Roma, 13 novembre 2009. Le linee guida del contratto di servizio proposte dalla Rai sono state approvate dall’Authority di competenza. Tra le varie norme spazio al pluralismo e qualità differenziata che non devono solo puntare all’audience.
Obiettività e completezza inoltre devono essere i cardini di un’informazione giornalistica di qualità attraverso trasmissioni di approfondimento e di informazione quotidiana. Per quanto riguarda i programmi, la Rai non deve cedere al progressivo appiattimento dei generi televisivi alla continua rincorsa dell’audience.
Il panorama delle trasmissioni inoltre dovrebbe essere molto diversificato, con un’offerta articolata per ciascuna rete, recuperando anche generi di nicchia come il teatro e la lirica. Il sistema di valutazione della qualità dell’informazione dovrà essere rimesso alla vigilanza di un organismo esterno all’azienda, composto da esperti in materia e scelti dall’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni.
Un capitolo viene dedicato anche allo sviluppo delle nuove tecnologie, con la Rai impegnata a coinvolgere gli utenti nel progressivo switch off e a introdurre nuovi formati di trasmissione. Presto la tv di Stato dovrà avviare la sperimentazione dello standard dvb-t2 e sviluppare adeguatamente il dvb-h. Spazio anche alla tutela dei minori con l’adozione di un sistema di segnaletica della programmazione basata su diverse fasce di visione. L’Authority dunque vigilerà sugli indirizzi impartiti alla Rai dalla commissione di Vigilanza (In: http://quomedia.diesis.it/news/19855/agcom-approva-le-linee-guida-contratto-rai)
RAI: AGCOM, VIA LIBERA DEFINITIVO A LINEE GUIDA CONTRATTO SERVIZIO
Roma, 12 novembre 2009. Sì definitivo dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni alle linee guida del contratto di servizio 2010-2012 tra Rai e ministero dello Sviluppo economico (dipartimento delle Comunicazioni). Sulle linee guida, approvate oggi con il recepimento di alcune indicazioni del ministero, si svolgera' ora il confronto tra la Rai e lo stesso ministero, per elaborare il nuovo contratto di servizio entro la fine dell'anno. Tra i capitoli - a quanto si apprende da fonti accreditate -, uno, ampio, e' dedicato alla qualita' dell'offerta televisiva, con la sollecitazione per la Rai a garantire standard elevati e il recupero di generi scomparsi con l'obiettivo di sganciare il servizio pubblico dalla cosiddetta 'dittatura dell'Auditel'. E ancora: l'obbligo per la Rai di assicurare la neutralita' tecnologica offrendo i propri servizi su tutte le piattaforme non a pagamento e a condizioni non discriminatorie, e quello di battere la strada dell'innovazione tecnologica. Il nuovo contratto si occupa poi anche della tutela dei minori.
Sull'informazione invece - sempre a quanto si apprende - nulla di specifico, se non il ribadire la necessita' del pluralismo nell'informazione, del contraddittorio e della trasparenza. A questo proposito, anche l'obbligo per viale Mazzini di dare evidenza alla parte dei programmi finanziati col canone. Rai e ministero si vedranno a partire dalla prossima settimana per elaborare un testo che, una volta licenziato, sara' esaminato dalla commissione di Vigilanza per un parere obbligatorio ma non vincolante. (ASCA)
RAI. USIGRAI-ASR: INVASIONE DI CAMPO DALL'AGCOM. NO A INDICAZIONI sulla DEONTOLOGIA PROFESSIONALE IN LINEE GUIDA.
Roma, 13 novembre 2009. Nelle linee guida per il nuovo contratto di servizio Rai l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha effettuato «una vera e propria invasione di campo, della quale non capiamo le ragioni», accusano in una nota Carlo Verna, segretario dell'Usigrai, Paolo Butturini, segretario dell'Associazione stampa romana e Vania De Luca, presidente dell'Ucsi (Unione cattolica della stampa italiana) Lazio. L'Agcom, spiegano le organizzazioni sindacali in una nota, «ha inserito nel nuovo contratto di servizio della Rai alcune linee guida sulla deontologia della professione giornalistica. Non ci risulta che l'Authority abbia competenza in materia, eppure circola un testo che afferma: 'La Rai è soggetta ad un concetto di pluralismo più stringente, in considerazione di particolari obblighi connessi alla prestazione di un pubblico servizio sostenuto da risorse pubbliche e del vasto numero di soggetti raggiunti dalle sue trasmissioni. Ciò esige un'applicazione attenta della deontologia professionale del giornalista che deve coniugare il principio di libertà con quello di responsabilità». «E chi giudicherebbe - si chiedono - se questa norma, che fin qui la stragrande maggioranza dei giornalisti Rai ha sempre rispettato, è stato correttamente applicata? A quali principi ispiratori della professione, se non alla legge istitutiva dell'Ordine e alla Carta dei doveri del giornalista, dovrebbero rifarsi i colleghi della Rai? Oppure nell'informazione del servizio pubblico vigono regole tutt'affatto diverse da quelle che sono alla base della professione? A meno che questa invasione di campo faccia parte di un disegno più ampio che tende a mettere sotto tutela l'informazione del servizio pubblico, asservendola direttamente al governo e sottraendola ai suoi »giudici naturali« che sono i cittadini e le istituzioni della categoria. Ci aspettiamo che i vertici dell'Ordine nazionale facciano sentire la loro voce a tutela dell'autonomia dei colleghi della Rai, sempre più al centro di un tentativo di espropriazione che, questo sì, metterebbe a rischio il pluralismo e la completezza dell'informazione». (ANSA).
