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GIORNALISTI. PDL:
STUPORE PER IL
LICENZIAMENTO
dell’addetta stampa del
Teatro comunale di
Firenze (precaria da 20 anni)

Valdo Spini: “Licenziamento contrario all'etica del lavoro, uno sfruttamento del precariato”. La reazione dell'Ordine nazionale.

Firenze, 27 dicembre 2010. «Stupore ed imbarazzo suscita la notizia dell'improvvido allontanamento dal lavoro della signora Susanna Colombo dal suo pluriennale incarico in qualità di addetto stampa del Teatro Comunale di Firenze»: ad esprimerli, in una nota, sono il capogruppo del Pdl in Palazzo Vecchio, Giovanni Galli, e tutti i componenti del gruppo consiliare. «Stride oltre misura notare - si legge nel comunicato - che questo provvedimento colpisce una persona che per due decenni è andata avanti con incarichi professionali a tempo, e dunque precari, e che non viene, a quanto sembra, tutelata dalle amministrazioni di sinistra che gran gioco hanno nella organizzazione e gestione del teatro». «Ci stupisce - prosegue la nota del Pdl - che solo dalle opposizioni si sia levato un coro unanime di critica e che nessun commento sia giunto da sindaco, presidente della Regione e relative giunte. Purtroppo al silenzio sulle questioni economiche e gestionali del teatro ci stiamo abituando visto che il nostro gruppo è da oltre sette mesi che attende risposta ufficiale sui compensi del nuovo sovrintendente». «Oggi questo 'taglio di testa ci appare alquanto incongruo - concludono i consiglieri del Pdl in Palazzo Vecchio - perché colpisce una persona nel ruolo da anni e introdotta nell'organizzazione, mentre i primi mesi della nuova gestione del teatro hanno visto fioccare dispendiose chiamate ad personam tutte dall'esterno. Dapprima il manager Pestellini, poi la fund-raiser Contarini e infine il direttore amministrativo Caldo, che, insieme al mega compenso della stessa sovrintendente, rappresentano scelte che nella loro globalità comportano costi annuali di quasi mezzo milione di euro, cifra che potrà essere raggiunta con il sicuro nuovo ingresso della sostituta di Susanna Colombo». (ANSA).


GIORNALISTI. DE ZORDO E SPINI: AL MAGGIO CINICO LICENZIAMENTO.


Forenze, 27 dicembre 2010.  «Cinico e autoritario». Così la capogruppo in consiglio comunale a Firenze di perUnaltracittà, Ornella De Zordo, definisce «il licenziamento dell'addetta stampa del Maggio Musicale Fiorentino», Susanna Colombo, «voluto dalla sovrintendente Francesca Colombo». «Anche nel pubblico - spiega la consigliera De Zordo - si è iniziato pericolosamente a ragionare come nel privato. L'addetta stampa del Maggio ha come unica colpa quella di non essere mai stata assunta nonostante venti anni di servizio continuativo, senza mai nessun contratto definitivo. È necessario che il sindaco incontri urgentemente l'Associazione Stampa Toscana, il sindacato dei giornalisti, affinchè l'addetta stampa sia reintegrata e regolarizzata come prevede il contratto nazionale di categoria». Sulla vicenda, il capogruppo di Spini per Firenze, Valdo Spini, ha annunciato un'interrogazione al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, in qualità di presidente della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Nell'interrogazione, Spini chiede a Renzi se non ritenga che questo «licenziamento» sia «contrario all'etica del lavoro, uno sfruttamento del precariato» e «se non abbia intenzione di intervenire per restituire alla Fondazione Teatro del Maggio la continuità dell'opera del direttore del servizio stampa».(ANSA).


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Giornalisti “usa e getta”: lo chiamano precariato. Ecco la “musica di Natale” a Firenze


di www.odg.it (28/12/2010)


Roma, 28/12/2010. "Buttati nel cassonetto" la vigilia di Natale. Come una cosa, un oggetto che non serve più. E’ la dura legge del precariato. Che colpisce anche professionisti stimati a livello nazionale, come Susanna Colombo, già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, e soprattutto da responsabile dell’ufficio stampa del teatro del Maggio musicale fiorentino, punto di riferimento per la stampa italiana e internazionale di settore. Susanna, da vent’anni lavoratrice precaria con contratti a termine per il teatro del Maggio, ha avuto proprio il 24 dicembre la notizia che il suo incarico non sarebbe stato rinnovato. Un mancato rinnovo senza motivazioni, visto che Susanna Colombo ha riscosso sempre non solo la fiducia unanime dei colleghi ma anche quella di tutti i sovrintendenti e commissari che si sono succeduti alla guida del Maggio da quando lei ha cominciato a lavorare. Era il 1992: da Bogianckino a Ernani, da Russo a Merlini, da Van Straten a Nastasi, da Giambrone alla stessa Francesca Colombo che non aveva mai fatto cenno, fino al 24 dicembre, anche solo all’ipotesi di una interruzione del rapporto di lavoro.


Quindi si può essere licenziati, anche senza una formale assunzione. E’ la tragica verità di una professione, quella giornalistica, sempre più svilita, sempre più schiava di logiche strane e di leggi di mercato da schiavismo. Un precariato strisciante, quello del popolo della partita iva, e degli incarichi a tempo per gli uffici stampa, che fa il pari con le difficoltà di colleghi professionisti e pubblicisti con anni e anni di esperienza, che lavorano nelle testate a stampa o radiofoniche e televisive. Restano ‘invisibili’ per comitati di redazione, capi servizio e direttori che li utilizzano molto, ma non danno loro la possibilità di avere progressioni di carriera, delle garanzie e un minimo di diritti.


L’Ordine dei Giornalisti non può tollerare lo svilimento delle professionalità e le logiche da far west che stanno portando a percorsi professionali sempre più difficili e incerti. Per questo l’auspicio è che arrivi a rapida discussione la proposta di legge bipartisan che giace in Parlamento, voluta fortemente proprio dal Cnog, per togliere le sovvenzioni agli editori che sottopagano i collaboratori. Ma la necessità ugualmente pressante è che si ponga seriamente attenzione anche al settore degli uffici stampa, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con enti e privati. Un settore al quale servono regole, e certificazioni di professionalità in assenza delle quali i giornalisti rischiano di non avere futuro.


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