di Franco Abruzzo
Milano, 31 luglio 2007. Il sindacato dei giornalisti è rappresentato nel Consiglio d’amministrazione dell’Inpgi dal suo segretario generale (Paolo Serventi Longhi). In questi due anni di mancato contratto, la Fnsi ha speso grandi parole sul destino dei collaboratori altrimenti detti free lance (espressione che comprende tante realtà diverse). Il sindacato, che ha eccellenti rapporti con il ministro vigilante Damiano, potrebbe intanto avviare a soluzione almeno due problemi concreti:
a) escludere dal pagamento dei contributi alla gestione separata dell’Inpgi (o Inpgi2) i compensi corrisposti per diritto d’autore. Quando si parla di diritto d’autore ci riferiamo agli articoli, ai servizi giornalistici e alle inchieste caratterizzati da originalità e creatività. Nel diritto d’autore non rientrano il lavoro redazionale e la stesura di articoli di mera cronaca.
b) escludere il pagamento dei contributi all’Inpgi2 il reddito annuo derivante da attività di lavoro automo occasionale contenuto entro i 5.000 euro. Con il parere n. 881 (17 giugno 1998) emesso su richiesta del Ministro del Lavoro e del Ministro del Tesoro, il Consiglio di Stato ha affermato: “Non sussiste obbligo di iscrizione alla Cassa di previdenza per i soggetti iscritti nell'Albo che esercitano un'attività professionale in maniera occasionale” . I due Ministri e l’Inpgi hanno disatteso il parere.
In sostanza la Fnsi dovrebbe chiedere l’adeguamento dell’Inpgi2 all’Inps 2. Si legge nel sito dell’Inps al riguardo:
Gestione separata INPS- CHI DEVE VERSARE
Sono interessati al versamento del contributo:
coloro che hanno redditi derivanti da attività professionale;
coloro che hanno redditi derivanti da una collaborazione a progetto: amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni ed altri enti, collaboratori di giornali riviste ed enciclopedie (sono esclusi i compensi corrisposti per diritto di autore), partecipanti a collegi e commissioni;
spedizionieri doganali dal 1° gennaio 1998 a seguito della soppressione del loro fondo di previdenza. A partire da questa data sono tenuti all'iscrizione obbligatoria presso la gestione:
gli spedizionieri doganali non vincolati da rapporto di impiego già iscritti al Fondo alla data di soppressione;
gli spedizionieri doganali iscritti nell'albo nazionale successivamente alla data di soppressione del Fondo;
coloro che, dal 1° gennaio 1999, ricevono borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca.
A seguito della riforma Biagi, dal 1° gennaio 2004 hanno l'obbligo di versare i contributi alla gestione separata anche coloro che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale e i venditori a domicilio, nel caso in cui il reddito annuo derivante dalla loro attività superi i 5.000 euro. (da www.inps.it – voci: Informazioni > I contributi > Parasubordinati).
La posizione dell’Inpgi è contraddittoria e non rispetta le legislazione dell’Inps alla quale è tenuta ad adeguarsi (art. 76 della legge n. 388/200). Non esistono cittadini di serie A e di serie B: la gestione separata dell’Inps non chiede quattrini a chi realizza proventi collegati alle opere dell’ingegno. Perché l’inpgi/2 si comporta diversamente?
Da anni mi batto per raggiungere questi due traguardi, che non sono campati in aria. L’uguaglianza giuridica dei cittadini italiani è sancita nell’articolo 3 della Costituzione.
I giornalisti lombardi possono farsi assistere gratuitamente dall’Ufficio legale dell’Ordine anche per controversie con l’Inpgi sul diritto d’autore. Almeno così accadeva fino al 7 giugno scorso.
Istanza rispettosa: Serventi Longhi, se esisti, batti un colpo!