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Stampa

La resa all’Europa delle banche
punisce i professionisti organizzatori
dei saperi della Nazione. Basta!

Prodi compassionevole
verso il cronista che
incassa 7 euro a pezzo:
perché il Governo
non vara tariffe
obbligatorie minime
per i giornalisti?
Perché la Fnsi tace
sulle parole di Prodi?

Frattanto professioni
in rivolta contro
il decreto Bersani/Visco.


Milano, 3 gennaio 2007. Romano Prodi si è occupato più volte del contratto dei giornalisti, che è ancora in alto mare. In una dichiarazione rilasciata all’Ansa (era il 4 dicembre 2006) ha detto: «Non ho mai visto una posizione così dura da parte degli editori... non si tratta di un problema economico ma vogliono proprio incidere sul sistema...». Così Romano Prodi, conversando con i giornalisti sull'aereo che lo riportava a Roma da Atene, ha commentato la complessa vertenza per il rinnovo del contratto dei giornalisti  Il premier ha anche fatto un esempio di situazioni «assurde» per quanto riguarda il precariato: «Penso a qualche giovane vostro collega che viene sotto casa mia a Bologna per farmi delle domande e poi prende sette euro per un pezzo... quando parlo di precariato, parlo di queste cose». Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il 26 dicembre successivo (fonte: Agi) ha aggiunto:  "La Fieg ha fatto fallire i nostri tentativi di mediazione. Ora il Governo passi alla fase delle decisioni". 


Il problema dei giornalisti precari si potrebbe risolvere in un solo modo, varando tariffari vincolanti con compensi minimi e ponendo, come avviene in Francia, in capo alle aziende editrici, l’obbligo di versare i contributi direttamente all’Inpgi/2.. Si dirà  che con la legge Bersani/Visco i tariffari sono stati aboliti. D’accordo. Ma  nessuna decisione è eterna. Il Governo potrebbe pentirsi e respingere i diktat dell’Europa dominata dalle grandi imprese, dalla banche  e dalle assicurazioni, che hanno dichiarato guerra, da anni, alle professioni intellettuali.  Nessun dirigente del sindacato dei giornalisti ha preso posizione sulle dichiarazioni lacrimevoli di Prodi. Non sarebbe il caso di  suggerirgli di riflettere sulle tariffe obbligatorie minime?  Damiano dice che il Governo dovrebbe passare alla fase delle decisioni. Sarebbe ora. Frattanto le professioni intellettuali hanno  aperto le ostilità con il  Governo e chiedono il ripristino delle tariffe  obbligatorie o minime. Bisogna ricordare al trio Prodi/Bersani/Visco che i professionisti sono gli organizzatori dei saperi della Nazione. Una politica contro i professionisti (5 milioni di cittadini) non ha futuro! (fr.ab).


 


PROFESSIONI: AVVOCATI, RIVEDERE NORME SU PUBBLICITA' E TARIFFE GRILLO (OUA), IN PARLAMENTO INSISTEREMO SU QUALITA' E FORMAZIONE.


