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Stampa

Dichiarazione fuori onda,
Ghirra attacca Masi
per la vicenda Santoro.
Barbareschi difende
Masi. Il comunicato tolto
d’autorità dal sito del Cnog
su disposizione del presidente
Iacopino. Ma intanto
affiora un caso Ghirra:
costa troppo la sua
presenza nella Capitale.
In coda: lanci Ansa su
Ghirra e Barbareschi.

di Francesco De Bonis

Giancarlo Ghirra, già redattore dell’Unione sarda, neo segretario del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che percepisce 150 euro per ogni giornata che trascorre a Roma, si è lanciato in un’avventurosa dichiarazione sul “caso  Santoro” come si può leggere qui sotto. La  dichiarazione, inserita arbitrariamente nel sito del Cnog (www.odg.it), è stata eliminata su disposizione del presidente Enzo Iacopino, che finalmente ha tirato fuori gli attributi. Ghirra ha stabilito un nuovo principio nell’ambito del diritto di cronaca: un redattore può offendere pubblicamente  il suo direttore generale senza pagare pegno. Gli insulti rientrano nella libertà di stampa. Anche gli americani fanno le stesse affermazioni (“Gli insulti sono una forma estrema della libertà di pensiero”), ma aggiungono: “salvo poi risponderne”.   Ghirra è stato per di più  almeno incauto, in quanto come giudice disciplinare d’appello un giorno potrebbe essere chiamato a pronunciarsi sulla storiaccia. Il suo dovere è di non parlare anche perché non ha compiti di rappresentanza dell’ente. Secondo Luca Barbareschi, “Masi ha fatto bene a sospendere Santoro per l’uso improprio del mezzo”. Ghirra deve riflettere, però, sul suo ruolo: il segretario lavora quando il Consiglio nazionale si riunisce. Deve curare soltanto il verbale delle sedute. Punto. Non si capisce perché trascorra  intere giornate infrasettimanali  a Roma. L’Ordine paga la diaria (150 euro al dì), albergo, pasti e spese varie (taxi, etc). Ghirra sta a Roma a fare cosa? Ci piacerebbe ottenere una risposta senza insulti. Il presidente Enzo  Iacopino ha chiesto ai presidenti degli Ordini regionali l’aumento  delle quote, ricevendo un garbato no. Gli consigliamo di ripulire il capitolo delle voci di bilancio relative a spese difficilmente difendibili. E, in verità, non c’è solo Ghirra.


1.ANNOZERO. GHIRRA (ORDINE GIORNALISTI): DG NON È BUON ARBITRO.


Roma, 14 ottobre 2010. «Il direttore generale della Rai crede di essere un arbitro che sventola cartellini rossi sulle facce dei giornalisti a lui sgraditi, come Michele Santoro, Roberto Natale e i colleghi del Manifesto e dell'Unità. Ma l'informazione non è un campo di calcio, bensì un terreno delicato nel quale i lettori e i telespettatori hanno diritto al massimo pluralismo delle idee e delle voci». È quanto sottolinea il segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti Giancarlo Ghirra, che chiede a Masi un ripensamento immediato. «Proprio chi ha alluso allo Zimbabwe - conclude Ghirra - non può pensare di procedere scompostamente, tentando di punire giornalisti e sindacalisti contrari a qualsiasi tentativo di imbavagliare la libera stampa». (ANSA).


2. BARBARESCHI A RADIO24: "MASI HA FATTO BENE A SOSPENDERE SANTORO PER L'USO IMPROPRIO DEL MEZZO".


"Masi ha fatto bene a sospendere Santoro per l'uso improprio del mezzo. Se uno va in televisione e da dell'imbecille al direttore generale non può aspettarsi altro che una reazione". Così l'On Luca Barbareschi in diretta alla Zanzara di Cruciani su Radio 24 e prosegue: "In questi anni si è formata in Rai una zona franca nella quale ogni conduttore avendo un referente politico ne fa un casus belli" e conclude a radio 24 "Se Santoro vuole fare quello che vuole cambi azienda". (www.dagospia.com del 14 ottobre 2010)





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