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Smontata l’organizzazione degli uffici.
Gonzales: “Via
i carabinieri
dall’Ordine!”



Milano, 24 giugno 2007. Il Consiglio dell’Ordine, nella seduta del 21 giugno, ha deliberato (8 contro 1, ossia tutti contro Franco Abruzzo) di non rinnovare i contratti di natura coordinata e continuativa a 4 collaboratori (tre sottufficiali dell’Arma benemerita in quiescenza e un ex dirigente di cancelleria del  Tribunale civile di  Milano). Nella mattinata successiva la decisione è stata comunicata da Letizia Gonzales agli interessati. Uno dei tre carabinieri aveva deciso di dimettersi prima. Prodi, Padoa Schioppa e Amato hanno licenziato il comandante della Guardia di finanza e minacciano di mandare a casa anche  il capo della Polizia. Gonzales  ha fatto fuori tre carabinieri e un funzionario della Giustizia. Il parallelo non sembri  improprio. Ognuno opera al proprio livello. Il provvedimento è stato giustificato con un parere (orale) di un legale secondo il quale la  Finanziaria 2007 vieterebbe simili contratti. Per smontare tale assunto, è esaustivo richiamare il parere 14 novembre 2006 n. 7 della Corte dei Conti (sezione regionale di controllo per la Toscana): Emerge pertanto con chiarezza che la specifica disciplina dettata nel nuovo art. 7, comma 6 del d.lgs. 165/2001,…… in quanto caratterizzata dall’alta specializzazione, è tipicamente applicabile nella sua pienezza alle sole fattispecie di consulenza, conferite sia come incarico professionale che sotto forma di collaborazione coordinate e continuative. Restano, invece, escluse da tale disciplina le collaborazioni coordinate e continuative aventi ad oggetto prestazioni che presentano un contenuto professionale ordinario ovvero privo della particolare competenza specialistica degli incarichi di studio, ricerca e consulenza. Tali rapporti – disciplinati come rapporti di lavoro autonomo (o parasubordinato) di media professionalità (art. 409, n. 3 del codice di procedura civile; art. 61 d. lgs. 10 settembre 2003, n. 276) - trovano una specifica disciplina nell’art. 1, comma 116 della citata legge 311/2004 e, in quanto caratterizzati dalla continuità della prestazione e da un potere di direzione dell’amministrazione, sono utilizzabili per le esigenze ordinarie proprie del funzionamento delle strutture amministrative. Nel caso in cui occorra far fronte ad un deficit di natura quantitativa e non qualitativa, resta pertanto ancora possibile utilizzare tali forme di collaborazione accanto ad altre figure flessibili di rapporto di lavoro, i cui contratti non devono essere trasmessi alle Sezioni regionali di controllo”.


Nella P.A. vige oggi il blocco delle assunzioni.   L’organico dell’Ordine della Lombardia è fissato dal Ministero del Tesoro (oggi dell’Economia) in 9 dipendenti. “stante il vincolo imposto dall’articolo 1, comma 9, della legge 549/1995 in materia di invarianza della spesa per oneri di personale tra la nuova dotazione organica e quella ricognita al 31 agosto 1993 ai sensi del comma 6 dell’articolo 3 della legge 537/1993”. Con nota 14 gennaio 1998 (prot. 7/93/U) anche il Ministero di Grazia e Giustizia ha confermato “l’organico dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia nel numero di 9 unità lavorative”. Bisogna tener conto che i tre sottufficiali dell’Arma e l’ex cancelliere posseggono qualità professionali specifiche non riscontrabili nell’organico: chi si occupa dei Praticanti d'ufficio e ne scrive le relative delibere; chi  tratta  l’elenco Pubblicisti. chi  si occupa dell’Ufficio contabilità. Uno in particolare si occupa del  sito Web, della  segreteria di redazione del mensile "Tabloid", dell’Annuario e delle pubblicazioni edite dall'Ordine, degli aggiornamenti  dell’anagrafica  delle istituzioni. I 9 dipendenti hanno i loro incarichi (che si possono leggere nel portale dell’Ordine alla voce “contattaci” in altro a destra). Il personale lavora 5 giorni la settimana con prestazioni racchiuse nell’arco di 36 ore. Le esigenze di organico  sono state fronteggiate con il ricorso ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa  in baseall’articolo 7 (comma 6) del dlgs 29/1993 (poi diventato dlgs 165/2001). Questa articolo 7 (comma 6) è stato  “stretto” con la legge Bersani/Visco del 2006.


