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Caso Urbano-Molinari: il Consiglio
dell’Ordine di Milano decide di non decidere
in contrasto con gli obblighi e i vincoli
posti dall’articolo 37 della legge professionale.
Se trasferiti a Genova, i due perderebbero
automaticamente la poltrona di consigliere.
La maggioranza impone la sua “dittatura”
e se ne frega della legge. Complimenti!
Non finirà così. Abruzzo: “Agirò per far
rispettare la legalità e non intendo
rispondere agli insulti di Letizia Gonzales”.


Milano, 22 giugno 2007. Il caso Urbano e Molinari è noto. Michele Urbano è stato eletto consigliere nazionale e Mario Molinari  consigliere regionale. Entrambi non hanno la residenza (o il domiclio professionale) in Lombardia: Urbano, pensionato d’anzianità, abita a Genova dal 2005; Mario Molinari abita a Savona. I relativi certificati, acquisiti da Franco Abruzzo, sono stati trasmessi al Consiglio dell’Ordine di  Milano, perché  applicasse l’articolo 37 della legge professionale 69/1963. Che dice l’articolo 37? Ecco il testo:  "Nessuno può essere iscritto contemporaneamente in più di un albo. In caso di cambiamento di residenza, il giornalista deve chiedere il trasferimento nell'albo del luogo della nuova residenza; trascorsi tre mesi dal cambiamento senza che ne sia fatta richiesta, il Consiglio dell'Ordine procede di ufficio alla cancellazione dall'albo del giornalista che si è trasferito in altra sede ed alla comunicazione di tale cancellazione al Consiglio nella cui giurisdizione è compreso il luogo della nuova residenza, che provvederà ad iscrivere il giornalista nel proprio albo". Parole chiare e in claris non fit interpretatio.


Il  presidente di un ente pubblico può condurre indagini amministrative ex artt. 4, 5 e 6 della legge 241/1990 trasmettendone poi i risultati all’organo che deve decidere. E’ quello che Abruzzo ha fatto.  


Ripetiamo quanto Abruzzo, smaliziato cronista d’assalto (del “Giorno”) degli anni 60 e 70, ha scoperto:  dai registri dell’Ordine di Milano emerge che il giornalista professionista pensionato Michele Urbano, nato a Terlizzi, risulta residente  a Milano. Dal certificato anagrafico storico, rilasciato l’11 giugno 2007 dall’Ufficio anagrafe del Comune di Milano,  si apprende che Michele Urbano, nato a Terlizzi, in data 4 luglio 2005  “è  emigrato a Genova”, dove abita stabilmente. All’Inpgi Urbano ha dichiarato la sua residenza di Genova e una collaborazione gratuita.


Dai registri dell’Ordine di Milano emerge che il giornalista pubblicista Mario Molinari, nato a Milano, risulta residente a Milano. Dal certificato anagrafico storico, rilasciato l’11 giugno 2007 dall’Ufficio anagrafe del Comune di Milano,  si apprende che Mario Molinari, nato a Milano,  “è stato cancellato da questa anagrafe della popolazione residente dal 20/03/2003 per irreperibilità ai sensi dell’art. 11 Dpr 223/89”. La posta dell’Ordine, su sua richiesta, gli viene spedita a Savona.


Il Consiglio, nella seduta di ieri, ha deciso di non decidere e di aprire una istruttoria perdi tempo. Perché? Possiamo capire l’atteggiamento pilatesco della maggioranza leggendo l’ultimo comma dell’articolo 56 del dpr 115/!965: “Il trasferimento dell'iscrizione comporta la decadenza delle cariche eventualmente ricoperte dal giornalista nell'ordine di provenienza o nel Consiglio nazionale”. Ora è tutto chiaro: bisogna salvare le due poltrone.


La signora (“dottoressa” senza esserlo) Letizia  Gonzales ha scritto oggi, sul sito di “senza bavaglio”, un comunicato di insulti contro Abruzzo. Comunicato, che viene pubblicato qui sotto. In breve: Letizia vuole vietare a Franco Abruzzo di condurre indagini sulla residenza dei due colleghi (contro i quali personalmente Abruzzo non ha nulla) e se Abruzzo lo fa è da censurare. Una logica, si diceva una volta, sovietica o almeno illeberale. Il problema è antico: nessuno contesta il diritto della maggioranza di governare, ma resta da stabilire come si possono garantire i diritti della minoranza a esistere, a manifestare il pensiero, a essere opposizione seria e credibile. Un discorso, questo, che gli epigoni del regime bulgaro non comprendono. Letizia Gonzales sceglie la strada degli insulti. La maggioranza impone la  sua “dittatura” e se ne frega della legge. Complimenti!  Non finirà così. Abruzzo dichiara: Agirò per far  rispettare la legalità  e non intendo rispondere  agli insulti di Letizia Gonzales”.


…………………………..


 


ORDINE DELLA LOMBARDIA/Solidarietà a Molinari e Urbano, Abruzzo u  


ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA LOMBARDIA, CASI MOLINARI E URBANO: NESSUN TRASFERIMENTO D'UFFICIO, AVVIATA UNA VERIFICA


MILANO - Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia in merito alla questione relativa alla regolarità dell'iscrizione all'albo regionale dei giornalisti Mario Molinari e Michele Urabo, sollevata dall'ex presidente dell'Ordine Franco Abruzzo, ha deciso di non procedere al trasferimento d'ufficio e di avviare una verifica.


I due giornalisti sono stati eletti a fine maggio rispettivamente al Consiglio regionale e al Consiglio nazionale dell'Ordine.In merito alla loro posizione Abruzzo ha chiesto a inizio giugno, diffidando il Presidente a mezzo di legali, che il nuovo Consiglio provvedesse al loro trasferimento d'ufficio presso altri albi regionali.


Il Consiglio a maggioranza ha respinto la richiesta deliberando di avviare una verifica sulla questione.


"Trovo vergognoso il metodo con cui Abruzzo ha posto il problema – ha dichiarato il presidente dell'Ordine, Letizia Gonzales -. E' entrato nella vita privata dei due colleghi e dei loro famigliari e ha sollevato un inutile polverone con migliaia di e-mail spedite in tutta Italia, solo nel tentativo di deleggitimare i colleghi, il Consiglio e l'immagine stessa dell'Ordine". (dal sito di senza bavaglio del 22 giugno 2007)


 





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