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GIORNALISTI: ADDIO
A DON ZEGA, L'EX
DIRETTORE CHE
MODERNIZZÒ
«FAMIGLIA CRISTIANA».
NEL 1998 FU COSTRETTO
ALLE DIMISSIONI
PER LA SUA LINEA
“SPREGIUDICATA”.

In coda articolo di Gianni Riotta

 


Milano, 6 gennaio 2010.  Era una delle voci più popolari della visione cristiana sulle quotidiane vicende del mondo, che ha spiegato sui giornali di casa sua, la Periodici San Paolo, e soprattutto per quasi vent'anni su «Famiglia Cristiana». Don Leonardo Zega, storico direttore di «Famiglia Cristiana» tra il 1980 e il 1998, è morto ieri sera, all'età di 81 anni, a Milano, in seguito ad un infarto cardiaco. Il sacerdote-giornalista ha cercato di far convivere nel settimanale le due vocazioni della casa editrice religiosa: condividere la modernità e orientarla alla fede. Un obiettivo che ha fatto il successo della rivista, per un certo periodo la più venduta in Italia (poi la leadership è stata conquistata da «Tv Sorrisi e Canzoni»), ma ha procurato anche non pochi grattacapi a don Zega, specie con le gerarchie ecclesiastiche, che spesso non hanno gradito le sue posizioni sulle questioni morali, giudicate spregiudicate e troppo 'liberal'. A costargli la nomea di direttore «ribelle» furono le sue risposte nella seguitissima rubrica «Colloqui col padre», dove per 18 anni ha dialogato con i lettori su temi scabrosi come i rapporti prematrimoniali, l'omosessualità, il divorzio, l'educazione sessuale, la pillola, l'aborto, e più in generale in materia di costume. Nel 1997 il cardinale Camillo Ruini, allora presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), criticò la linea editoriale delle riviste dei Paolini, tra cui «Famiglia Cristiana», per la loro «estrema spregiudicatezza» nei temi morali e religiosi. Al centro delle critiche del capo dei vescovi c'erano proprio gli interventi sull'educazione sessuale. Don Zega si difese ricordando che il suo settimanale non aveva mai sostenuto eresie e che era perfettamente in linea con il magistero della Chiesa. Agli inizi del 1998 però le polemiche esplosero di nuovo e la Santa Sede decise di «commissariare» i Paolini con la nomina del vescovo Antonio Buoncristiani a delegato pontificio dell'ordine, fino all'elezione del nuovo superiore generale.


Don Zega dichiarò che avrebbe continuato per la sua strada: «Se vorranno cambiare la linea editoriale di »Famiglia cristiana« dovranno prima di tutto cambiare direttore. Dirigo la rivista da 17 anni e mai nessuno mi ha imposto qualche cosa». Dopo una guerra editoriale di mesi, don Zega lasciò la direzione del settimanale con effetto dal 19 aprile 1998, giorno del suo settantesimo compleanno. Don Zega si dimise incassando però la solidarietà di buona parte della redazione e al suo posto venne nominato il teologo don Franco Pierini che resse la direzione provvisoriamente per un anno. Poi il testimone è passato a don Antonio Sciortino, che era il vice di Zega. Nel 2008 don Zega è stato richiamato in servizio dalla Periodici San Paolo, affidandogli la direzione di «Club 3», il mensile per gli 'over 50', che recentemente aveva cambiato nome in «Vivere in armonia». Nato a Sant'Angelo di Pontano (Macerata) il 19 aprile 1928, Leonardo Zega compì gli studi a Roma presso il seminario della Società San Paolo, congregazione di cui da allora era membro, e all'Università Gregoriana, dove si laureò in teologia. Ordinato sacerdote nel 1954, ha sempre lavorato nel settore giornalistico, prima all'Ufficio Edizioni Centrali della San Paolo, quindi nella redazione di «Orizzonti» e di «Famiglia Cristiana». Giornalista professionista, ha trascorso sei anni all'estero, in Estremo Oriente. Don Zega è stato direttore di «Famiglia Cristiana» dall'aprile 1980 al marzo 1998. Dal 1967 viveva e lavorava a Milano, alla Periodici San Paolo, società di cui è stato amministratore delegato fino al marzo 1995. È stato per sei anni editorialista del quotidiano «La Stampa» ed ha ricoperto l'incarico di presidente dell'Associazione Don Giuseppe Zilli. Tra i suoi libri si ricordano «Colloqui col padre» (Mondadori, 1995) e «I volti dell'amore» (Garzanti, 1999). Nel 1998 ha ricevuto il Premio Saint Vincent per il giornalismo.


