Bari, 8 febbraio 2010. Platea gremita alla Tavola Rotonda "La criticità delle pensioni", organizzata dalla Sezione Federspev (Federazione Nazionale Sanitari Pensionati e Vedove) di Bari-BAT, presso l'Auditorium dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Bari.
Ai pensionati – ha detto il prof. Marco Perelli Ercolini, Vicepresidente Vicario Nazionale della Federspev e Consigliere ENPAM - va riconosciuto il sacrificio contributivo sostenuto durante la vita lavorativa che non deve essere confuso in una richiesta meramente assistenziale: la pensione non è un regalo dello Stato! Nella difficoltà - ha proseguito Perelli - di dare aumenti alle pensioni in essere per dare un maggiore potere d'acquisto suggerisce:
1) la defiscalizzazione parziale dell'assegno di pensione a scaglioni graduali con l'aumentare dell'età quando maggiore è il bisogno per la disabilità in carenza di strutture adeguate;
2) la tassazione separata delle pensioni ad aliquota sociale come previsto nella previdenza complementare;
3) la reintroduzione della detrazione d'imposta su ogni assegno di pensione;
4) la completa defiscalizzazione degli aumenti della perequazione automatica: non si può togliere con la mano sinistra quello che viene dato con la mano destra, perequazione che dovrebbe, ma ahimè è sempre molto lontano, ridare il giusto potere d'acquisto a questi assegni che da debito di valore si riducono a debito di valuta.
Il Vice Presidente della Federspev ha ricordato, inoltre, che la pensione è un corrispettivo in relazione ai contributi versati e pensioni più alte significano non rapina alla società ma maggiori sacrifici per più alti versamenti contributivi a garanzia di un legittimo e dignitoso diritto nel post-lavorativo.
È seguito un acceso dibattito in cui Perelli ha distinto la problematica che riguarda da un lato i pensionati in essere e dall'altro il futuro previdenziale dei giovani: bisogna evitare un conflitto intergenerazionale dando possibilità di lavoro ai giovani per la costruzione del loro futuro pensionistico, evitando illusori assegni ai cosiddetti "bamboccioni". Perelli ha sottolineato inoltre come nel giro di pochi anni sia franato gradualmente e inesorabilmente il potere di acquisto dei pensionati che hanno versato, per tutta la vita lavorativa, fior di contributi "a valore corrente". Perelli ha infine attaccato il discriminatorio taglio alla pensione del coniuge superstite agganciato al trattamento del suo reddito.
In precedenza erano intervenuti nel dibattito Mario Defidio, Paolo Livrea, Giacomo Olivieri, Filippo Anelli, Nicola Simometti, Gaetano Veneto e Franco Filieri.
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Testo in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5149
PENSIONI/ STIPENDI/FISCO.
Il dibattito sale di tono,
ma la storia degli ultimi
anni viene dimenticata.
Caro Tremonti, ma non
è possibile tornare almeno
alle aliquote del 2005
in attesa di passare alle due
promesse da Berlusconi?
Convegno domani a Bari.
Tremonti, con la legge finanziaria del 2005, portò l’aliquota marginale (per i redditi da 33.500 a 100mila euro) al 39%, ma nel 2007 fu il Governo Prodi/Padoa Schioppa a riportarla al 43%. La “no tax area” coincideva con 14 mila euro di reddito annuo per una famiglia con due figli a carico, mentre oggi si applica per redditi sotto i 4.800 euro per i lavoratori autonomi, sotto i 7.500 euro per i pensionati e sotto gli 8mila euro per i lavoratori dipendenti.
“La criticità delle pensioni” sarà il tema della Tavola Rotonda promossa dalla FEDERSPEV (Federazione Sanitari Pensionati) che si terrà lunedì 8 febbraio alle ore 16.30 presso l’Auditorium dell’Ordine dei Medici di BARI (via Capruzzi, n. 184).
Nota di FRANCO ABRUZZO
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