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Stampa

EDITORIA. SIDDI (FNSI):
RIPRISTINARE FONDO,
IN GIOCO LIBERTA’.
SI TAGLIANO ANCHE
le CONVENZIONI con le
Agenzie con stratagemma
del FABBISOGNO.

100 testate (con 4mila occupati) chiudono e si spengono le voci della minoranza con scelte fintamente tecniche. DOMENICA SU GIORNALI APPELLO A NAPOLITANO. Franco Siddi «non sa di che cosa parla quando invita a fare pulizia e a non dare i fondi per l'editoria al Giornale della Toscana - sostiene in una nota il Comitato di redazione del quotidiano - non sa prima di tutto che questo significherebbe la chiusura della testata, in cui lavorano 28 persone tra giornalisti, poligrafici, personale tecnico e amministrativo, fotografi e segreteria di redazione, tutti regolarmente assunti e retribuiti». AST: “DIFENDIAMO LAVORO AL GIORNALE DELLA TOSCANA. SCONCERTO PER PAROLE SIDDI SU TAGLIO CONTRIBUTI” - REPLICA DI SIDDI: “CONTRIBUTI VADANO A CHI È IN REGOLA” -CDR GIORNALE della TOSCANA: “DA DOMANI FOLIAZIONE RIDOTTA”.

Roma, 27 ottobre 2011. “Ridurre il fondo a 40-50 milioni significa elargire mance e tenere sotto bavaglio l’informazione, cosa che sta già succedendo. Non possiamo accettare la logica dei tagli lineari, il fondo va ripristinato e dato a chi ne ha bisogno”. Lo ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi, in una conferenza stampa convocata al Senato dal Comitato per la Libertà e per il diritto all’Informazione, alla Cultura e allo Spettacolo per denunciare i tagli al fondo dell’editoria. Siddi ha fatto “appello a tutti i parlamentari e al Capo dello Stato per si attivi per la tutela del pluralismo” e ha annunciato “un’iniziativa permanente della Fnsi e analoghe iniziative in tutte le città interessate dalle realtà colpite per difendere la libertà e informare i cittadini”. “Il fondo nasce per sostenere il pluralismo - ha proseguito Siddi -. Bisogna fare pulizia, evitare finanziamenti all’Avanti, ai giornali di Ciarrapico o anche al Giornale di Toscana. Ma così 100 testate chiudono e si spengono le voci della minoranza con scelte fintamente tecniche. Ciò non può essere accettato e sono contento che la Fieg, in un recente incontro, abbia chiarito che il suo obiettivo non è la chiusura del fondo, che non si vuole la morte dei giornali, ma una revisione del sistema, che riveda soprattutto i finanziamenti ai giornali di partito. Noi abbiamo già avanzato proposte come l’eliminazione dell’Iva agevolato sui prodotti non editoriali in edicola, un prelievo sui ricavi pubblicitari della tv tra l’1 e il 2%”. “Anche per le convenzioni con le agenzie di stampa sta succedendo qualcosa di simile - ha aggiunto il segretario della Fnsi -. C’é una spinta forte perché le agenzie si accorpino, perché si ritiene che nove siano troppe, ma si tratta di scelte industriali. Si è poi introdotto il concetto del fabbisogno della pubblica amministrazione, uno stratagemma secondo cui le amministrazioni sostengono che la fornitura di notizie è superiore al necessario e che sono sufficienti i siti on line e i notiziari interni, e così chiudono le convenzioni”. (ANSA).


EDITORIA. FONDO: DOMENICA SU GIORNALI APPELLO A NAPOLITANO. DIRETTORE di LIBERAZIONE: “SARA’ INIZIATIVA TRASVERSALE”


Roma, 27 ottobre 2011.  “Domenica prossima sui giornali di partito, no-profit e cooperativi verrà pubblicata una lettera-appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firmata dai direttori, affinché il Capo dello Stato, da sempre attento ai temi del pluralismo, sostenga la nostra battaglia davanti all’esecutivo”. Lo ha annunciato il direttore di Liberazione Dino Greco nel corso della conferenza stampa convocata al Senato per protestare contro i tagli decisi dal governo. “Sarà una iniziativa trasversale - ha aggiunto Greco - con la quale speriamo di ottenere un sostegno trasversale anche in Parlamento, cosa che per ora manca”. (ANSA).