Diventato vice direttore del settimanale dei Paolini nel 1968, all'epoca in cui era guidato da don Giuseppe Zilli, don Zega contribuì a modificare lo stile di «Famiglia Cristiana», facendone un organo di informazione a tutto tondo, punto di confronto fra i cattolici italiani e tribuna delle idee cattoliche nei confronti della società italiana. Arrivato a punte di 2 milioni di copie, con la direzione di Zega la rivista venduta in tutte le chiese italiane si stabilizzò sul milione di copie e la sua voce «critica» seppe farsi ascoltare anche fuori dal recinto «parrocchiale». (Adnkronos)


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DOMANI A MILANO I FUNERALI DI DON ZEGA. VENERDÌ LA TUMULAZIONE DELLA SALMA AD ALBA


Milano, 6 gennaio 2010.  I funerali di don LeonardoZega,ex storico direttore del settimanale «Famiglia Cristiana», si terranno domani a Milano, alle 16, nella chiesa di San Pietro in Sala. Venerdì la salma sarà tumulata ad Alba, dove si trova la casa madre dei Periodici San Paolo,dopo la celebrazione eucaristica che si terrà alle ore 10.30. «Con la scomparsa di don Zega, la Società San Paolo perde una lucido intellettuale cheè stato sempre impegnato sul fronte della diffusione del messaggio evangelico con i moderni e spesso tormentati strumenti della comunicazione sociale. La redazione si unisce nella preghiera ricordandolo con affetto». Così si legge in un comunicato apparso sul sito on line della rivista paolina «Club3 - Vivere in armonia», di cui don Zega era attualmente direttore. «Il nostro direttore don Leonardo Zegaè morto ieri sera a Milano a seguito di un infarto cardiaco. Era venuto a salutarci in redazione ieri in tarda mattinata. Appariva stanco. Ci ha raccontato che era appena stato alle pendici del monte Sinai. “C'erano 30 gradi«, ha detto con un filo di voce, »passare da quel caldo al freddo intenso di Milano è uno shock. Ora devo curare questa brutta bronchite”. Non l'abbiamo più rivisto. Per la redazione e tutta la San Paolo è una grande perdita», ricorda il comunicato del mensile. «Negli ultimi anni don Zega ha diretto Club3, prima come direttore responsabile e poi come direttore. Ma il suo nome è legato soprattutto alla grande avventura del settimanale Famiglia Cristiana che, durante gli anni '80, sfiorava spesso il milione e mezzo di copie. La sua visione cattolica del giornalismo - ricorda il comunicato - gli aveva procurato più di un conflitto con alcuni esponenti della gerarchia ecclesiastica. Insieme a un altro grande direttore, don Giuseppe Zilli, aveva trasformato Famiglia Cristiana in un settimanale moderno e aperto senza essere mai eretico o irriverente. Un compito non facile anche sul piano politico. Don Zega applicava infatti alla lettera l'alberoniano “parlare di tutto cristianamente. Aggiungiamo noi senza nascondere nulla». (Adnkronos)



