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Stampa

Il caso.
La Merkel blinda la libertą
di stampa. Pubblicabili
anche le notizie top secret.

Il governo tedesco cambia il Codice penale e sottrae i giornalisti alle pene per la rivelazione di informazioni riservate. Una decisione in controtendenza rispetto alle scelte dei governi italiano e francese.

dal nostro corrispondente
ANDREA TARQUINI
per Repubblica 26/8/2010

BERLINO - Per il centrodestra tedesco guidato da Angela Merkel, la libertà di stampa è un valore costitutivo della democrazia, e quindi non solo va difesa ma anche rafforzata. Il governo federale ha approvato ieri un disegno di legge volto appunto a proteggere maggiormente i giornalisti, in particolare quando diffondono informazioni riservate o segreti istruttori. La nuova legge stabilisce con chiarezza inequivocabile che solo le fonti le quali passano le informazioni riservate, ma non i giornalisti stessi, possono essere perseguite in base al diritto penale. Il disegno di legge, approvato dopo un lungo dibattito interno, prevede, con un emendamento al codice penale, che non sia più possibile per la magistratura perseguire i giornalisti per concorso nella violazione del segreto su notizie riservate. All'origine della scelta della Merkel c'è una sentenza emessa nel 2007 dalla Corte costituzionale a favore del mensile politico di Amburgo "Cicero". La testata aveva presentato ricorso contro un verdetto di prima istanza, relativo a una perquisizione effettuata dalla polizia nel 2005 nei locali della redazione a seguito della pubblicazione di un articolo che criticava con informazioni precise mondo politico e servizi. I giudici supremi avevano deciso che quella perquisizione aveva violato il Grundgesetz, cioè la Costituzione federale. Perquisizioni e sequestro di materiale in possesso di giornalisti o di redazioni sono contrarie alla legge fondamentale nel caso in cui vengano ordinate  ed effettuate al solo scopo di individuare la eventuale "gola profonda". La magistratura aveva indagato nel caso dell'articolo pubblicato da "Cicero" perché questo faceva riferimento a un rapporto riservato dell'Ufficio criminale federale (Bka, in sostanza lo Fbi Tedesco) definendolo appunto come "dossier sotto chiave", ma spiegandone il contenuto.  Rispetto alle argomentazioni degli esponenti più conservatori, che difendevano l'esigenza di proteggere la riservatezza di informazioni e documenti confidenziali in mano alle istituzioni, l'esecutivo della Merkel ha deciso di privilegiare invece il diritto dei media a informare liberamente, e quello dell'opinione pubblica a informarsi ed essere informata. Una decisione, quella tedesca, che va in direzione diametralmente opposta rispetto agli orientamenti di altre maggioranze conservatrici al governo in Europa, dal centrodestra italiano alle ultime spinte nella Francia di Sarkozy. E uno strappo con le frequenti passate abitudini dell'establishment Tedesco - abitudini sia dei conservatori sia a volte della Spd, quando era al potere - di cercare con mezzi sottili o apertamente di controllare o condizionare la libertà dei media. La nuova legge federale voluta dalla Merkel e dalla ministro della Giustizia, la liberale Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, introduce una importante modifica, inserendo un emendamento correttivo all'articolo 335b del codice penale. Tale articolo prevede la punibilità dei pubblici funzionari che rivelano segreti d'ufficio, con pene fino a cinque anni di reclusione. È accaduto in passato, come nel caso eclatante del Blitz del 2005 nella redazione di Cicero, che i magistrati applicassero quell'articolo del codice penale anche contro i media. Di fatto, aveva reclamato il mondo della stampa, si giungeva così al risultato di limitare la libertà d'informazione subordinandola alla difesa dei segreti e delle notizie riservate. Un nuovo paragrafo dell'articolo escluderà il concetto di "concorso in divulgazione di notizie riservate", cioè proprio quel concetto che consentiva di colpire la stampa. In futuro in Germania i giornalisti non commetteranno più reato con la pubblicazione di materiale riservato fornito loro da qualsiasi altra fonte.


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Sudafrica: il governo minaccia la libertà di stampa


29 agosto - Il Sudafrica è uno dei paesi africani nei quali la stampa è più libera, ma questo invidiabile status è ora minacciato dal governo. Il presidente Zuma e il suo partito, l’African National Congress (ANC) hanno proposto l’introduzione di una legge liberticida che, similmente a quella di altri paesi africani caratterizzati dalla presenza di regimi dittatoriali, prevede l’istituzioni di una giurisdizione speciale per la stampa e pene pesantissime per quei giornalisti e media che dovessero mettere a rischio la "sicurezza nazionale" La legge, denominata Power Of Information act (POI) prevede l’istituzione di tribunali dedicati alla sorveglianza dei media, pene fino a 25 anni per chi sia giudicato colpevole d’infrangerla e vasti poteri per il governo nel definire quali informazioni o quali branche del governo e dello stato siano da "proteggere" in nome della famigerata sicurezza nazionale. In una lettera all’ANC Zuma ha scritto: "I media si sono messi sul piedistallo dicendo di essere i guardiani. Quindi noi abbiamo il diritto di chiedere: chi controlla questi controllori?". La fallacia e la malafede di un discorso del genere sono evidenti e non meritano ulteriori commenti. La reazione dei media e dei gruppi per la difesa dei diritti umani è stata furente e più di un commentatore ha rilevato come la legge, anche se approvata, sia platealmente incostituzionale e come già esista la possibilità di fare causa ai giornalisti scorretti o di ricorrere all’ombudsman della stampa. L’approvazione della legge metterebbe il Sudafrica sullo stesso piano di regimi repressivi come quello dell’Etiopia o di altre dittature africane, gli unici paesi nel continente ad avere tribunali speciali per la stampa. La proposta del POI non è il primo tentativo da parte di Zuma di irregimentare i media, con i quali ha avuto sempre pessimi rapporti, vista la lunga catena di scandali per corruzione che hanno colpito i governi che ha presieduto e la pioggia di critiche che si è attirato sia per la sua gestione politica che per i discutibili comportamenti personali. (fonte: Agora Vox)


 


Ciad: passi avanti nel diritto all'informazione


28 agosto - Il parlamento del Ciad ha approvato sostanziose modifiche alla legislazione che regola il diritto di informazione, modifiche che garantiranno maggiore libertà di stampa, anche se non mancano ombre e critiche al nuovo testo. La norma approvata dai parlamentari ciadani elimina l'arresto per i giornalisti accusati di diffamazione a mezzo stampa e cancella definitivamente il reato di offesa al capo dello Stato. Vengono introdotte, invece, misure detentive (da sei mesi a un anno), pesanti multe e perfino la sospensione delle pubblicazioni (fino a sei mesi) per chi incita all'odio razziale, etnico o alla violenza in genere. Per il governo si tratta di modifiche di "chiaro stampo democratico", mentre per l'opposizione, che pure sottolinea il buon indirizzo generale, la sospensione delle testate è una misura "spropositata e facilmente strumentalizzabile". La precedente legge sulla stampa, in vigore dal 2008, fu adottata a seguito di un tentativo di golpe. (fonte. AGIAFRO)


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ISF - Information Safety and Freedom


analisi, documenti e notizie sullo stato di


salute della libertà di stampa nel mondo


sito web: isfreedom.eu


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E’ svolta innovativa.
Libertà di stampa?
Cerchiamola per ora
soltanto in Germania.


In particolare, secondo quanto scrive la Dpa, i giornalisti non saranno più perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione di materiale riservato ottenuto da terzi. Secondo il ddl, solo la persona che passa le informazioni ai media - cioè la fonte del giornalista - può essere perseguita legalmente.


Berlino, 25 agosto 2010.  Il  Consiglio dei Ministri tedesco ha approvato oggi un disegno di legge volto a proteggere maggiormente i giornalisti dall'azione giudiziaria e quindi a rafforzare la libertà di stampa nel Paese. In particolare, secondo quanto scrive la Dpa, i giornalisti non saranno più perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione di materiale riservato ottenuto da terzi. Secondo il ddl, solo la persona che passa le informazioni ai media - cioè la fonte del giornalista - può essere perseguita legalmente. La proposta segue una sentenza d'appello del 2007 a favore del mensile Cicero. La testata aveva vinto un ricorso contro una perquisizione del 2005, che era stata ordinata da una Procura per cercare di scoprire l'identità della fonte di un giornalista che aveva pubblicato materiale top-secret della polizia federale. In appello, i giudici avevano stabilito che la perquisizione e il sequestro di materiale nella redazione di Cicero erano incostituzionali poichè servivano a individuare la fonte del giornalista. Attualmente, chi passa alla stampa informazioni riservate rischia fino a cinque anni di prigione e questa legge viene applicata anche ai giornalisti. Con il nuovo disegno di legge, i giornalisti non sarebbero più perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione del materiale riservato, cioè se le informazioni vengono consegnate loro da terzi. (ANSA).


 





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