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Contenuti per il web.
La Fieg “boccia”
l’elemosina di Google

Milano, 3 dicembre 2009. Si incrina la gratuità della rete. Ma l’apertura americana di Google al pagamento di un certo numero di notizie non piace ancora agli editori italiani. Anzi. Per certi versi li trova del tutto indifferenti, visto che l’annuncio del colosso americano dei motori di ricerca sullo stop alle news a scrocco (il lettore paghera’ dalla quinta in poi) non vale oltreoceano. E dunque, in Italia.


Lo conferma a MF-Milano Finanza il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, che sta seguendo in prima persona le vicende delle web news domestiche. “Da un lato l’annuncio americano e’ una cosa positiva”, ragiona, “perche’ in un certo modo viene riconosciuto il fatto che il contenuto editoriale costa, ha un lavoro e investimenti alle spalle; dall’altra parte siamo ancora lontani da quello che gli editori desiderano che e’ esattamente la compartecipazione agli utili pubblicitari”. Ed e’ questo il punto dolente.


Perche’ se il magnate australiano, Rupert Murdoch, si legge in un articolo di MF, ha ottenuto in casa una piccola vittoria che potra’ diventare forse un domani la prima crepa nella diga della rete, nel vecchio continente le cose stanno in modo molto differente. “Si puo’ essere ottimisti e considerare la decisione di Google la classica parte piena del mezzo bicchiere”, aggiunge Malinconico, “ma per noi italiani il resto del bicchiere e’ vuoto. O meglio, tutto il bicchiere e’ vuoto. In Italia Google non ci ha prospettato alcun revenue sharing, nessuna compartecipazione e nemmeno quello che e’ stato annunciato ieri negli Usa, che sembra una retrocessione di profitti. Al massimo si sono detti disposti a intavolare una discussione su come e quando pagare le notizie, anche perche’ sul tema e’ in corso un’istruttoria dell’Antitrust. Ma nulla di piu’”.  (MF-DJ)


 





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