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DON ZEGA, il prete giornalista che parlava a ciascun fedele


di Gianni Riotta per Il Sole 24 Ore


Ci sono bravi preti e bravi giornalisti, ma tra i bravi preti bravi giornalisti don Zega era il migliore: come sacerdote e come collega. Scomparso martedì a Milano, a 82 anni, Leonardo Zega era celebre come direttore del settimanale Famiglia Cristiana, dal 1980 al 1998, quasi due decenni in cui la sua rubrica "Colloqui con il padre" accompagnò l'evoluzione della morale cattolica italiana con carità, fede e straordinaria arguzia. Ordinato sacerdote nella Compagnia di San Paolo nel 1954, don Zega, come tutti lo chiamavano, era andato nelle Filippine, imparando una realtà negata a tanti suoi confratelli: che il cattolicesimo del XX secolo muta in modo formidabile, negli usi, i costumi, le anime, tra città e campagna, paesi ricchi e paesi poveri.La sfida epocale della Chiesa, mantenere un credo e una predicazione universali in un mondo così fratto, fu poi interpretata dalla Cei con un richiamo forte al centralismo, nella  pratica pastorale e in politica. Leonardo Zega, uomo mite, preferì guardare al singolo fedele, alla mamma alle prese con il figlio inquieto, alla sposa confusa davanti alla rivoluzione sessuale, all'uomo di mezza età frustrato dall'età del consumismo in amore. Rispondeva come un confessore pubblico, sempre intento a confortare e salvare il peccatore -vero o presunto che fosse- e non a condannarlo al rogo mediatico.Quando infine dovette lasciare Famiglia Cristiana, che aveva portato al record di vendita di due milioni di copie con medie oltre un milione, troppo forte il contrasto con la gerarchia e il suo dissenso in politica, non cedette neppure per un attimo alla solita rancorosa grancassa italiana. Se fu amareggiato, e certo non gli piacque lasciare il lavoro della vita, portò la sua croce in silenzio. E quando alla Stampa, allora diretta da Marcello Sorgi, gli offrimmo una collaborazione, la accettò di buon grado e, genio del giornalismo, seppe intrecciare con i lettori del più nobile tra i giornali laici un colloquio fecondo e caloroso. Arrivò insieme a lui Mina, grande artista che debuttava nel giornalismo, e in breve la strana coppia, il parroco d'Italia e la cantante più amata d'Italia, stregarono i lettori. Parlavano il loro linguaggio, non erano rinchiusi nel circo dei media, erano benedetti dal buon senso, virtù così rara. Questo era il don Zega giornalista, premiato nel 1998 con il Saint Vincent. Il prete era altrettanto semplice e profondo, presente al battesimo a al sacramento degli infermi, sollecito con gli amici, il suo telefonino sapeva sempre squillare nei momenti più duri, pronto a pregare, con discrezione. Per i suoi amati fratelli e sorelle dei Paolini aveva una sollecitudine paterna. Dirigeva ora 3, periodico per gli anziani, ma segnalava Famiglia Cristiana e le sue iniziative senza che nessuno lo sapesse, allenatore in tribuna senza smania di apparire. Lo invitai tante volte al Tg 1, gli proposi una rubrica: disse sempre "No grazie, il mio tempo pubblico è terminato".Che un uomo così mite abbia ricevuto tanti insulti, molti li trovate ancora online, ghiacciati per sempre dal rancore che inquina il cuore di chi li ha vergati, è per noi fonte di rammarico e di incoraggiamento. Rammarico per un paese in cui la bontà e la verità son ripagati a calunnia. Incoraggiamento perché è dunque possibile lavorare come lui, ricevere l'odio senza odiare, il rancore senza ricambiarlo, il disprezzo senza disprezzare. Il giornalista don Zega cercava la verità, il sacerdote don Zega credeva nella Verità, ma nel mio amico Leonardo non ho mai saputo vedere dove finisse l'uno e cominciasse l'altro. I funerali domani a Milano, ore 16 chiesa di San Pietro in Sala.


gianni.riotta@ilsole24ore.com






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