione dell’illecito disciplinare”.
Le norme deontologiche fissate nella legge professionale inglobano le regole fissate nelle Carte approvate dalla Fnsi e dall’Ordine nazionale dei giornalisti. “Le prescrizioni contenute nelle carte di autoregolamentazione (Carta di Treviso e Carta dei doveri del giornalista) devono essere ritenute idonee a costituire un'esemplificazione del contenuto "in bianco" delle norme regolamentari di cui agli articoli 2 e 48 della legge n.. 69/19633”. (Trib. Milano 12-07-2001; FONTI Giur. milanese, 2002, 33):
La Cassazione ha riconosciuto che le regole deontologiche hanno “natura giuridica” (Cass., sez. un., 6 giugno 2002, n. 8225), allargando successivamente la sua visione sulla materia: “Secondo un indirizzo che si va delineando nella giurisprudenza di questa Corte, nell’ambito della violazione di legge va compresa anche la violazione delle norme dei Codici deontologici degli Ordini professionali, trattandosi di norme giuridiche obbligatorie valevoli per gli iscritti all’Albo ma che integrano il diritto oggettivo ai fini della configurazione dell’illecito disciplinare” (cass., sez.un., 23 marzo 2004 n. 5776). In precedenza la sentenza n. 7543 del 9 luglio 1991 (Mass. 1991) della Cassazione civile aveva riconosciuto che .
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