Nella circolare del Dipartimento della Funzione pubblica 21.12.2006 n° 5 si legge: “Dalle fonti normative citate trova fondamento la possibilità per le pubbliche amministrazioni di affidare qualsiasi incarico di collaborazione, sia che si qualifichi come incarico di studio, di ricerca o di consulenza, ovvero di tipo occasionale o coordinato e continuativo. L’elemento fondamentale da considerare è quello individuabile in tutte le collaborazioni, e cioè il carattere autonomo della prestazione…..Preliminarmente è necessario evidenziare l’oggetto della nuova disposizione, la quale si riferisce a “incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa”. Il legislatore, quindi, ha chiarito che nei commi 6, 6-bis e 6-ter dell’articolo 7 del decreto legislativo n. 165 del 2001 trovano regolamentazione gli elementi relativi alla possibilità per le pubbliche amministrazioni di conferire qualsiasi incarico di collaborazione di natura autonoma, ivi compresa quella coordinata e continuativa”.


Queste mancate conferme potrebbero preludere, si teme, a un ridimensionamento delle attività dell’Ordine (con la scomparsa del mensile Tabloid, con il taglio ai Premi per le migliori tesi nonché al portale dell’ente e al corso di preparazione per i praticanti).  Vedremo. L’anomalia  milanese dopo 40 anni rischia di scomparire. L’assenza di  Milano nel contesto del dibattito nazionale sulla professione chiuderà il cerchio. A questo punto è  a rischio l’Ordine, che negli ultimi 20 anni ha resistito grazie anche alla forte spinta innovativa che veniva dalla Lombardia.


…………………………………..


 


Corte costituzionale: libertà di cumulo


tra assegno di anzianità e  stipendio.


Il diritto al lavoro vale anche per i pensionati.


 


La Corte costituzionale, con la sentenza 137/2006, ha dichiarato illegittimo il secondo comma dell’articolo 3 della legge 20 ottobre 1982 n. 773 (Riforma della Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei geometri). Questo comma subordinava “la corresponsione della pensione (di anzianità) alla cancellazione dall'albo dei geometri”. La corresponsione della pensione di anzianità, dice ancora il comma citato, “è incompatibile con l'iscrizione a qualsiasi albo professionale o elenco di lavoratori autonomi e con qualsiasi attività di lavoro dipendente”. In sostanza questa norma impediva ai geometri in pensione (di anzianità) di poter lavorare.


La Corte costituzionale sottolinea che “è già stata chiamata a scrutinare disposizioni analoghe a quella in esame, concernenti la disciplina della pensione di anzianità di altre categorie professionali, e ne ha dichiarato la illegittimità costituzionale. E, se è vero che in quei casi era stata rilevata la contrarietà delle norme censurate al parametro di cui all’art. 3 della Costituzione (uguaglianza, ndr), non evocato dall’attuale remittente, è anche vero che ne fu affermata la illegittimità anche per la violazione dell’art. 4 (primo comma) della Costituzione (diritto al lavoro, ndr), in ragione della compressione del diritto al lavoro, come nel caso in esame (sentenze n. 73 del 1992 e n. 437 del 2002). La Corte, poiché non rinviene argomenti che possano indurre a discostarsi dall’orientamento espresso con le sentenze citate, ritiene che esso debba essere ribadito”. 





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