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LE NUOVE REGOLE.
Agcom: copyright,
sanzioni per i siti ma
non per gli utenti.

Il Consiglio dell'Authority approva all'unanimità le nuove norme anti-pirateria. Prevista la rimozione dei contenuti fuorilegge. Calabrò: “Sintesi tra libertà della rete e titolarità dei contenuti”. Il testo ora passa alla consultazione pubblica. In coda Fulvio Sarzana di S. Ippolito: “Il regolamento è la norma più dura mai ipotizzata in un paese occidentale nei confronti delle violazioni relative al diritto d’autore in Rete”.

di Federica Meta
per corrierecomunicazione.it

Roma, 17 dicembre 2010. Nessuna sanzione agli utenti che scaricano illegalmente dal Web, ma obbligo di rimozione dei contenuti da parte dei siti “pirata”. È questo il fulcro del pacchetto di iniziative a tutela del copyright approvato oggi il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e che sarà sottoposto a consultazione pubblica.


“Le misure poste a consultazione pubblica (che avrà la durata di 60 giorni) si caratterizzano per un approccio innovativo che da un lato punta a promuovere misure per favorire l’offerta legale di contenuti accessibili ai cittadini - spiega in una nota l’Agcom - dall’altro prevede azioni di contrasto per la rapida eliminazione dalla rete dei contenuti inseriti in violazione del copyright. Il tutto, nel rispetto del diritto alla privacy e alla libertà di espressione nonché tenendo conto del quadro tecnologico”.


I provvedimenti a tutela del diritto d’autore si ispirano a best practice internazionali come quelle previste dal Notice and take down (Usa), che riguardano il gestore del sito e non il singolo utente. Il sistema prevede la richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo da parte del titolare del diritto o copyright; la segnalazione all’Autorità della mancata rimozione dei contenuti decorse 48 dall’inoltro della richiesta; la verifica da parte dell’Autorità attraverso un breve contradditorio con le parti; ordine di rimozione qualora risulti l’illegittima pubblicazione di contenuti coperti da copyright.


L’Autorità ha ritenuto la misura della rimozione selettiva “appropriata nei casi in cui non tutti i contenuti del sito web violino il diritto d’autore e siano collocati sul territorio italiano”.


Per i siti che hanno il solo fine della diffusione di contenuti illeciti sotto il profilo del diritto d’autore o i cui server sono localizzati al di fuori dei confini nazionali, vengono ipotizzate due ipotesi alternative per le quali si chiede il parere degli operatori: predisposizione di una lista di siti illegali da mettere a disposizione degli internet service provider oppure la possibilità, in casi estremi e previo contraddittorio, dell’inibizione del nome di dominio del sito web, ovvero dell’indirizzo Ip.


A queste azioni “sanzionatorie” si affiancano iniziative positive per favorire la diffusione di una cultura del diritto d’autore. Prima di tutto la promozione di un’ampia offerta di contenuti audiovisivi sul mercato con la rimozione delle barriere allo sviluppo di contenuti legali (accesso ai contenuti premium, l’interoperabilità tra le piattaforme trasmissive e accorciamento delle “finestre di distribuzione). Poi attività informativa di educazione alla legalità intesa a rendere agli utenti, in particolar modo i più giovani, maggiormente consapevoli dei rischi generati dalla pirateria. Infine la promozione dell’approccio relativo alla diffusione di licenze collettive estese anche in termini di soluzioni che favoriscano economicità e sicurezza di pagamento (anche di forme innovative come l’m-payment) da parte dell’utente promozione delle forme sperimentali di consumo legale.


“Siamo riusciti a raggiungere, con votazione unanime del Consiglio dell’Autorità, un risultato importante – commenta il presidente Corrado Calabrò - Le soluzioni che abbiamo previsto e che ora verranno discusse con tutti i soggetti interessati, rappresentano una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti, garantendo altresì il diritto dei cittadini alla privacy e l’accesso alla cultura e ad internet; tutti principi fondamentali dell’ordinamento giuridico comunitario. Non si prevede alcuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web, come qualcuno temeva, ma, ispirandoci soprattutto all’esperienza Usa, l’Italia si colloca tra gli esempi più moderni e avanzati, facendo proprio l’approccio che considera il mercato unico digitale come la “quinta libertà” il cui sviluppo va considerato prioritario”.


Tra le azioni poste a consultazione pubblica figura anche l’istituzione presso l’Autorità di un apposito Tavolo tecnico tra tutti i soggetti interessati con il compito di approfondire le problematiche applicative per un’efficace adozione delle misure ipotizzate.


L’Agcom ha infine deciso di segnalare al Governo e al Parlamento l’opportunità di una revisione complessiva delle norme sul diritto d’autore che risultano inadeguate allo sviluppo tecnologico e giuridico del settore.


