Caso Marrazzo. Garante: media rispettino la privacy dei familiari. “I giornalisti, nel dar conto dell'evoluzione del caso Marrazzo, devono applicare rigorosamente i principi deontologici ed evitare di diffondere immagini e/o notizie che potrebbero ledere la dignità dei suoi familiari e dei bambini in particolare”
Roma, 13 novembre 2009. I giornalisti, nel dar conto dell'evoluzione del caso Marrazzo, devono applicare rigorosamente i principi deontologici ed evitare di diffondere immagini e/o notizie che potrebbero ledere la dignità dei suoi familiari e dei bambini in particolare. Lo ha detto oggi, in un comunicato, l'Autorità Garante per la privacy che ha recepito la segnalazione della moglie dell'ex presidente della Regione Lazio, Roberta Serdoz, la quale lamentato l'intrusione nella sua sfera personale e in quella familiare da parte dei media che hanno seguito il "caso Marrazzo". Il Garante ha quindi aperto un'istruttoria che riguarderebbe alcune testate e in particolare l'esposizione a cui queste ultime avrebbero sottoposto i familiari dell'ex governatore, soprattutto quelli di minore età, che non sono coinvolti nell'inchiesta giudiziaria. "L'Autorità -- si legge ancora nel comunicato -- riservandosi di adottare al termine dell'istruttoria eventuali provvedimenti inibitori, invita i mezzi di informazione ad applicare rigorosamente, anche in riferimento al caso Marrazzo, i principi del codice deontologico dei giornalisti e della Carta di Treviso e ad astenersi dal diffondere notizie e immagini relative ai familiari, in particolare dei figli, lesive della dignità della persona e della assoluta riservatezza che deve essere assicurata ai minori". (Reuters)
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