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  I fatti della vita
Stampa

GIORNALISTI:
1) radiocronista
ucciso in Bulgaria.
2) Iran: 7 anni di cella
e 34 frustate a un
oppositore del regime

BULGARIA: UCCISO A SOFIA GIORNALISTA DELLA RADIO


Sofia, 5 gennaio 2010.  Un giornalista della radio bulgara, Boby Tsankov, è stato ucciso questa mattina nel centro di Sofia. Ne ha dato notizia il ministero degli Interni. Trent'anni, molto noto e molto controverso, con alle spalle guai giudiziari per truffa e non solo, Tsankov è stato freddato nei pressi da due uomini armati nei pressi della cattedrale di Santa Nedelya. Secondo i media bulgari, il giornalista, che seguiva le orme dello scrittore Georgi Stoev impegnato a raccontare le storie della mafia bulgara, era pronto a fare importanti rivelazioni sul crimine organizzato. Lo stesso Stoev era rimasto ucciso nell'aprile del 2008 in un agguato simile a quello in cui ha perso la vita oggi Tsankov. Negli anni scorsi, il giornalista era già stato oggetto di due falliti attentati. Il primo, nel novembre del 2003, quando una bomba era esplosa di fronte all'appartamento dei suoi genitori: allora nessuno era rimasto ferito. Il secondo, nel 2004, quando era esploso un ordigno piazzato di fronte alla sua abitazione: in quell'occasione Tsansko era rimasto ferito. Negli anni scorsi, inoltre, il nome del giornalista era stato legato ad un tentativo di omicidio di Vanya Chervenkova, che gli aveva fatto causa sostenendo di avergli dato 50mila lev bulgari, circa 25mila euro, per fare pubblicità alla radio alla ditta di acque minerali di cui è proprietaria, pubblicità che non venne mai trasmessa. (Adnkronos)


 


IRAN: OLTRE 7 ANNI di RECLUSIONE E 34 FRUSTATE PER GIORNALISTA.


Teheran, 5 gennaio 2010. Sette anni e quattro mesi di reclusione e 34 frustate è la condanna pronunciata dalla magistratura iraniana per un giornalista, Bahman Ahmadi-Amui, arrestato in seguito alle proteste contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad. Lo rende noto oggi il sito dell'opposizione Jaras. Ahmadi-Amui, specializzato in economia, è in carcere dal 20 giugno scorso, quando fu arrestato insieme con la moglie, Jila Bani-Yaqub, anch'ella giornalista, poi rimessa in libertà. Lo scorso novembre la televisione di Stato ha reso noto che 86 persone erano state condannate in primo grado in relazione alle proteste della scorsa estate: a cinque di loro era stata inflitta la condanna a morte e a 81 pene detentive da 6 mesi a 15 anni. I condannati erano in attesa del processo d'appello. Ma altre decine di attivisti e giornalisti dell'area riformista sono stati arrestati dopo nuove manifestazioni dell'opposizione che il 27 dicembre hanno investito Teheran e diverse altre città iraniane. (ANSA).


 





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