RUSSIA: CENTINAIA PROTESTANO A TOMSK per la morte di un GIORNALISTA in carcere. Dal 1993 al 2009 sono 300 i cronisti uccisi.
Mosca, 24 gennaio 2010. Centinaia di persone sono scese oggi in piazza nella città russa di Tomsk per protestare contro la morte di un giornalista, deceduto dopo un sospetto pestaggio della polizia in carcere. Il giornalista, di cui non è stato reso noto il nome, era stato arrestato nella città siberiana la notte di Capodanno per aver bevuto troppo. L'uomo, 47 anni, sarebbe poi stato brutalmente picchiato in carcere il 4 gennaio. Condotto in ospedale, è rimasto in coma oltre due settimane prima di morire. I manifestati portavano cartelli e scandivano slogan in cui parlava di «scandalo per la Russia». La protesta era diretta anche contro il ministro russo degli Interni, Rashid Nurgalijev, che ha destituito il capo della polizia di Tomsk solo dopo un diretto intervento del presidente russo Dmitry Medvedev. Il poliziotto presunto autore del pestaggio, che ha 26 anni, ha dichiarato di aver agito in seguito allo stress della sua vita privata e ora rischia 10 anni di carcere. Tre altri agenti in servizio al momento del pestaggio sono stati destituiti. (Adnkronos)
300 I GIORNALISTI UCCISI IN RUSSIA DAL 1993 ALL’INIZIO DEL 2009, OLEG PANFILOV (CJES): "LA RUSSIA E ’ DI NUOVO UNA DITTATURA"
“Sono 300 i giornalisti uccisi nella Federazione Russa dal 1993 (anno della fine dell’URSS) fino all’inizio del 2009. Il dato è il risultato del primo rapporto sistematico sulla morte dei giornalisti in Russia pubblicato dalla Federazione Mondiale dei giornalisti ( IFJ ) e curato dal Centro per il Giornalismo in Situazioni Estreme ( CJES ) con sede a Mosca, al cui direttore, Oleg Panfilov, è stata assegnata la Nona Edizione del Premio internazionale per la libertà di informazione "CITTA’ di SIENA - ISF“. Panfilov, che ha recentemente abbandonato la Russia per trasferirsi in Georgia, dopo aver subito pesanti minacce, nel corso della premiazione ha affermato:."Non si può vivere in un Paese dove stampa e televisione mentono, il governo mente e la gente ha paura. In Russia è oggi in atto un revival della cultura politica sovietica e si prefigura una nuova dittatura". La Russia è collocata al 174 (su 175) nella classifica 2009 per la libertà di stampa stilata dal Freedom House, al 153 posto (su 195) in quella di Reporters sans frontières e al terzo fra quella dei 10 Paesi con meno libertà di stampa del Committee to Protect Journalists. Il 75 per cento dei Russi si informa solo attraverso la tv e quasi tutti i canali televisivi sono sotto il controllo diretto o indiretto del Cremlino. Le leggi sul terrorismo hanno reintrodotto il reato di alto tradimento, di staliniana memoria, che prevede da 12 a 19 anni di carcere e negli ultimi sei mesi sette giornalisti sono stati arrestati con questa accusa". "A venti anni dalla caduta del Muro di Berlino - ha dichiarato il presidente di ISF Stefano Marcelli – la Russia non è libera . Il popolo russo è povero, triste e intimidito da chi lo governa e i giornalisti sono testimoni scomodi che vanno messi a tacere con qualunque mezzo“.
(Testo pubblicato il 6/12/2009 in http://annap.splinder.com/post/21829073/Trecento+giornalisti+uccisi+in)
|