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Il Sole 24 Ore 5/12/2009
LETTERA DA WALL STREET
La sfida tra Google e Murdoch

di Mario Platero

 Non so se Newscorp e Google abbiano fatto pace o si stiano mettendo d'accordo. Dico questo perché l'altro giorno il Wall Street Journal di Rupert Murdoch ha pubblicato nella sezione degli editoriali un lungo articolo di Eric Schimdt, a.d. di Google. La sostanza dell'articolo: Google aiuta i giornali non li affossa, può dirigere traffico sui loro siti e dirottare pubblicità portando reddito aggiuntivo. Questo anche nel contesto avanzato che descrive Schimdt, quello del 2015, quando avremo un palmare più o meno grande in grado di selezionare per noi gli articoli che ci interessano, assorbire la pubblicità che ci interessa, tradurci un articolo da un giornale arabo in tempo reale, sapere già che cosa abbiamo letto dalla memoria intelligente delle precedenti navigazioni in modo da evitarci doppioni o perdite di tempo. Tutto bellissimo. Ma dei vantaggi che Schimdt elenca a favore della carta stampata contro internet, ce ne sono due importanti, il primo è tecnico. Il secondo è politico. Sul piano tecnico, pur essendo un ossessivo navigatore su Internet, mi rendo conto che quando poi sfoglio un giornale trovo cose che sui siti non riuscivo a pescare e con maggiore rapidità. Gli articoli sono meglio impaginati, da un titolo si può passare immediatamente a scorrere il content senza un click aggiuntivo potenzialmente lungo. C'è poi la politica. Su internet gira di tutto. Girano apertura e arricchimenti. Ma girano anche il pettegolezzo non confermato e trionfa il sensazionalismo.


I giornali su carta, molti in America, alcuni in Italia, mantengono quel rigore, quella trasparenza di informazione che trasformano il giornale in un'Agorà, una "piazza" dove si trovano i fatti che servono per il funzionamento della democrazia. Questo lo dice anche Schimdt e di nuovo mi trovo d'accordo. Non mi trovo d'accordo invece su un altro suo punto: il problema dei giornali, dice Schimdt non nasce con internet, ma con la radio e la televisione. Vero, la radio e la televisione hanno tolto pubblicità ai giornali. Ma il colpo finale sta venendo da internet. Google si sta appropriando dello smistamento del traffico pubblicitario. È questo il vero problema: la caduta del reddito pubblicitario per i giornali, con una connotazione non solo congiunturale ma strutturale e in più a vantaggio di un monopolista. Per questo non credo che Murdoch e Google abbiano ancora fatto pace: il problema centrale, quello del "sostentamento" resta.


mario.platero@ilsole24ore.com





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