Home     Cercadocumenti     Chi è     Link  

Cerca documenti
Cerca:
in:


Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
  » Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  Recensioni
Stampa

MARCO VOLPATI
SORELLA RADIO,
MAMMA TIVU’,
(Edizioni CUEM,
2009, pag 234 € 21)

Dopo trent’anni di lavoro in radio e televisione, e altrettanti di impegno in organismi di categoria dei giornalisti – sindacato, INPGI e alla fine Ordine – Marco Volpati, raggiunta la pensione, si è dedicato a una vecchia passione: l’insegnamento. Da qualche anno è docente a contratto di Teorie e tecniche della comunicazione radio-televisiva all’Università Statale di Milano. Dalla sue esperienze di studio ha tratto adesso lo spunto per la pubblicazione di un’opera, a metà strada tra il manuale e il saggio. E’ edita dalla CUEM, Cooperativa universitaria editrice milanese, con un titolo per niente accademico: Sorella radio, mamma tivù. Del resto quelli che come Volpati approdano all’insegnamento universitario alla fine della carriera non hanno timore a portare negli atenei stile e linguaggio proprio del mestiere di giornalista, e quindi una particolare attenzione per la chiarezza e l’interdisciplinarietà. Perché una è chiamata sorella e l’altra mamma? Perché se la radio ha assunto il compito di mezzo di comunicazione confidenziale, personale, individuale – rivolgendosi a noi da pari a pari come in un rapporto fraterno – la tv, almeno quella più tradizionale e, come si dice in gergo, “generalista”, si comporta come un genitore: affettuosa, accattivante, suadente, ma anche spesso autoritaria e decisa a plasmare le personalità dei figlioli.


Volpati ci ricorda che i due mezzi sono parenti strettissimi. Anzi la televisione è nata come una radio capace di trasmettere, sfruttando le medesime onde hertziane, l’immagine in aggiunta al suono. Quando a Milano nel 1939 ne venne data una prima dimostrazione pubblica la si definì proprio “radiovisione”. Poi, dopo la guerra mondiale quando la tv trovò il terreno fertile per uno sviluppo veloce e sorprendente, si differenziò nettamente la strada dei due media capaci di comunicare a distanza attraverso l’etere senza bisogno di collegamenti materiali.


La radio si è svincolata dal potere e dai condizionamenti. Se ha fatto politica, e ne fa ancora, è stato per dare con il massimo di pluralismo la parola a qualsiasi tendenza: ecco allora le radio di partito, di tendenza, di gruppo e quelle religiose che occupano un posto importante nel panorama ricchissimo delle emittenti.


Tutta l’attenzione, anche ossessiva, del potere si è concentrata allora sulla televisione. In Italia più che altrove, ma un poco dappertutto, il messaggio televisivo è stato considerato decisivo per influenzare o anche condizionare l’opinione pubblica. Di qui le lotte per il controllo, le legislazioni antitrust, gli scontri tra emittenza pubblica e privata. E la pratica della lottizzazione, sempre perseguita anche quando è negata.


Tra i tanti che si esercitano nelle previsioni del futuro, Volpati dice la sua. E’ un’opinione ottimistica, nel senso di una maturità immaginata del mezzo televisivo, paragonabile alle strade che hanno coperto in precedenza la stampa nel corso di mezzo millennio e il cinema in un secolo. Tecnologie digitali, flessibilità e possibilità sempre maggiori di scelta da parte del pubblico, immagina Volpati, renderanno la televisione sempre importante come mezzo, ma assai meno come messaggio. Un medium disponibile per contenuti diversificati, alti e bassi, forti e deboli, di conoscenza e di puro intrattenimento; come accade all’edicola o in libreria. Il Grande Fratello, quello di Orwell, dovrebbe restare un incubo frutto della immaginazione letteraria. (r.r.).


 


 





Sito aggiornato al 5 febbraio 2025
Già editore/proprietario/direttore: Franco Abruzzo (3.8.1939-12.4.2025) Per qualsiasi informazione rivolgersi a Vittoria Abruzzo vittoria.abruzzo@gmail.com
© Copyright 2003-2025 Franco Abruzzo, successori e rispettivi titolari - Tutti i diritti riservati
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR)