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Stampa

MINISTERO DEL LAVORO.
ANSA: firmato l’accordo
che persegue l’obiettivo di
una gestione non traumatica
di 55 esuberi. Stato di
crisi della durata di due anni.

Si farà ricorso al blocco del turn-over, al pensionamento di vecchiaia, al pensionamento di anzianità e al ricorso alla Cigs finalizzata al prepensionamento previsto dall'art 37 della legge n. 416/1981. PUBBLICHIAMO IL VERBALE DI ACCORDO e anche UNA LETTERA DI DISSENSO DI 35 REDATTORI.

Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali


DIREZIONE GENERALE DELLA TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO - DIVISIONE VII


                                VIA FORNOVO, 8 - 00192 ROMA - FAX 06.46834023


 


 


VERBALE DI ACCORDO


Il giorno 29 gennaio 2010, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla presenza del dotto Francesco Cipriani e della dott.ssa Debora Postiglione, si sono incontrate, formalmente convocate, le Parti Sociali interessate alla situazione occupazionale della Agenzia ANSA Soc. Coop. nell'ambito della procedura di esame congiunto ai sensi del D.P.R. n. 218/00 e per gli effetti della legge n. 416/81, come modificata dalla legge n. 62/01.


Sono presenti:


Per la Agenzia ANSA Soc. Coop., Alessandro Barberi e Giuseppe Cerbone;


Per la FIEG, Sergio Moschetti e Stefano Scarpino;


Per la FNSI, Giampaolo Gozzi;


Per il CDR ANSA, Maria Antonietta Avolio, Claudio Scarinzi, Roberta Celot e Francesco


Carbone;


Per l'Associazione Stampa Romana, Ninfa Paoli;


Per il Sindacato Giornalisti Marchigiani, Roberto Mencarini .


 


PREMESSO CHE


- le linee di intervento aziendali sono state oggetto di articolato confronto tra Azienda e CdR. In merito alla situazione di criticità economico-gestionale ed alle iniziative da attuare, anche in termini di investimenti. Le Parti hanno definito gli effetti occupazionali e i relativi interventi di gestione nelle intese aziendali, tenendo conto della nuova organizzazione del lavoro, approfondita successivamente con il Direttore dell'Agenzia per gli aspetti di competenza, e trasferita, nei relativi processi attuativi, nel contesto del Piano allegato;


- sulla base degli ulteriori chiarimenti forniti dall'Azienda nell'incontro del 15 gennaio u.s. in merito alla situazione economico-gestionale attuale e prospettica, anche alla luce dei risultati del 2009 e delle previsioni sull'anno in corso che confermano gli andamenti involutivi precisati nel Piano allegato, le Parti hanno considerato le criticità aziendali  che impone interventi immediati e strutturali per favorire una reale inversione di tendenza tesa a contrastare gli scenari negativi di mercato; in tale contesto sono stati evidenziati da parte dell'Azienda gli interventi avviati per il contenimento di tutte le voci di costo aziendale, interventi che proseguiranno in termini di razionalizzazione per tutto il periodo previsto nel programma di riorganizzazione, parallelamente a quanto precisato nel Piano stesso;


-nell'ambito dell'incontro suddetto, l'Azienda ha precisato, altresì, gli obiettivi di risanamento degli andamenti economico-finanziari. Tali obiettivi verranno favoriti da un sistema articolato di investimenti che interesseranno tutte le aree di intervento precisate nel Piano allegato e confermate nelle intese aziendali correlate; in particolare, gli investimenti saranno finalizzati a valorizzare gli assetti tecnologici e a rilanciare la presenza dell'Azienda nei diversi segmenti di mercato, anche attraverso la revisione del suo portafoglio e lo sviluppo della multimedialità.


Tali investimenti si realizzeranno essenzialmente sulla sede centrale, pur con effetti sulle altre


sedi, e ciò ai fini dei relativi adempimenti ispettivi correlati agli interventi gestionali degli


ammortizzatori sociali di competenza ministeriale;


- per quanto concerne la gestione delle eccedenze occupazionali, individuate in complessive 55


unità, le Parti hanno ribadito l'obiettivo di una gestione non traumatica delle stesse attraverso il


ricorso a pensionamenti e prepensionamenti, secondo quanto previsto dalla legge n. 62/2001 ed


in linea con le intese intervenute in sede nazionale in data 15 gennaio 2010.


 


                                            TUTTO CIO' PREMESSO


le Parti raggiungono il seguente accordo, di cui le premesse costituiscono parte integrante.


l) Le Parti convengono sulla sussistenza per l'Azienda della condizione di riorganizzazione  in presenza di crisi; pertanto, il piano passa alla fase attuativa a partire dal 1° febbraio 2010;


2) le eccedenze, conseguenti alla riorganizzazione prevista nel piano e nell'intesa correlata, vengono concordate in complessivi 55 giornalisti operanti nelle sedi di: Roma (44), Bari (l),


Bologna (2), Genova (2), Milano (l), Napoli (1), Perugia (1), Pescara (1), Trieste (1), Venezia


(1), tutti prepensionabili/pensionabili in base ai dati a disposizione dell'Azienda;


3) allo scopo di favorire una gestione non traumatica delle suddette eccedenze, si farà ricorso al blocco del turn-over, al pensionamento di vecchiaia, al pensionamento di anzianità e al ricorso


alla Cigs finalizzata al prepensionamento previsto dall'art 37 della Legge n. 416/81 e successive modificazioni;


4) la Cigs sarà richiesta a partire dal 1° febbraio 2010 per la durata di 24 mesi, fino al 31 gennaio 2012 e fino ad un massimo di 55 giornalisti in possesso dei requisiti per il  pensionamento ex art. 33 CnIg oppure per il prepensionamento ex legge 416/1981 ovvero che matureranno, nell'ambito del predetto biennio, detti requisiti. Pertanto, la Cigs non sarà a rotazione e l'Azienda anticiperà il relativo trattamento di competenza dell’Inpgi;


5) Laddove nel corso di vigenza del presente accordo il numero dei giornalisti che dovessero maturare i requisiti per il prepensionamento dovesse essere superiore rispetto al numero degli esuberi individuati, le Parti convengono che, nell'ottica di una complessiva tutela dei lavoratori interessati, i giornalisti da avviare in CIGS da parte dell'Azienda saranno individuati, in linea con le competenze del Direttore della testata, sulla base dei criteri riportati nelle intese aziendali allegate al presente accordo e con le gradualità dallo stesso Direttore definite.


6) l'attuazione del Piano allegato e del presente accordo saranno oggetto di verifica periodica attraverso incontri trimestrali in sede aziendale tra Azienda e C.d.R. Tre mesi prima della conclusione del biennio di riorganizzazione, le Parti aziendali si incontreranno per analizzare l'attuazione di quanto previsto nel presente accordo in merito al raggiungi mento degli obiettivi prefissa ti. Eventuali problemi che dovessero insorgere nell' ambito delle suddette verifiche


verranno trasferiti alla cognizione delle Parti nazionali per favorirne la tempestiva soluzione;


7) fermo restando che durante il periodo di ricorso agli ammortizzatori sociali non si potrà procedere ad assunzioni, in caso di eventuali esigenze di assunzioni per acquisire specifici apporti professionali si procederà secondo quanto stabilito dal punto 8 dell'Allegato D al vigente Cnlg;


8) per quanto non espressamente previsto nel presente verbale di accordo, si fa riferimento, per


quanto compatibile, alle intese intervenute in sede nazionale ed aziendale.


Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, preso atto dell'accordo raggiunto dalle Parti, dichiara formalmente esperito e concluso con esito positivo l'esame congiunto ai sensi del D.P.R. n.


218/00 e per gli effetti della Legge n. 416/81, come modificata dalla legge n. 62/01, e dei DD.MM.


24 luglio e 8 ottobre 2009 (n. 47385) .


seguono le firme


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


ANSA. I tanti limiti del


criterio anagrafico


alla base della scelta


dei 55 esuberi (divisi


per di più in due parti)


 


Milano, 1 febbraio 2010. Pubblichiamo un documento sulla crisi dell’Ansa elaborato da 35 dei 55 colleghi pensionati o prepensionati e firmato da Roberto Maggi. Ormai le decisioni a livello ministeriale sono state già prese. Questo documento, inoltrato l’11 gennaio ai vertici della Fnsi e dell’Associazione stampa romana nonché al Cdr dell’Agenzia, vale come testimonianza del malessere esploso in una grande redazione italiana.


 


 


PREMESSA


I giornalisti dell’Ansa inclusi nella lista dei 55 colleghi destinati al prepensionamento in una lettera inviata alla Federazione nazionale della stampa e alla Stampa romana il 3 dicembre scorso hanno espresso ‘’profonda insoddisfazione’’ per i contenuti del piano approvato a maggioranza con un referendum. Hanno denunciato il criterio PURAMENTE ANAGRAFICO con cui sono stati scelti i colleghi in esubero, hanno stigmatizzato la scelta di dividere la lista dei 55 in due parti con evidente ed ingiustificata discriminazione tra i primi 40 destinati a sicuro prepensionamento e i successivi 15 che potrebbero essere ‘’salvati’’ da esodi volontari e hanno messo in evidenza l’esiguita’ degli incentivi. In quella lettera si chiedeva percio’ alla Fnsi  di modificare in sede Fieg il piano anche in considerazione di un’ accelerazione dei tempi della trattativa assolutamente ingiustificata.


