Home     Cercadocumenti     Chi è     Link  

Cerca documenti
Cerca:
in:


Documenti
  » Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  Attualità
Stampa

ELEZIONI & SONDAGGI.
Un collega disoccupato
scrive a Franco Abruzzo:
“Sono stato contattato
da una società di sondaggi
per conto del Sindacato
regionale (Alg). Giovanni
Negri vuole sapere se si deve
impegnare di più per fare
ottenere stipendi più alti
o se deve garantire migliori
condizioni di lavoro nelle
redazioni. Ma Negri sa che ci
sono anche tanti senzalavoro
e tanti free lance che vivono
alla giornata e senza speranze?”.

“Ho sempre più la sensazione che questo sia un sindacato interessato all'eco mediatica e politica delle vicende sindacali che affronta, per cui in una vertenza in Mondadori impegna tutte le sue forze, mentre in un’azienda sconosciuta impegna le ore buche”. Domande: chi paga? Chi ha dato gli indirizzi telefonici degli iscritti alla società di sondaggi? Perché gli indirizzi telefonici sono stati negati ai gruppi sindacali organizzati in vista delle elezioni di fine novembre? Gli indirizzi telefonici, però, sono nella disponibilità dei massimi dirigenti dell’Alg: l’uguaglianza in campo elettorale è ancora un valore? Negri invitato a dare spiegazioni agli iscritti.

di Francesco M. De Bonis

Milano, 4 ottobre 2010.  Franco Abruzzo ha ricevuto una telefonata di un collega che gli ha riferito di essere stato contattato da una signorina che a nome di una società incaricata dal Sindacato giornalisti della Lombardia voleva sapere “se era soddisfatto dell'opera del medesimo sindacato e quali erano le sue eventuali obiezioni”. Il collega non avevo tempo e ha rimandato l'intervista, ma  l'intervistatrice non si è fatta più sentire. Il collega si dice stupito: “E' la prima volta che il sindacato paga una società (con i nostri contributi) per conoscere le opinioni degli iscritti. E’ evidente che l’Alg si muove perché a fine novembre si vota. Dopo aver firmato 60 accordi contrattuali vuole conoscere cosa pensano i colleghi del presidente, della giunta e del consiglio direttivo. Sorrido, ma sono irritato”. Frattanto via email si fa vivo un altro collega con una lettera dettagliata, che qui viene pubblicata integralmente: “Caro presidente, ti confermo che anche io sono stato contattato la settimana scorsa da una società di sondaggi di Firenze (non ho preso nota del nome) per un'indagine sull'Alg: un'intervistatrice mi ha fatto una serie di domande sul mio giudizio e grado di soddisfazione nei confronti dell'Alg. A mio parere è stato un sondaggio poco professionale: addirittura, quando alla fine dell'intervista ho ricordato all'intervistatrice che 'ovviamente il sondaggio è anonimo', lei ha balbettato e non è stata in grado di rasssicurarmi su questo fatto elementare! Ho dovuto insistere e impuntarmi su questa banalissima e scontata questione di privacy prima che lei alla fine si decidesse ad assicurarmi che le mie risposte sarebbero state comunicate al committente in forma anonima (e non voglio nemmeno immaginare che non sia così!). Mi è sembrata davvero un'intervistatrice improvvisata o almeno molto impreparata. Quanto alle domande, stendiamo un velo pietoso: tutte pensate con la testa dei pensionati e dei garantiti, e io l'ho fatto notare con esplicito fastidio. 'Pensa che l'Alg dovrebbe impegnarsi di più per far ottenere stipendi più alti?'; 'Pensa che dovrebbe garantire migliori condizioni di lavoro nelle redazioni?'. Queste sono domande pensate da chi crede che il giornalista sia ancora una figura che vive da garantito in redazione, ma quello è un mondo di pochi eletti, come tu sai bene! E fra l'altro anche fa i presunti 'eletti' alcuni sono molto più eletti degli altri: io fino a un anno fa ero assunto a tempo indeterminato in un'azienda editoriale, ma quando sono stato licenziato in tronco l'Alg non ha mosso un dito. Forse questo dipende dal fatto che l'azienda che mi ha messo alla porta dopo sei anni non si chiamava Mondadori o Rcs ma era una società sconosciuta. Sconosciuta, aggiungo, al grande pubblico, non sconosciuta al sindacato! E il punto è proprio questo: il sindacato non dovrebbe avere lo stesso riguardo per i giornalisti del Corriere e per quelli di un editore minore? Battersi con lo stesso impegno per gli uni e per gli altri quando sono in difficoltà? Oppure può avere riguardi particolari per i giornalisti che lavorano in aziende famose, che hanno peso politico? Ho sempre più la sensazione che questo sia un sindacato interessato all'eco mediatica e politica delle vicende sindacali che affronta, per cui in una vertenza in Mondadori impegna tutte le sue forze, mentre in un’azienda sconosciuta impegna le ore buche. P. Pw.”.


Giovanni Negri è invitato a dare spiegazioni. Possibilmente in fretta. Franco Abruzzo aggiunge: “Non si possono usare i soldi di tutti per perseguire finalità elettorali. La manovra è scoperta. Attendiamo una risposta”.


 


 


 





Sito aggiornato al 5 febbraio 2025
Già editore/proprietario/direttore: Franco Abruzzo (3.8.1939-12.4.2025) Per qualsiasi informazione rivolgersi a Vittoria Abruzzo vittoria.abruzzo@gmail.com
© Copyright 2003-2025 Franco Abruzzo, successori e rispettivi titolari - Tutti i diritti riservati
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR)