INTERCETTAZIONI. BERLUSCONI ACCELERA. TESTO BLINDATO. PREMIER: BASTA PROCESSI MEDIATICI.
di Yasmin Inangiray-ANSA
Roma, 17 febbraio 2010. Una «barbarie». Silvio Berlusconi non usa altri termini per definire il processo mediatico in atto sui giornali con la pubblicazione delle intercettazioni di indagini ancora in corso. Un modo di fare su cui bisogna intervenire, si ragiona nel Pdl. Ecco perchè il Cavaliere ha intenzione di premere l'acceleratore sull'iter del ddl per limitare l'uso delle intercettazioni, attualmente in 'stand by' presso la commissione Giustizia a Palazzo Madama. L'obiettivo è quello di approvare il testo nel più breve tempo possibile. Ma per fare ciò l'unica strada percorribile è quella di procedere senza modifiche, azzerando possibili emendamenti: Se ci fossero interventi al testo, il disegno di legge dovrebbe tornare alla Camera per una nuova approvazione ed i tempi di entrata in vigore inevitabilmente si allungherebbero. Il Cavaliere ne ha discusso a pranzo con alcuni ministri, insieme alla questione delle 'liste pulitè per evitare le candidature di chi è indagato o è coinvolto in vicende giudiziarie : Una colazione di lavoro organizzata in prima battuta per fare il punto sull'agenda di governo. E poi in una serie di colloqui con il ministro della Giustizia Angelino Alfano e con Niccolò Ghedini, che si sono trattenuti a palazzo Grazioli per diverse ore. Sembra scontato il fatto che la bufera delle inchieste di Firenze e Milano abbia inciso nella decisione di Berlusconi di dare una stretta sul tema delle intercettazioni. Una carta che il presidente del Consiglio potrebbe giocare anche in campagna elettorale spiegando agli elettori la volontà del governo di tutelare la privacy dei cittadini. Anche se questa accelerazione potrebbe portare ad un scontro frontale con l'opposizione. Uno scontro che il Quirinale, a suo tempo, auspicò si potesse evitare recuperando in parlamento una proficua dialettica ed un confronto sereno. Un'idea, quella di procedere a passo svelto, che il premier esaminerà nel corso della cena con un gruppo di senatori a palazzo Grazioli, prevista per questa sera. Certo è che oggi a più di qualche interlocutore il Cavaliere non ha nascosto il suo malumore. La difesa di Guido Bertolaso è scontata e Berlusconi non fa che ripeterlo. Ma a preoccuparlo sono i due filoni di indagine che da giorni tengono banco sui giornali. Quello, appunto, che investe la Protezione Civile e quello sul giro di tangenti a Milano. Non è possibile, sarebbe stato il ragionamento fatto dal presidente del Consiglio, che le singole responsabilità ledano l'immagine di tutto l'esecutivo a ridosso di un appuntamento elettorale. Una risposta agli attacchi che, nelle intenzioni di Berlusconi, deve avvenire attraverso i fatti concreti. Allo studio dunque misure a favore dei cittadini (il provvedimento dovrebbe essere pronto tra un mese) per diversi settori: «quelli più in crisi», spiega il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Tutti gli interventi saranno valutati però in base alle risorse disponibili da parte dello Stato. Capitolo a parte è quello della composizione delle liste per le prossime elezioni regionali. Argomento su cui Berlusconi è impegnato in prima persona. A chiarire quale sarà la linea del partito ci pensa Ignazio La Russa: «Con il Cavaliere ne abbiamo parlato a lungo - spiega - credo che sarà lui stesso ad annunciare che tutti i casi più delicati: per esempio, quelli di chi è indagato o coinvolto a vario titolo in vicende giudiziarie saranno esaminati dall'ufficio di presidenza del Pdl. E l'ultima parola sulla presenza in lista di questo o quel candidato sarà del vertice del partito». Ad insistere per la pulizia delle candidature sono anche i finiani. Oggi la commissione Giustizia di Montecitorio ha dato il via libera al testo anti-infiltrazioni della criminalità organizzata nelle campagne elettorali. Un provvedimento, a firma di Angela Napoli,che suscita più di qualche perplessità nella maggioranza. (ANSA).
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