Genova, 25 novembre 2009. È stato lo stesso destinatario delle minacce, un giornalista collaboratore della sede genovese del 'Giornalè, a scrivere il falso volantino delle Brigate Rosse recapitato in redazione. Lo hanno accertato gli agenti della Digos di Genova che hanno denunciato l'uomo per simulazione di reato e procurato allarme. La lettera minatoria, scritta a mano e con una stella a cinque punte, era stata rinvenuta la settimana scorsa sotto la porta d'ingresso della redazione genovese del quotidiano. Conteneva minacce nei confronti della redazione, del capo della sede Massimiliano Lussana e del giornalista collaboratore Francesco Guzzardi, «colpevoli» di aver compiuto inchieste giornalistiche sulla Valbisagno. Immediatamente è stata presentata una denuncia in questura e sono state avviate le indagini che questa mattina hanno portato alla clamorosa soluzione. Francesco Guzzardi avrebbe confessato agli agenti di aver agito per far uscire allo scoperto una vicenda di minacce gravi da parte di malavitosi e di nomadi della periferia genovese della quale lo stesso giornalista e la sua famiglia sarebbero stati oggetto nelle scorse settimane. Il capo della redazione genovese del Giornale, Lussana, nel dichiarare il proprio stupore per quanto emerso dall'indagine, ha voluto ringraziare «lettori ed istituzioni per la solidarietà e la vicinanza espresse in questi giorni al Giornale». (ANSA)
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ODG: SONO UN ATTO
INTIMIDATORIO
LE MINACCE Br
A GUZZARDI e a LUSSANA
(della redazione
di Genova de “Il Giornale”).
Roma, 23 novembre 2009. «Una lettera minatoria con stelle a cinque punte è stata ricevuta dal giornalista Francesco Guzzardi e dal caporedattore Massimiliano Lussana, della redazione genovese de Il Giornale, rei di aver scritto articoli e compiuto inchieste giornalistiche sulla Valbisagno». L'Ordine nazionale dei giornalisti, dandone notizia, sottolinea che «si tratta di un ennesimo atto intimidatorio rivolto a colleghi che adempiono puntualmente al loro lavoro al servizio del cittadino assolvendo al dovere costituzionale loro imposto di informare i lettori». «Anche questa intimidazione - continua l'Ordine - non riuscirà a imbavagliare la libertà di stampa e non impedirà alla testata di continuare ad esercitare puntualmente il diritto di cronaca.Ai colleghi e a tutta la redazione la sentita solidarietà del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e del presidente Lorenzo Del Boca». Un volantino contenente minacce, insulti e stelle a cinque punte era stato trovato sotto la porta della redazione genovese de «Il giornale» martedì scorso. Le minacce erano indirizzate alla redazione e più in particolare a Francesco Guzzardi, autore di un articolo in cui illustrava la crisi politica del municipio dell'alta Val Bisagno riferendo di veleni, minacce ed atti vandalici. La digos, subito avvertita dal caporedattore Massimiliano Lussana, era giunta in redazione ed aveva ritirato il volantino. Dalle prime valutazioni le minacce non sarebbero attendibili e non porterebbero a gruppi politici organizzati. (ANSA).
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Il Giornale del 24 11 09
Minacce, Roma rimette Ordine su Genova
di Diego Pistacchi
Neppure questa volta l'intervento arriva dalla sede genovese e ligure
dell'Ordine dei Giornalisti o della Federazione Nazionale della Stampa, il
sindacato unico di categoria. L'agenzia inoltra «ai colleghi e a tutta la
redazione la sentita solidarietà del Consiglio nazionale dell`Ordine dei
giornalisti e del presidente Lorenzo Del Boca». Appunto, il Consiglio
nazionale e il presidente nazionale, cui va il più sincero ringraziamento
della redazione. Da Genova invece tutto tace.
«Si tratta - commenta l'ordine nazionale dei giornalisti - di un ennesimo
atto intimidatorio rivolto a colleghi che adempiono puntualmente al loro
lavoro al servizio del cittadino assolvendo al dovere costituzionale loro
imposto di informare i lettori. Anche questa intimidazione non riuscirà a
imbavagliare la libertà di stampa e non impedirà alla testata di continuare
ad esercitare puntualmente il diritto di cronaca». Pochi istanti più tardi
il comunicato rivolto a Francesco Guzzardi, al caporedattore Massimiliano
Lussana, e a tutti i colleghi, viene pubblicato in primo piano sulla home
page, la prima pagina, del sito dell'Ordine. Anche in questo caso, di quello
nazionale. Da Genova, silenzio.
Alle 18.41 anche l'Ansa rilancia il comunicato dell'Ordine. La redazione
dell'Ansa di Roma, naturalmente. Mentre occorre attendere ancora qualche
minuto perché telefoni il primo collega genovese (di un'altra agenzia di
stampa ancora) a chiedere informazioni su cosa sia successo. Oggi (cioè ieri
per chi legge, non è successo niente. È successo tutto martedì scorso. E da
mercoledì bastava leggere il Giornale per sapere ogni dettaglio. Per sapere
ad esempio, che c'è stata (ed è ancora in corso, nei prossimi giorni
pubblicheremo tutto) una catena di solidarietà. Alla quale hanno aderito
moltissimi lettori con ogni mezzo. E anche diversi politici. Diversi, Marta
Vincenzi compresa, ma non tutti. Neppure molti, per la verità. Mancano
ancora all'appello in tanti, e tra questi soprattutto quelli che pur essendo
di centrosinistra raccolgono spesso da queste pagine complimenti e
riconoscimenti quando li meritano. Mancano, ovviamente, quelli che per primi
si sarebbero dovuti schierare. I colleghi dell'Ordine e del sindacato. Il comunicato di ieri conferma quello che sospettavamo. In Liguria i giornalisti non sanno leggere. Non sanno, non riescono proprio a leggere Il Giornale. È già grave così, sarebbe troppo grave pensare che pur consapevoli dell'accaduto, non vogliano saper scrivere due righe per noi. Per fortuna a rimettere Ordine ci hanno pensato i colleghi di Roma. Che ringraziamo ancora.