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Istanza di Franco Abruzzo che ha ottenuto
i certificati anagrafici dal Comune di Milano

Ordine dei Giornalisti: sono vicinissimi
alla decadenza da consiglieri
Michele Urbano e Mario Molinari
(eletti senza la residenza in Lombardia)


Milano, 11 giugno 2007. E’ noto che per far parte di un Ordine professionale bisogna essere residenti o avere il domicilio professionale (documentato attraverso il 730) nella regione compresa nella circoscrizione dell’Ordine stesso. Non sono in questa condizione Michele Urbano (consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti) e Mario Molinari (consigliere lombardo dell’Ordine dei Giornalisti).


Dai registri dell’Ordine di Milano emerge che il giornalista professionista pensionato Michele Urbano, nato a Terlizzi, risulta residente  a Milano. Dal certificato anagrafico storico, rilasciato l’11 giugno 2007 dall’Ufficio anagrafe del Comune di Milano,  si apprende che Michele Urbano, nato a Terlizzi, in data 4 luglio 2005  “è  emigrato a Genova”.


Dai registri dell’Ordine di Milano emerge che il giornalista pubblicista Mario Molinari, nato a Milano, risulta residente a Milano.. Dal certificato anagrafico storico, rilasciato l’11 giugno 2007 dall’Ufficio anagrafe del Comune di Milano,  si apprende che Mario Molinari, nato a Milano,  “è stato cancellato da questa anagrafe della popolazione residente dal 20/03/2003 per irreperibilità ai sensi dell’art. 11 Dpr 223/89”.


Spiegano i giudici del  Tribunale civile di Milano: “Il tenore letterale dell'articolo 16 della legge 526 del 1999 - che, ai fini dell'iscrizione o del mantenimento dell'iscrizione in albi professionali, equipara il domicilio professionale alla residenza - non consente di differenziare la posizione del cittadino italiano rispetto a quella di cittadini di altri Stati dell'Unione europea, pena ingiustificate disparità di trattamento che non trovano ragione neppure nella ratio della norma. Evidentemente il legislatore ha inteso, con la disposizione in oggetto, svincolare la facoltà d'iscrizione all'albo dalla residenza, intesa come luogo ove confluiscono gli interessi morali sociali e familiari di una persona, rendendola alternativa al domicilio professionale, inteso come sede ove il professionista esercita in maniera stabile e continuativa la propria attività. Tale opzione normativa, poi, agevola indubbiamente l'esercizio di quei poteri di vigilanza che rappresentano uno dei compiti istituzionali fondamentali attribuiti ai Consigli dell'ordine”. (Trib. Milano, 13-07-2005, FONTI Guida al Diritto, 2005, 37, 72).


E’ scontato che l’articolo 16 della legge 526/1999 si applichi soltanto ai giornalisti professionisti così come accade per gli altri professionisti. Soltanto i professionisti possono avere il domicilio professionale. I pubblicisti, invece, non esercitano la professione giornalistica, ma  svolgono attività giornalistica “non occasionale e retribuita”. (art. 1 legge 69/1963).


Michele Urbano, giornalista professionista pensionato, non risulta svolgere attività giornalistica a tempo pieno in Lombardia, attività che peraltro  gli è impedita dalla sua condizione di pensionato di anzianità (“non in lite” con l’Inpgi). Mario Molinari, pubblicista, abita  a Savona, dove, su sua richiesta, la segreteria dell’OgL gli spedisce la posta.


Tutto ciò premesso,  Franco Abruzzo ha chiesto al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia:


a) che i fascicoli personali di Michele Urbano e  Mario Molinari siano trasferiti con urgenza all’Ordine di appartenenza, quello della Liguria;


b) che  Mario Molinari sia dichiarato immediatamente decaduto dalla carica di consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, non avendo il requisito della residenza in Lombardia al momento del voto (13, 20 e 27 maggio 2007) per il rinnovo dei Consigli dell’Ordine dei giornalisti. Con il subentro del primo dei non eletti;.


c) che sia informato tempestivamente il Consiglio nazionale per quanto riguarda la posizione di Michele Urbano, appena si perfeziona il suo trasferimento all’Ordine dei Giornalisti della  Liguria perché ne sia dichiarata la decadenza dall’ufficio di consigliere nazionale con il subentro del primo dei non eletti.


Nota/Michele Urbano e Mario Molinari, in quanto consiglieri dell’Ordine, sono personaggi pubblici e  come tali hanno meno tutele, sul terreno della privacy, rispetto all’uomo della strada.                                                                                                                                                                                                          


 





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