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Stampa

Convegno a Roma.
Cisl, piattaforma
per il sindacato
dei giornalisti

Nella relazione di Anna Maria Furlan si legge: "La riorganizzazione della rappresentanza è un passo importante per costruire e garantire il diritto a una buona informazione". IN CODA artcolo di Pierangelo Maurizio.

Roma, 17 novembre 2009. Affermare che la Cisl, dopo il sindacato delle partite Iva, si è messa in testa di creare pure un sindacato dei giornalisti, equivale a provocare una smentita ufficiale. Ma ciò non vuol dire che se quel sindacato nascesse per iniziativa dei giornalisti che non si riconoscono nella Fnsi Raffaele Bonanni non lo accoglierebbe a braccia aperte. Anche se è proprio difficile non pensare a un disegno dopo aver parlato con Anna Maria Furlan, il segretario confederale che aprirà il convegno organizzato domani a Roma su: «Diritto e qualità dell’informazione, ruolo autonomo e libero dei giornalisti, partecipazione dei cittadini». Secondo lei ci vuole «meno gossip, una riforma vera del sistema televisivo e della Rai, editori puri e una tutela dell’autonomia giornalistica partendo dalle garanzie dei precari sottopagati».


La sensazione che non siano soltanto affermazioni di principio è ancora più netta dando un’occhiata alla sua relazione, dov’è scritto che «la riorganizzazione della rappresentanza è un passo importante per costruire e garantire il diritto a una buona informazione», e dove non si risparmiano le critiche alla Federazione della stampa guidata da Franco Siddi. Che, ricorda Anna Maria Furlan, è legata a Cgil, Cisl e Uil da un patto d’unità d’azione. Ma è una «impostazione organizzativa» che metterebbe oggi in luce «limiti sindacali» risultando «drammaticamente carente di quegli elementi di condivisione, confronto, pluralismo alla base del patto associativo».


Il sospetto è quello di un rapporto ormai organico con la Cgil. «In questi giorni», è scritto nella relazione, «ci è capitato di leggere agenzie di un’altra organizzazione sindacale che indicava alla Fnsi le iniziative da realizzare». Bersaglio facilmente individuabile nel segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni. Il quale, dopo la manifestazione sulla libertà di stampa del 3 ottobre scriveva alla Fnsi: «È necessario stare in campo con determinazione e continuità».  S. Riz. (Corriere della Sera, 17/11/2009)


 


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I giornalisti ci riprovano a fare un sindacato non di sinistra


di Pierangelo Maurizio*


Non era difficile prevedere che la «grande mobilitazione» del 3 ottobre in piazza del Popolo «per la libertà di stampa», dal «profondo significato» come ha scritto Franco Siddi, il segretario del sindacato - finora – unico dei giornalisti, si sarebbe rivelata un boomerang. Sgonfiate la retorica e


le mongolfiere con la scritta Cgil, la «straordinaria manifestazione» dei «300mila» in piazza ha lasciato il segno per ciò che è stata: un'iniziativa di parte. Quella che è stata vista come l'ennesima strumentalizzazione sulla richiesta di autonomia e di tutela del mondo dell'informazione, non poteva non provocare reazioni. La risposta della Cisl arriva con l'importante convegno di questa mattina a Roma, fortemente voluto dal leader Raffaele Bonanni. Uno strappo in piena regola, titolo significativo: «Diritto e qualità dell'informazione, ruolo autonomo e libero dei giornalisti, partecipazione dei cittadini». Indovinate chi non è stato invitato? Franco Siddi, il presidente Roberto Natale, né qualunque rappresentante della maggioranza che da 15 anni governa la Federazione nazionale della stampa italiana, appunto il sindacato dei giornalisti. A rompere le relazioni di bon ton sindacale sono stati gli slogan e i modi con cui è stato realizzato l'appuntamento del 3 ottobre. «Una manifestazione ideata e organizzata dalla Cgil appiccicando sopra l'etichetta della Fnsi e con le parole d'ordine di Repubblica, il giornale-partito per definizione» dicono alla Cisl. «Bell'esempio di autonomia», rincarano. Cisl e Uil non avevano aderito. Per togliere ogni dubbio ecco cosa dirà, tra molte altre cose, Anna Maria Furlan, segretario federale del sindacato d'ispirazione cattolica, nella relazione introduttiva: «Non crediamo siano produttive certe iniziative condotte in nome della libertà di informazione se esse non sono animate da un costante impegno a ritrovare le ragioni della convivenza e del dibattito civile. È bene ricordare che nessuna posizione di parte, nessun organo di stampa che a suo modo si fa "partito", può oggi strumentalizzare il principio inviolabile della libertà di informazione per far prevalere il proprio disegno politico, sia esso in nome della maggioranza e dell'opposizione». Più chiari di così...


«Pluralismo» è la parola d'ordine che risuonerà oggi. Insieme a un altro concetto: la Fnsi fa politica e poco sindacato. È quello che come associazione Lettera 22 e come sparuta pattuglia all'opposizione nella Federazione della stampa ripetiamo da tempo. Anna Maria Furlan cita gli ormai fatidici due euro a pezzo con cui vengono «pagati» alcuni colleghi, «meno dei lavavetri». Ma gli esempi potrebbero essere molti. Risultato - anche - della politica assecondata, blandita, talvolta scientificamente perseguita, in questi 15 anni: la «proletarizzazione» della categoria. Tutti più poveri, tutti più ricattabili. E tutti più «intruppabili» nei pullman diretti a piazza del Popolo per rovesciare i governi sgraditi.


*consigliere nazionale Fnsi-l'Alternativa


pierangelo.maurizio@alice.it


IL GIORNALE  del 18 11 09


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Testo in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4663


Secondo il “Foglio”


Bonanni pensa a un


sindacato dei giornalisti


alternativo alla Fnsi.


 


INFORMAZIONE.


“CISL DAY” A ROMA


IL 18 NOVEMBRE,


QUALITA' E AUTONOMIA


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