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Stampa

Dura vertenza sindacale.
IN SCIOPERO GLI UNDICI
FOTOGIORNALISTI
DELLA FILIALE ITALIANA
DI ASSOCIATED PRESS
di AMEDEO VERGANI
presidente Gsgiv dell'Alg

Milano, 7 febbraio 2010. Sono scesi in sciopero gli undici fotogiornalisti di "AP Italia Photo Communications", la filiale italiana dell'agenzia americana Associated Press, che da tempo avevano proclamato lo stato di agitazione dopo che i dirigenti dell'azienda avevano preannunciato un piano di ristrutturazione comprendente anche il licenziamento di un fotoreporter membro della rappresentanza sindacale dei giornalisti dipendenti della fotoagenzia. L'astensione dal lavoro  dei fotoreporter "AP Italia" è iniziata questa mattina alle 10 e si concluderà a mezzanotte e fa parte del pacchetto di dieci giorni di sciopero decisi dall'assemblea dei redattori. Nell'indire lo sciopero il Cdr dei fotogiornalisti è tornato a ricordare che la presa di posizione è stata decisa per protestare contro il piano di ristrutturazione aziendale "che comporterebbe il licenziamento di un giornalista nella redazione di Milano" ed ha nuovamente chiesto "un ulteriore incontro con l'amministrazione e la presentazione del piano di ristrutturazione chiaro e dettagliato". Quello di oggi è il quarto giorno di sciopero attuato dai fotogiornalisti "AP Italia" che attualmente lavorano nelle due redazioni di Roma e Milano. Il piano di ristrutturazione preannunciato a grandi linee dall'azienda prevede tra l'altro iniziative che, come temono i fotoredattori AP, potrebbe portare alla soppressione della redazione milanese.


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Fronte sindacale.
CHIUSURA IN VISTA
PER LA REDAZIONE
di  MILANO
di "A.P. PHOTO ITALIA"
Annunciato pure il licenziamento di un redattore. Gli undici fotogiornalisti della filiale italiana dell'Associated Press pronti con una prima raffica di dieci giorni di sciopero anche perché il redattore che i dirigenti americani vorrebbero eliminare è un rappresentante sindacale - L' "AP Italia" è attualmente l'azienda editoriale del nostro Paese che occupa il maggior numero di fotoreporter assunti con contratto giornalistico
di  Amedeo Vergani presidente Gsgiv dell'Alg


 


Milano, 6 febbraio 2010. Chiusura in vista per la redazione milanese di "AP Italia Photo Communications", la filiale italiana dell'agenzia Associated Press, colosso Usa dell'informazione a livello mondiale. I dirigenti americani dell'agenzia hanno infatti annunciato nei giorni scorsi di voler riorganizzare la presenza di AP nel nostro Paese concentrando a Roma la redazione e licenziando uno dei tre fotogiornalisti che compongono oggi lo staff milanese e che, tra l'altro, copre da svariati anni un ruolo molto attivo come rappresentante sindacale.


Dopo l'annuncio dell'azienda, l'assemblea dei fotogiornalisti dell' "AP Italia Photo" ha proclamato lo stato di agitazione mettendosi a disposizione per un primo "pacchetto" di dieci giorni di sciopero. L'aspetto che preoccupa maggiormente i colleghi è l'annunciato licenziamento di un fotoreporter ed il fatto che questa scelta, per giunta, sia caduta proprio su una persona che da svariati anni è impegnato sul fronte sindacale come membro del Comitato di redazione dell'agenzia.


"AP Italia Photo" è attualmente la struttura giornalistica con il maggior numero di fotogiornalisti assunti con tutti i crismi previsti dal Contratto nazionale di lavoro giornalistico. I redattori che ci lavorano sono undici, tutti giornalisti professionisti,  e in buona parte si alternano nella copertura, oltre che del ruolo di fotoreporter spesso inviati anche sui teatri dei principali avvenimenti internazionali , anche nelle varie mansioni di redattori fotografici. Nonostante la situazione di grave crisi economica che ha colpito l'AP a livello mondiale, la sua filiale italiana ha invece mantenuto i suoi bilanci in attivo.


Giovedì scorso, dopo una nuova assemblea, i fotogiornalisti dell'AP hanno chiesto un ulteriore incontro con l'amministrazione e la presentazione di un piano di ristrutturazione chiaro e dettagliato. Tra i vari aspetti non ben definiti ci sono pure le modalità con le quali l'azienda intende continuare, dopo l'eventuale chiusura, a dare lavoro ai  giornalisti dell'attuale redazione di Milano.


 


 





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