INTERCETTAZIONI: SERVENTI LONGHI, NO A GIORNALISMO ASSERVITO.
“C’è al contrario una timidezza estrema da parte dell’Ordine della Lombardia”
Roma, 29 ottobre 2006. Il fatto che alcuni giornalisti siano stati perno di un sistema di criminalizzazione politica nei confronti di esponenti dell’opposizione ai tempi del governo Berlusconi e di magistrati e personalità definite 'pericolose' per lallora maggioranza, è di una gravità assoluta'': è il parere espresso da Paolo Serventi Longhi, segretario della Fnsi ad Articolo21 in merito allo scandalo delle intercettazioni. Da mesi chiediamo che sia fatta pulizia, purtroppo è una pulizia che non vediamo - ha aggiunto Serventi Longhi - ; c e' al contrario una timidezza estrema da parte dell’Ordine della Lombardia che non affronta seriamente i problemi. E evidente che il verminaio che si à determinato attorno al Sismi di Pollari e alla Telecom degli spioni coinvolge il mondo dell informazione . Abbiamo giornalisti spiati e giornalisti spioni - ha detto ancora Serventi Longhi - . Occorre saper discernere e sapere colpire gli spioni. La nostra e' una categoria a rischio di indipendenza e di autonomia. Nel momento forse peggiore per il sistema giornalistico negli ultimi 50 anni, l asservimento ai poteri piu' perversi, la connivenza la strizzatina d occhio sono soluzioni sbagliate e da rimuovere. Nel caso alcune istituzioni del giornalismo italiano non siano capaci di fare questo - ha concluso - dovrebbero tirarne le conseguenze. (ANSA).
Abruzzo a Serventi Longhi:
“Pensa al contratto.
Non cercare alibi o diversivi”.
Milano, 29 ottobre 2006. Franco Abruzzo, presidente dell’Ordine di Milano, ha così replicato al segretario generale della Fnsi: “Serventi Longhi ha perso la testa. La prova è la minaccia di uno sciopero di 7 giorni, da minatori con tutto il rispetto per i minatori. Conteremo i giornalisti, che si metteranno in ferie, in corta o in malattia. Serventi Longhi bene farebbe a dedicare le sue energie al contratto e a non cercare alibi o diversivi. Il Consiglio dell’Ordine di Milano ha già definito il caso Farina e ha all’esame altre due vicende legate alle intercettazioni o ai collegamenti con apparati spionistici. L’Ordine di Milano ha sempre fatto il suo dovere in tutti i campi della sua molteplice attività, spesso da solo sulla scena nazionale. Le parole di Serventi Longhi sono ingiuste e diffamatorie e di questo presto dovrà rendere conto ai Tribunali della Repubblica. Finora la Procura generale della Repubblica di Milano, benché sollecitata da Serventi Longhi, non ha impugnato la delibera Farina notificata elettronicamente a quell’Ufficio il 29 settembre”.
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Fini: “L’Ordine dei Giornalisti
va ripensato, così non serve.
La professione deve essere
profondamente riformata”.
Montesilvano (Pescara), 29 ottobre 2006. ''Io dico una cosa, che ho già detto e che ribadisco, e che so che domani va su tutti i giornali, e lo dico da iscritto all'Ordine: cominciamo a ripensare l'Ordine professionale, perché così come è non serve assolutamente a nulla l'Ordine dei Giornalisti''. Lo ha detto il leader di An, Gianfranco Fini, a Montesilvano, rispondendo ad una domanda sulla vertenza contrattuale dei giornalisti. ''Mentre ci sono degli Ordini professionali che sono di garanzia per il cittadino - ha sostenuto - perché se io vado da un medico o da un avvocato devo avere la certezza da chi ha una professionalità e una deontologia, non uno sciamano o un lettore dei tarocchi, l'Ordine dei Giornalisti per come é congegnata, se me lo permette, la nostra professione, credo che debba essere profondamente riformata''. Sulla vertenza in atto sul rinnovo del contratto dei giornalisti il leader di An ha dichiarato di ''non conoscere a sufficienza la questione''. (ANSA).
Stiffoni (Ln) a Fini: “L’Ordine resti. Fini
si interroghi se, moralmente, è giusto
che percepisca ancora i contributi
figurativi dall'Inpgi senza
versare una lira alle casse dell'istituto”
Roma, 29 ottobre 2006. ''Non si capisce questo continuo martellamento da parte di alcuni esponenti politici anche di primo piano come Gianfranco Fini a insistere per cancellare l'albo dell' ordine dei giornalisti. Inutile fare i paragoni con avvocati, medici e quant'altro. La professione giornalistica ha una sua etica ed una sua funzione. E lo dice uno che giornalista non lo è affatto''. E' quanto risponde il capogruppo della Lega in commissione Comunicazione del Senato Piergiorgio Stiffoni a quanto oggi da Gianfranco Fini. ''Piuttosto - sottolinea Stiffoni - è ora che qualche politico, già giornalista, si guardi allo specchio la mattina prima di esordire con facili dichiarazioni elettoralistiche, e si interroghi se, moralmente, è giusto che percepisca ancora i contributi figurativi dall'Inpgi senza versare una lira alle casse dell'istituto o se è il caso di sopprimere questa norma. E mi riferisco a politici, attivi eccome se attivi, di destra e sinistra. Il sottoscritto - conclude Stiffoni - paga come un qualsiasi cittadino privato milioni di contribuzione previdenziale. E' ora - conclude - di avere un po' di decoro prima di sparare nel mucchio''. (ANSA)