"Agcom corregge la rotta sul diritto di autore. Dalle anticipazioni sembra infatti che la bozza di normativa assai punitiva, circolata fin qui, sia stata sostanzialmente corretta". Paolo Gentiloni, responsabile del forum comunicazioni del Partito Democratico, è il primo a commentare il pacchetto.  "È positivo che Agcom abbia abbandonato l'idea di una velleitaria crociata contro il peer-to-peer - aggiunge Gentiloni - per concentrarsi invece su misure concrete, sia nella repressione dei siti illegali (e non dei singoli utenti), sia nella promozione del downloading legale. Ora è necessario che Agcom riferisca in Parlamento. Una questione di tale rilevanza non può infatti sfuggire alla valutazione parlamentare, appigliandosi a poche righe del decreto Romani".


La risposta ai commenti di Gentiloni arriva dal commissario Agcom, Stefano Mannoni.: "L'onorevole Gentiloni mette il cappello su una soluzione che non è stata certamente dettata dalla bagarre di questi giorni. L'Agcom non si è mai sognata di dare la caccia ai singoli utenti e di aprire il vaso di pandora del peer to peer. La questione della tutela del diritto d'autore era tecnica ed è stata trattata come tale". "Il consiglio - prosegue Mannoni - ha dibattuto serenamente trovando una composizione tra sensibilità e opinioni tecniche diverse. La consultazione pubblica darà la parola al mercato e dal mercato ci aspettiamo indicazioni su come esercitare in via definitiva il nostro potere regolamentare. Tentativi di politicizzazione di una decisione che è fondamentale per i diritti e la proprietà intellettuale sono strumentali".


Secondo il senatore del Pd, Vincenzo Vita "è apprezzabile che l'Agcom abbia varato un testo sul delicatissimo tema del diritto d'autore diverso dai discutibilissimi spunti iniziali. È il frutto di un dibattito serio e impegnato che si è sviluppato anche nella Rete. Comunque è un passo avanti". "Ora che si apre la consultazione pubblica - aggiunge - è indispensabile che proprio il mondo di Internet voglia contribuire a rendere davvero utile un regolamento che certo peserà a lungo sulla nostra normativa. In ogni caso, a differenza dello spirito censorio del decreto Romani, parrebbe finalmente riconosciuto come principio essenziale la libertà del web. Un ulteriore stadio sarà quello di individuare forme aggiornate all'era digitale di tutela del lavoro intellettuale. L'antico copyright è al tramonto".


Soddisfazione viene espressa dai discografici. La proposta di Agcom - fa sapere il presidente della Fimi, Enzo Mazza - costituisce una seria ed efficace risposta alla necessità di tutelare i contenuti digitali in rete in una fase nella quale il decollo dell’offerta legale è ancora aggredito dalla contraffazione". L’offerta legale di musica online rappresenta oggi in Italia circa il 20% del mercato della musica con oltre 20 milioni di fatturato nel 2009, ma la pirateria continua ad essere una spina nel fianco di questo promettente mercato e bene ha fatto l’Agcom ha mettere a punto un efficace sistema di contrasto.”


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Regolamento antipirateria dell’Agcom: la norma più dura mai ipotizzata in un paese occidentale nei confronti delle violazioni relative al diritto d’autore in Rete


commento di Fulvio Sarzana di S. Ippolito


La norma più dura mai ipotizzata in un paese occidentale nei confronti delle violazioni relative al diritto d’autore in Rete è stata oggi presentata dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni in Italia. Si tratta di un regolamento che richiama, sotto il profilo delle misure tecniche a contrasto delle violazione del Copyright in rete, in maniera pressochè speculare la norma attualmente in discussione presso il Senato degli Stati Uniti, la famosa Combating Online Infringement and Counterfeits Act altrimenti detto COICA , che si ricordi bene è una legge federale dello Stato, e non un regolamento di un’autorità amministrativa indipendente, con accenti però, ben più marcati.


Quali sono i punti salienti del nuovo regolamento, secondo le parole della stessa Autorità? http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1262155


“ l’Agcom si pone come ‘garante’ del corretto funzionamento di un sistema che prevede: richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo da parte del titolare del diritto o copyright; segnalazione all’Autorità della mancata rimozione dei contenuti decorse 48 dall’inoltro della richiesta; verifica da parte dell’Autorità attraverso un breve contradditorio con le parti; ordine di rimozione qualora risulti l’illegittima pubblicazione di contenuti coperti da copyright.”


E sin qui, nonostante alcuni gravi dubbi di compatibilità con la normativa italiana non vi è nulla di nuovo rispetto a quanto già fosse circolato in rete.


La seconda parte del Regolamento però, quella relativa ai siti che non possono essere soggetti alla giurisdizione italiana in quanto i server non sono presenti nel nostro paese, sempre stando alle agenzie di stampa, appare essere veramente singolare.


Leggiamo insieme le misure che si intendono adottare:


“per i siti che hanno il solo fine della diffusione di contenuti illeciti sotto il profilo del diritto d’autore o i cui server sono localizzati al di fuori dei confini nazionali, vengono ipotizzate due ipotesi alternative per le quali si chiede il parere degli operatori: predisposizione di una lista di siti illegali da mettere a disposizione degli internet service provider; possibilità, in casi estremi e previo contraddittorio, dell’inibizione del nome di dominio del sito web, ovvero dell’indirizzo IP.”


Prosegue su www.fulviosarzana.it


 





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