Roma,  2 gennaio 2007. Gli avvocati e più in generale i professionisti italiani giudicano con aperta ostilità le norme legate alla pubblicità e all'abolizione delle tariffe obbligatorie o minime, peraltro tecnicamente in vigore da ieri. Ed ora, ricordano gli addetti ai lavori, si aprirà la fase complessa della revisione dei singoli codici di autodisciplina degli ordini. ''Per quanto ci riguarda - spiega Michelina Grillo, presidente dell'Oua, l'Organismo unitario dell'avvocatura - rimangono immutate le nostre critiche su quanto previsto dal Dl Bersani, che ha abolito i divieti fissati dai codici deontologici. Quindi - aggiunge - chiediamo ancora una volta che vengano modificate queste norme per fissare al contrario adeguati paletti a tutela del cittadino''. E in Parlamento, rileva, ''continueremo a spiegare che anziché puntare sul capitolo 'costi' sarebbe meglio concentrarsi su 'qualita'' e 'formazione', e questo perché è preferibile che i consumatori continuino ad avere a che fare con professionisti preparati piuttosto che a basso prezzo''. Il pacchetto di rimostranze, rammenta Michelina Grillo, verrà reso noto già a partire da metà gennaio, quando le commissioni Giustizia e Attivita' Produttive della Camera riunite avvieranno le audizioni in tema di riforma delle professioni. Istanze che il 31 gennaio, ricorda, verranno ribadite a Bruxelles nell'ambito di un simposio con gli avvocati europei nel quale ''cercheremo di far capire, soprattutto nel nostro Paese, quali sono le normative approvate in ambito Ue, senza dimenticare di sottolineare l'incostituzionalita' del decreto Bersani''. Da ultimo, conclude, ''vorrei ricordare due cose: la prima e' che Bersani ha nei fatti ignorato la nostra realta', diversamente da quanto fatto dal ministro della Giustizia Mastella; e poi che un avvocato privo di scrupoli con le nuove norme non avrebbe nessuna difficoltà ad arricchirsi. Naturalmente sulle spalle dell'incauto consumatore''. Sfumature diverse ma con uguale sostanza quelle utilizzate da Maurizio De Tilla, presidente della Federazione degli ordini degli avvocati europei (Fbe) e dell'Associazione degli enti previdenziali privati (Adepp). ''Intanto ribadisco che l'Ue ha definito legittimi i minimi fissati per le tariffe italiane, e ciò - sottolinea - prevale sul Dl Bersani''. Per quanto riguarda poi la pubblicità ''il provvedimento dovrà essere fatto proprio dal Consiglio nazionale forense che avrà la possibilità di mettere nuovi paletti''. Poi, osserva, ''si parla tanto di rispetto dei consumatori ma si dimentica che questi potranno essere danneggiati da un drastico abbassamento della qualità delle prestazioni, visto che si vuole portare i nostri avvocati ad essere considerati alla stessa stregua di lavoratori subordinati, e da una concorrenza selvaggia, visto che gli albi sono superaffollati''. Giudizio articolato, infine, quello di Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, organismo di rappresentanza sindacale di 16 organizzazioni associative di 4 macro comparti, tra cui quello giuridico. ''Noi diciamo no alla pubblicità comparativa e sì invece a quella informativa, anche perché' non mi sembra negativo specificare quali sono le proprie competenze specifiche''. Per quanto riguarda le tariffe, Stella giudica ''falsa'' l'ipotesi che il consumatore possa sentirsi d'ora in poi più tutelato, ''anche perché si rischia di dequalificare la prestazione professionale, avvantaggiando coloro che hanno più risorse''. In termini complessivi, afferma, ''bisogna dare più opportunità per lavorare e competere meglio. E rispondere cosi' ai consumatori in termini di qualità, senza però stravolgere l'impostazione italiana che altri Paesi del mondo ci invidiano''. (ANSA). TEO 02-GEN-07 17:49


 PROFESSIONI: CON IL 2007 TARIFFE LIBERE E SI' A PUBBLICITA' SECONDO QUANTO PREVISTO DA LEGGE BERSANI SULLE LIBERALIZZAZIONI.


Roma, 2 gennaio 2007. Il 2007 porterà novità sostanziali per i professionisti italiani. A seguito dell'approvazione della legge Bersani, a partire dal primo gennaio sono stati apportati cambiamenti sostanziali nelle tariffe degli studi e nella pubblicità. Il Dl Bersani ha infatti sancito l'abrogazione della norme che fissano tariffe obbligatorie o minime, vale a dire ''il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi prefissati''. Per la pubblicità il nuovo provvedimento prevede invece l'abolizione delle disposizioni che prevedono per i professionisti ''il divieto di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni, le caratteristiche e il prezzo delle prestazioni''.(ANSA). TEO 02-GEN-07 17:49





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