EDITORIA. CDR GIORNALE TOSCANA: “SIDDI NON SA DI COSA PARLA”.


Forenze, 27 ottobre 2011. Il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi, «non sa di che cosa parla: quando invita a fare pulizia e a non dare i fondi per l'editoria al Giornale della Toscana - sostiene in una nota il Comitato di redazione del quotidiano - non sa prima di tutto che questo significherebbe la chiusura della testata, in cui lavorano 28 persone tra giornalisti, poligrafici, personale tecnico e amministrativo, fotografi e segreteria di redazione, tutti regolarmente assunti e retribuiti». «In secondo luogo, Siddi ignora che, fino a prova contraria, si è innocenti: è invece gravissimo che il segretario della Fnsi faccia suoi gli assunti accusatori della Procura di Firenze - prosegue il cdr riferendosi all'inchiesta sui fondi pubblici al gruppo editoriale che fa capo all'on. Denis Verdini - e che condivida il metodo per cui si bloccano i conti correnti dell'azienda, prima ancora che venga emessa una sentenza. In terzo luogo, Il Giornale della Toscana è una cooperativa editoriale, e non un organo di partito. Come segretario dell'organismo sindacale di tutela dei giornalisti italiani, non c'è male! Magari, prima di parlare - conclude il Cdr del Giornale della Toscana - Siddi potrebbe informarsi su quale è la realtà dei fatti. Intanto, per 'fare pulizia, come ha invocato oggi, potrebbe iniziare lui dimettendosi dalla carica di segretario di un organismo che dovrebbe tutelare l'occupazione giornalistica». (ANSA).


EDITORIA. AST: “DIFENDIAMO LAVORO AL GIORNALE DELLA TOSCANA. SCONCERTO PER PAROLE SIDDI SU TAGLIO CONTRIBUTI”.


Firenze 27 ottobre 2011.  «In relazione alla difficilissima situazione vissuta dai giornalisti e dagli altri dipendenti del Giornale della Toscana, il direttivo dell'Associazione Stampa Toscana non può non ribadire quanto ha sempre detto: un conto sono le inchieste giudiziarie che dovranno fare il loro corso, accertando le eventuali ipotesi di reato e relative responsabilità; tutt'altro conto è il lavoro dei giornalisti e degli altri lavoratori, i loro diritti, la battaglia per la difesa del loro posto e allo stesso tempo per la difesa del pluralismo delle testate». Lo afferma il consiglio direttivo dell'Ast in una nota in cui si afferma che «per questo il sindacato toscano dei giornalisti è rimasto sconcertato da quanto dichiarato dal segretario dell'Fnsi Franco Siddi, a proposito della opportunità di interrompere i contributi pubblici al Giornale della Toscana». «Al di là della necessità di ripensare l'intero sistema del finanziamento, vogliamo interpretare questa dichiarazione come un richiamo a destinare i contributi a chi davvero ne ha titolo. E siamo convinti che il Giornale della Toscana, con la sua storia, con la sua presenza quotidiana in edicola ora messa a repentaglio proprio dall'inchiesta giudiziaria, con i numeri e la professionalità della sua redazione, sia tra questi. Il sindacato dei giornalisti - conclude l'Ast - mentre chiede trasparenza e rispetto delle regole, non può che partire dalla difesa dei posti di lavoro e del pluralismo. E al Giornale della Toscana, che domani uscirà con una foliazione dimezzata proprio in seguito al sequestro dei conti e dove sono in gioco ben 25 posti di lavoro, non può non andare tutta la nostra solidarietà e sostegno». (ANSA).


