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IRAQ/AFGHANISTAN:
BAGHDAD COME KABUL,
UCCISO GIORNALISTA.
RSF: IN CONFLITTO
IRACHENO BILANCIO
PIŁ PESANTE DAL 1945

di Lorenzo Trombetta-ANSA


Beirut, 7 settembre 2010.  Tre colpi esplosi in direzione del viso da pistole con silenziatore impugnate da non meglio identificati «uomini armati» hanno ucciso oggi a Baghdad Riyad Assaray, giornalista di spicco e noto conduttore dei programmi politici del canale di stato al Iraqiya. È il 172/mo giornalista a essere ucciso in Iraq in sette anni, il 15/mo dell'emittente pubblica a morire sotto i colpi di «terroristi di al Qaida» o di sconosciuti sicari mascherati da barbuti fondamentalisti. La sua morte giunge all'indomani del feroce assassinio a Kabul di un giornalista TV dell'Afghanistan, altro teatro della «guerra americana al terrorismo». Hamid Noor (45) era stato ucciso e poi decapitato ieri da ignoti nei pressi della sua casa di Kabul, il 27/mo giornalista a essere assassinato dal 2001. Come Assaray era un volto popolare nel Paese, conduttore della tv di stato Rta ed era anche vicepresidente dell'Associazione nazionale dei giornalisti. Al momento dell'agguato di questa mattina a Baghdad, Assaray, 35 anni, era in auto e stava raggiungendo il suo ufficio per preparare una nuova puntata del programma di approfondimento politico che conduceva: «Affari scottanti» (Qadaya Sakhina), dedicato proprio agli attentati terroristici. Nel giorno del suo «martirio per la libertà» (così come il sindacato dei giornalisti iracheni ha definito la sua morte), l'organizzazione internazionale Reporters Sans Frontieres (Rsf) ha diffuso un rapporto sul tributo di sangue versato proprio dai giornalisti e dagli operatori dell'informazione in Iraq a sette anni dall'invasione anglo-americana. Secondo le cifre fornite da Rsf (230 tra giornalisti e operatori uccisi) a due settimane dalla fine delle operazioni di combattimento delle truppe Usa, la guerra in Iraq è il conflitto più drammatico per i media dalla Seconda guerra mondiale. Si tratta del bilancio più pesante di quello di vent'anni di conflitto in Vietnam (1955-75) e di undici anni di guerra civile algerina (1991-2002). «Chiediamo che il parlamento elabori quanto prima una legge che preveda maggiori protezione per i giornalisti», ha chiesto oggi in un comunicato il sindacato dei giornalisti iracheni, lamentando «l'assenza delle istituzioni a fianco degli operatori dell'informazione». A sei mesi dalle elezioni legislative, l'Iraq non ha ancora un nuovo governo e il neoeletto parlamento non è operativo in attesa dell'elezione del suo presidente. (ANSA).


 


IRAQ. RSF: GIORNALISTI UCCISI, BILANCIO PIÙ GRAVE DAL 1945


Baghdad, 7 settembre 2010. Con 230 tra giornalisti e operatori dell'informazione uccisi finora, la guerra in Iraq è il conflitto più drammatico per i media dalla Seconda guerra mondiale. Lo rende noto l'organizzazione internazionale Reporters Sans Frontières (Rsf) in un rapporto pubblicato oggi. A due settimane dalla conclusione delle operazioni di combattimento delle truppe americane in Iraq, il rapporto di Rsf indica che la stragrande maggioranza dei giornalisti uccisi erano iracheni (87%) e che Baghdad è stato il teatro privilegiato di queste esecuzioni sommarie e attentati. Stamani a Baghdad è stato ucciso a colpi di arma da fuoco Riyad Assaray, conduttore dei programmi d'approfondimento della tv di Stato al Iraqiya. Si tratta del 15/mo giornalista di al Iraqiya ucciso da quando nella primavera 2003 è stato deposto il regime di Saddam Hussein. Secondo Rsf, il bilancio di questi sette anni di violenze in Iraq è più pesante di quello di vent'anni di conflitto in Vietnam (1955-75) e di undici anni di guerra civile algerina (1991-2002). (ANSA).





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