Genova, 2 gennaio 2009. La notte scorsa l'auto di un giornalista del Secolo XIX è stata danneggiata dalle fiamme la cui origine appare sospetta. Sulla vicenda stanno indagando gli agenti della Digos. La notizia è stata pubblicata oggi sul quotidiano genovese. Il giornalista Marco Menduni, esperto di cronaca nera e giudiziaria e che da una quindicina di anni si occupa di inchieste sulla città, è già stato fatto oggetto nei mesi e negli anni scorsi di numerosi atti intimidatori. La scorsa settimana alcuni volantini contro di lui erano stati rinvenuti nel centro storico genovese. L'altra sera la sua auto, parcheggiata in una strada di Sampierdarena, è stata danneggiata dal fuoco. Il fatto che nessuna altra vettura parcheggiata nei pressi abbia subito danni ed alcuni particolari (un vetro infranto ed il cofano danneggiato) fanno supporre che si sia trattato di un attentato. Sulla vicenda sono intervenuti oggi con un comunicato il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Liguria, Attilio Lugli, il segretario dell'Associazione ligure dei giornalisti-Fnsi, Marcello Zinola, e la presidente del Gruppo Cronisti Liguri, Alessandra Costante. «È un episodio gravissimo, senza precedenti negli ultimi anni - denunciano -. L'incendio dell'auto di Menduni non appare certo come un episodio fortuito e testimonia, purtroppo, come il fare cronaca risulti, a seconda delle parti interessate, spesso scomodo e rischioso. A Marco e al Secolo XIX una solidarietà non formale e l'invito, anche se sappiamo che non ne ha bisogno, a proseguire come sempre nel suo lavoro. Il dissenso e la critica per il lavoro che noi svolgiamo sono legittimi e anche doverosi, la violenza e le intimidazioni no. Dalle indagini speriamo possano emergere elementi utili per arrivare a chi ha colpito o cercato di colpire Marco Menduni, anche se quanto accaduto in altri episodi, contro varie testate genovesi con motivazioni politiche o da stadio, non ha mai visto l'identificazione di un solo responsabile di atti di intimidazione, lancio di bombe carta, affissione di striscioni minacciosi e insultanti».(ANSA).
In http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2010/01/02/AMUXfwFD-informazione_incendiata_inviato.shtml
Informazione, incendiata l’auto di un inviato del Secolo XIX
Genova, 2 gennaio 2010. Incendiata l’auto di un inviato del Secolo XIX. Indaga la Digos, dopo che nei giorni scorsi era stato ritrovato un volantino contro Marco Menduni, inviato del Decimonono. Marco Menduni, ormai da 15 anni, si occupa di delicate inchieste e approfondimenti sui temi più caldi di cronaca nera e giudiziaria.
«Episodio gravissimo, senza precedenti negli ultimi anni - denuncia l’Associazione Ligure dei Giornalisti con la Federazione nazionale della Stampa con l’Ordine dei Giornalisti ligure e il gruppo cronisti - L’incendio dell’auto di Menduni, non appare certo come un episodio fortuito e testimonia, purtroppo, come il fare cronaca risulti, a seconda delle parti interessate, spesso scomodo e rischioso. A Marco e al Secolo XIX, una solidarietà non formale e l’invito, anche se sappiamo che non ne ha bisogno, a proseguire come sempre nel suo lavoro. Il dissenso e la critica per il lavoro che noi svolgiamo sono legittimi e anche doverosi, la violenza e le intimidazioni no. Dalle indagini speriamo possano emergere elementi utili per arrivare a chi ha colpito anche se quanto accaduto in altri episodi, contro varie testate genovesi con motivazioni politiche o da stadio, non ha mai visto l’identificazione di un solo responsabile di atti di intimidazione, lancio di bombe carta, affissione di striscioni minacciosi e insultanti».
IL FATTO
L’emergenza è scattata dopo la mezzanotte di San Silvestro. Quando un abitante di una strada di Sampierdarena si è affacciato alla finestra e ha visto un bagliore rossastro sotto un’automobile. Pochi istanti dopo è scoppiato l’incendio, che ha avvolto la macchina, una Smart Roadster.
La macchina bruciata è appunto del giornalista Marco Menduni, inviato del Secolo XIX. Già nell’imminenza dell’incendio è intervenuta una volante della polizia, poi la Digos. Il rogo, infatti, desta più di un sospetto. La vettura, infatti, era parcheggiata in una strada in cui ne erano posteggiate almeno altre quaranta, ma nessuna è stata vandalizzata né ha subito alcun tipo di danno. C’erano poi altri segni (un vetro infranto, il cofano anteriore spaccato) che hanno fatto pensare a un’azione mirata, magari approfittando del fragore dei botti esplosi per l’arrivo del nuovo anno.
Il rogo dell’auto segue una serie di episodi che hanno visto il giornalista del Secolo XIX nel mirino di minacce e intimidazioni. I più recenti: il ritrovamento di un volantino in cui lo si definisce “garantito dalla Digos”, un paio di settimane fa; il secondo avvenuto il giorno della morte del portuale Gianmarco Desana, il 23 dicembre scorso. In questa occasione Menduni è stato prima aggredito verbalmente, poi spintonato e costretto ad allontanarsi mentre stava realizzando il suo servizio sulle proteste seguite il gravissimo lutto. Un’aggressione partita da un gruppo di persone estranee ai lavoratori del porto.
La replica di quel che era già accaduto in porto nell’aprile 2007, nel corso delle manifestazioni esplose al varco portuale di lungomare Canepa dopo un’altra tragedia, la morte di Fabrizio Cannonero. Anche in quel caso il giornalista si era dovuto allontanare, senza poter completare il suo lavoro di cronaca e di testimonianza della disgrazia.
Nell’aprile 2005, nel corso di un blitz notturno, un gruppo di giovani a volto scoperto aveva invaso nottetempo la portineria del Secolo XIX, lordandola con rifiuti e tracciando con lo spray su un vetro la scritta “Menduni boia”. Nel centro storico era apparsa la scritta “Menduni come Montanelli” che evocava la gambizzazione di uno dei maestri del giornalismo italiano.