 


I PROVVEDIMENTI DELLA VIGILIA DI NATALE


Alla vigilia di Natale e a pochi giorni dall'apertura del tavolo FIEG chiamato a valutare il piano di crisi aziendale da presentare al Ministero del Lavoro, l'Ansa  ha varato due provvedimenti che prevedono una trentina di avanzamenti e promozioni, che fra l’altro riguardano fiduciari di redazione e componenti del CdR impegnati nella trattativa, e l’assunzione di un giornalista destinato a coprire il ruolo di vice capo della redazione politica. Una bella infornata, come non si ricordava da molti anni: dai tempi delle vacche grasse. Questi provvedimenti - varati con due  ordini di servizio del direttore datati 23 dic 2009 - prefigurano una vasta ristrutturazione redazionale con modalità che smentiscono nei fatti le asserite difficoltà economiche dell’agenzia. 


Non intendiamo discutere i meriti individuali dei beneficiati, né mettiamo in dubbio il potere del direttore di procedere a promozioni e avanzamenti. Diciamo semplicemente che un intervento di questo genere è incomprensibile. In termini di spesa, per quanto sia difficilmente quantificabile con esattezza, peserà sul bilancio dell’Ansa certamente oltre tre milioni di euro in due anni. Una spesa incompatibile con la crisi aziendale fino a ieri prospettata alle organizzazioni sindacali dagli amministratori dell’Ansa, che hanno descritto una situazione di pesanti ristrettezze economiche destinata ad aggravarsi; una situazione alla quale si intende rispondere con il piano di crisi che prevede un drastico taglio della redazione, superiore al 20% dell’organico, da realizzarsi con il prepensionamento NON CONSENSUALE di 55 giornalisti nel 2010-2011. 


All’Ansa le assunzioni erano state bloccate a febbraio del 2007, in concomitanza con un piano di prepensionamenti volontari che ha portato all’uscita incentivata di 34 giornalisti . Dai primi di agosto - quando l’azienda ha comunicato al cdr l’intenzione di procedere alla riorganizzazione – al 23 dicembre scorso sono stati assunti altri 4 colleghi precari, la cui posizione avrebbe dovuto essere regolarizzata in base a precedenti intese.


E’ difficile sostenere che in mancanza di questa assunzione esterna, per un incarico di medio livello, certamente non classificabile come apicale, o di una così lunga catena di promozioni e di riconoscimenti sarebbe rimasto qualche buco nell’organigramma o nella produttività dell’agenzia, poiché l’azienda, proprio fra i prepensionandi, ha a disposizione alte professionalità a ogni livello di competenza. Lo diciamo anche rispetto ad altre assunzioni che seguiranno a breve scadenza, secondo impegni prospettati dai nostri rappresentanti sindacali  e pubblicamente dal direttore.


Denunciamo questo modo di procedere e ci opporremo in ogni sede a questa e altre ingiustizie, anche attraverso le vie legali.


Nell’immediato, riteniamo che il comportamento dell’Ansa abbia un’ immediata ricaduta sulla trattativa in corso per l’approvazione del piano di crisi aziendale. Si prenda atto che gli ordini di servizio del 23 dicembre 2009 rendono impossibile la prosecuzione dell’iter per lo stato di crisi iniziato il 5 agosto scorso, sfociato nel verbale di accordo firmato dal Cdr il 5 novembre e successivamente approvato a maggioranza con voto referendario. Di fronte a una nuova situazione è inevitabile ridiscutere i presupposti e i contenuti dell’ accordo. Le ultime scelte aziendali rivelano una situazione economica dell’azienda diversa, più florida di quella prospettata al momento del referendum. Chiediamo pertanto alla FNSI e all’Associazione della Stampa Romana di non sedersi al tavolo con la FIEG finché l’Ansa non avrà fornito i dovuti, circostanziati chiarimenti e apportato i necessari correttivi e il nuovo quadro non sarà stato vagliato dall’assemblea dei giornalisti. 


Consideriamo incomprensibile il comportamento  del Cdr e lo invidiamo a tenere nel debito conto le nostre osservazioni  e a fornire documentate risposte in assemblea. Siamo molto preoccupati  per il danno materiale che procedure così disinvolte possono avere sul nostro futuro occupazionale e sull’ammontare delle nostre pensioni. Siamo ancor più preoccupati per il futuro della prima agenzia nazionale, e per i danni che una rottura della solidarietà collettiva a fronte di una così palese violazione delle regole può avere sul destino dell’Ansa. Siamo preoccupati per i danni che un atteggiamento sindacale  acquiescente, di basso profilo, assolutamente ingiustificate nella situazione in cui ci troviamo, può avere sul sindacato dei giornalisti, sulla sua possibilità di incidere in futuro sulla vita aziendale, sulla credibilità della sua insostituibile funzione di difensore disinteressato di tutti i giornalisti e di garante dei diritti dei più deboli; in altre parole, di custode della solidarietà collettiva.


 


Roberto Maggi come rappresentante di 35 colleghi dell'Ansa.


ROMA, 11 gennaio 2010


 


 


 


 


 


 





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