REPLICA DI SIDDI: “CONTRIBUTI VADANO A CHI È IN REGOLA”


Roma, 27 ottobre 2011. «Ribadisco e insisto. Sui principi non ci sono mediazioni: i finanziamenti pubblici devono andare sempre a chi è in regola. Ribadisco: se c'è un'indagine o un accertamento concluso che fanno emergere dubbi o anomalie sull'attività di talune cooperative o aziende di giornali, già beneficiarie dei contributi pubblici, è evidente che si ponga un problema. E se quei contributi vengono bloccati, per questa ragione, è evidente che il flusso di risorse pubbliche si fermi». Così il segretario della Fnsi Franco Siddi replica al cdr de 'Il Giornale della Toscanà. «Certo poi, come ho detto ancora stamani, questo è sempre un fatto delicato e doloroso - prosegue Siddi -, perchè se c'è, o ci fosse, un inghippo o un imbroglio all'origine di un finanziamento, poi il dramma è comunque pesante e il Sindacato ce l'ha doppio: da un lato il rigore da sostenere e applicare senza riserve; dall'altro il problema sociale per i lavoratori, non solo giornalisti, che in quelle aziende prestino la loro opera e rischino di trovarsi in situazioni di oggettiva difficoltà. Dobbiamo farci carico di questo problema, ma non possiamo dire che le regole delle corrette pratiche in termini amministrativi e di diritto, che spetta agli organi competenti verificare, debbano essere disapplicate per questa ragione». «Questa è una posizione chiara e limpida - aggiunge il segretario della Fnsi -. Comprendo la preoccupazione grande dei colleghi de »Il Giornale della Toscana«, dopo l'inchiesta della magistratura su diverse vicende che piovono attorno all'impresa editoriale e su cui è la Giustizia a pronunciarsi. Se tutto risulterà a posto sarò, con il Sindacato nazionale dei giornalisti, il primo a rallegrarmene. Non spetta a me nè a noi aggiungere nulla all'inchiesta e alle notizie che sono pubbliche. Ne aspettiamo l'esito finale, ma è evidente che queste notizie non fanno bene. Ed è altrettanto bene che pulizia sia fatta ovunque ciò risulti necessario secondo le evidenze che risultino alle autorità competenti. Spero che quei giornali finanziati e poi finiti sotto osservazione della magistratura o degli organismi di controllo amministrativo per presunte irregolarità possano dimostrare che tutto è a posto e in ordine. In caso contrario è evidente che non possano che perdere i finanziamenti». «Questo rigore è un interesse del Sindacato - sostiene ancora Siddi -, a tutela di tutti, a cominciare dalle garanzie reali per i posti di lavoro che, nell'editoria, più che altrove, sono assicurati dalla trasparenza delle gestioni e dal rispetto delle norme. Nel caso de »Il Giornale della Toscana« voglio solo assicurarmi che le ombre che emergono dalle notizie di cronaca giudiziaria siano dissolte, perchè altrimenti mi sentirei persino imbrogliato per la valutazione favorevole che ho espresso, alla luce delle carte lì presentate, in sede di Commissione editoria». (ANSA). COM-CAS 27-OTT


CDR GIORNALE della TOSCANA: “DA DOMANI FOLIAZIONE RIDOTTA”.


Firenze, 27 ottobre 2011. «La Procura della Repubblica di Firenze ha già raggiunto il primo risultato: da domani 'Il Giornale della Toscanà sarà costretto a ridurre la foliazione del 50%, uscendo così in edicola a 8 pagine, invece delle tradizionali 16, drasticamente mutilato». Lo afferma in una nota il Cdr del Giornale della Toscana. «Abbiamo appreso infatti dall'azienda che, avendo i conti correnti bloccati, mancano anche le risorse economiche per acquistare la carta, ovvero il 'carburantè quotidiano di un giornale. La causa - spiega il Cdr - è nei fatti: il provvedimento senza precedenti assunto dalla Procura della Repubblica di Firenze costringe questa redazione a dequalificare il prodotto nella sua dignità e completezza. È bene chiarire con nettezza che la decisione dei pm fiorentini sta mettendo concretamente a repentaglio la sopravvivenza del giornale, e di conseguenza, 25 posti di lavoro, che corrispondono ad altrettante famiglie. La situazione è drammatica, e se non verranno sbloccati i conti correnti e i contributi, Il Giornale della Toscana sarà costretto alla chiusura in tempi brevi».(ANSA).


 ………


FONDI del “GIORNALE


della TOSCANA”: PER PM


C’ERA SCATOLA VUOTA


PER AVERLI. ISTITUITA


APPOSTA COOPERATIVA


che CONTROLLAVA


la SOCIETA’ EDITRICE


In http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=7500


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