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PENSIONI: DA QUOTE A SCALONE,
GLOSSARIO DELLA TRATTATIVA.
Quel che accade negli altri Paesi d'Europa


Roma, 19 luglio 2007. Nel giorno in cui il Governo, dopo un non facile confronto con i sindacati e con la stessa maggioranza, si appresta a presentare la propria proposta sulla riforma previdenziale e in particolare sulle ipotesi per superare il cosiddetto 'scalone' Maroni, ecco un excursus attraverso i termini che in questi mesi si sono piu' spesso affacciati nel dibattito sulle pensioni.


- COEFFICIENTI. Sono i criteri previsti dalla legge Dini in base ai quali viene calcolata la pensione, considerando quanto si e' versato nel corso della vita lavorativa. I contributi versati rivalutati sulla base dell'andamento del Pil vengono moltiplicati per il coefficiente di trasformazione stabilito dalla legge in base all'eta' del lavoratore (piu' basso se si va in pensione presto, piu' alto se si esce piu' tardi). Al momento variano tra quota 4,720 se si esce dal lavoro a 57 anni e quota 6,136 se si esce a 65 anni. La legge Dini prevedeva che si rivedessero dopo dieci anni (e quindi nel 2005) a fronte di un aumento dell'aspettativa di vita ma sulla revisione al ribasso (6-8% secondo la valutazione del Nucleo sulla spesa previdenziale) c'e' stato un no compatto dei sindacati. E' probabile che si nomini una commissione per rivederne entro il 2008 i criteri e si rinvii quindi ancora la revisione.


- DONNE: Oggi l'eta' di pensionamento di vecchiaia delle donne e' di 60 anni contro i 65 degli uomini. Viene al momento esclusa un'ipotesi di aumento obbligatorio dell'eta' anche se da piu' parti si sottolinea come un divario cosi' grande tra i sessi sul ritiro dal lavoro ci sia solo in Italia.


- FINESTRE: Sono i momenti dell'anno a partire dai quali e' possibile chiedere il pensionamento di anzianita'. Sono quattro (gennaio, aprile, luglio e ottobre) fino a fine 2007 e saranno solo due dal 2008 (gennaio e luglio). La legge Maroni inasprisce anche i tempi per l'ottenimento dei requisiti per la pensione di anzianita' (fino al 2007 bastano per i lavoratori dipendenti tre mesi prima della finestra, dal 2008 diventeranno sei mesi). La riduzione delle finestre fa si' che si allunghino i tempi per il ritiro una volta che si raggiungono l'eta' e i contributi previsti per la pensione. Se ad esempio si e' nati dopo il 2 gennaio dal 2008 bisognera' aspettare il primo gennaio dell'anno successivo per andare in pensione. Il passaggio alle due finestre e' scontato anche se Rifondazione chiede che chi ha raggiunto 40 anni di contributi possa lasciare il lavoro in qualsiasi momento, senza quindi attendere la finestra successiva.


 - LAVORI USURANTI. La proposta dovrebbe indicare anche una lista dei cosiddetti lavori usuranti, per i quali sarebbe escluso l'innalzamento dell'eta' per la pensione di anzianita' (e quindi il mantenimento della possibilita' di uscita a 57 anni, come previsto sino ad oggi). Tale lista, oltre ai lavoratori nelle gallerie, nelle cave e negli spazi ristretti o ad alte temperature, dovrebbe essere allargata ai lavoratori impegnati su tre turni (come infermieri, netturbini, operai a ciclo continuo) e a quelli con ritmi 'vincolati' (come le catene di montaggio). Si tratterebbe di una platea di 1,5-2 milioni di lavoratori su oltre 15 milioni di lavoratori dipendenti.


 - QUOTE: E' il mix tra eta' anagrafica e anni di contributi. Insieme allo ''scalino'' a 58 anni dal 2008 dovrebbero sostituire lo scalone entrando in vigore dal 2010. Una quota 96 significherebbe poter uscire a 60 anni di eta' e 35 di contributi ma anche a 58 anni e 38 di contributi e a 59 anni e 37 di contributi. Le quote danno risparmi inferiori rispetto al solo innalzamento dell'eta' perche' danno maggiori possibilita' di uscita.


- SCALONE: E' il passaggio previsto dalla legge Maroni nel 2008 da 57 a 60 per l'eta' necessaria alla pensione di anzianita' a fronte di 35 anni di contributi. I tre anni di balzo nell'anzianita' sono appunto stati definiti scalone. (ANSA). KSG-TL 19-LUG-07 16:56


 


PENSIONI: MAPPA EUROPEA, POCHI LASCIANO PRIMA DEI 60. ITALIA ECCEZIONE, IN MAGGIOR PARTE DEI PAESI IL TETTO E' 65 ANNI


ROMA, 19 LUG - In Europa i lavoratori che vanno in pensione prima dei 60 anni sono delle eccezioni e l'Italia rappresenta, in questo senso, un caso a se'. Ecco una mappa che descrive qual e' la situazione nei paesi piu' importanti.


FRANCIA: si va in pensione a 65 anni (60 per invalidita'), ma e' possibile uscire prima dal lavoro dal 2012 se si hanno almeno 41 anni di contributi (e in generale prima dei 60 se si e' iniziato a lavorare prima dei 17). Nel settore pubblico, dal 2008 e' stata portata a 40 anni la durata del servizio richiesto per il massimo della pensione contro il 37,5 di oggi. Il tema delle pensioni e' stato al centro della campagna elettorale del presidente Nicolas Sarkozy, che punta a incoraggiare il lavoro al di la' dei 65 anni.


GERMANIA: 4 mesi fa il Bundesrat, la Camera dei Laender, ha varato la legge che alza gradualmente l'eta' pensionabile da 65 a 67 anni. La legge prevede un innalzamento dell'eta' di pensione da 65 a 67 anni a partire dal 2012. Cio' avverra' con un mese di lavoro in piu' all'anno fra il 2012 e il 2024, con una successiva accelerazione a due mesi all'anno, per arrivare a 67 di eta' pensionabile nel 2029. Chi a 65 anni avra' gia' versato 45 anni di contributi potra' andare subito in pensione.


REGNO UNITO: l'eta' pensionabile e' di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne, mentre non esiste una pensione di anzianita' contributiva. Circa il 60% dei lavoratori dipendenti e oltre i due terzi dei pensionati ha redditi derivanti da istituti privati. Blair ha presentato un disegno di legge per innalzare l'eta' a 66 anni nel 2026, a 67 anni nel 2036 e a 68 nel 2046.


SPAGNA: l'eta' standard di pensionamento e' 65 anni ma una pensione base piena (al 100% della media dei contributi versati negli ultimi 15 anni) si puo' ottenere anche dopo 35 anni di contributi. In Spagna utilizza la previdenza complementare circa il 41% dei lavoratori dipendenti, quasi tre volte la percentuale italiana. Secondo quanto anticipato dalla stampa spagnola nelle scorse settimane, il Partito socialista, al governo nel Paese, sta pensando di promuovere, attraverso una serie di incentivi, l'estensione della vita lavorativa anche oltre i 70 anni.


ALTRI PAESI - In Belgio l'eta' pensionabile e' 65 anni e, entro il 2009 e' previsto l'innalzamento graduale da 60 a 65 anni anche per le donne. Il tetto e' di 65 anni anche in Danimarca e in Irlanda (entrambi i paesi non prevedono forme di prepensionamento), in Austria, Lussemburgo, Grecia, Portogallo, Finlandia, Svezia. (ANSA). BOS-TL 19-LUG-07 16:58





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