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GIORNALISTI.
La Carta di Treviso
all'Onu, modello
da imitare. Codice
sui diritti dell’infanzia
presentato
al Palazzo di Vetro

New York,  10 dicembre 2009.  La Carta di Treviso, elaborata dai giornalisti italiani a difesa dei diritti del bambino, è un modello da imitare e da adottare a livello internazionale perchè spesso «i minori sono senza difese, anche nei confronti delle violenze verbali». La proposta è dell'ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Cesare Maria Ragaglini, intervenuto ad una conferenza al Palazzo di Vetro sul codice deontologico firmato nel 1990. «La speranza - ha detto l'ambasciatore - è di poter arrivare ad una carta internazionale che tuteli i diritti del fanciullo» quando i giornalisti scrivono di fatti che riguardano i minori. La Carta di Treviso è un codice di autoregolamentazione preparato dall'Ordine dei giornalisti italiani per proteggere i minori coinvolti in fatti di cronaca. Esso impone di mantenere l'assoluto anonimato di bambini e bambine che potrebbero essere danneggiati dalla notorietà per atti di cui non sono responsabili. «Si tratta di un contributo - ha detto Kiyotaka Akasaka, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per la comunicazione e la pubblica informazione - che merita l'attenzione dei giornalisti e delle associazioni giornalistiche di tutto il mondo». Il codice è stato illustrato da Enrico Paissan, vicepresidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, e da Cosimo Bruno, coordinatore del gruppo di lavoro «informazioni e minori» nello stesso Consiglio. La Carta, secondo Bruno, «resta uno dei più importanti documenti deontologici scritto dai giornalisti per i giornalisti». (ANSA).





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