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Il Fatto Quotidiano attacca Rai e Agcom: ''Arriva il comitato dei censori''
La rinascita del MinCulPop fascista è nascosta tra le pagine delle linee guida approvate dall'Agcom. Senza perifrasi.
Roma, 11 novembre 2009. L'Autorità allarga la sua influenza per restringere la libertà della Rai, subordinata al controllo di un comitato esterno all'azienda, e selezionato su parere del ministero dello Sviluppo economico. Volontà di Claudio Scajola. Comando del governo. Articolo 3, punto 31: "Il sistema di valutazione della qualità dell'offerta - si legge - dovrà essere realizzato sulla base degli appositi indicatori previsti dal contratto di servizio e dovrà essere sottoposto alla vigilanza di un organismo esterno, composto da esperti qualificati in materia, scelti dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni d'intesa con il ministero e nominati dalla Rai". Entro tre mesi dall'entrata in vigore del contratto di servizio, oggi sul tavolo del Cda. Da marzo e per tre anni, agitando la sciabola della censura e delle sanzioni, questi "esperti" dovranno stabilire i labili confini della qualità. Il presidente Corrado Calabro intende picchettare il deserto, ridisegnare l'autonomia della Rai e asservirla al Consiglio dei ministri: "Compete all'Autorità la mancata osservanza da parte della Rai degli indirizzi impartiti". Un passaggio coatto di competenze: nella pletorica burocrazia di viale Mazzini, tra pesi e contrappesi, l'Agcom esonda per favorire il governo e sterilizzare la commissione di Vigilanza parlamentare.
L'avvocato Domenico d'Amati, consulente di diritto del lavoro, rintraccia nel testo il progetto eversivo e l'obbrobrio giuridico: "L'affidamento dei poteri all'Agcom e al ministero delle Comunicazioni finisce per attribuire al governo un potere di intervento sull'informazione e la programmazione televisiva, in contrasto con i principi ripetutamente affermati dalla Corte Costituzionale, secondo cui l'emittente pubblica deve essere soggetta soltanto al controllo del Parlamento. Con la creazione dell'organismo esterno si realizzerebbe l'obiettivo di reincarnare, dopo 70 anni, il defunto MinCulPop". Ai telespettatori sarà impedito di giudicare cambiando canale oppure protestare tramite le associazioni di consumatori; l'Agcom s'arroga il diritto di interpretare la "sensibilità" e tutelare "i principi di completezza e correttezza, obiettività, lealtà, imparzialità, pluralità dei punti di vista e osservanza del contraddittorio da raggiungere nelle trasmissioni di informazione quotidiana e di approfondimento". Il messaggio è obliquo eppure chiaro: attenzione, voi che fate informazione - Annozero? - se pronunciate un pensiero "a" dovete ritrattarlo con un pensiero "b ". Non basta? "Ciò esige un'applicazione attenta della deontologia professionale del giornalista, coniugando il principio di libertà con quello di responsabilità".
Sul cucuzzolo che introduce la censura svetta l'Agcom, sorretta dal governo, ma in fondo s'ammassano confusione e masochismo. I giornalisti della Rai saranno legati dal nuovo contratto di servizio e osservati speciali dal comitato di controllo: poco importa, l'azienda pubblica rinuncia ai dati di ascolto. Non le interessa sopravvivere, perché ormai ha deciso di morire. Nonostante nei conti Rai siano scomparsi i previsti 300 milioni di pubblicità, coperti dal canone e da mutui bancari, l'Agcom consiglia di invertire la tendenza: "Più trasmissioni di programmi che non rientrano nell'offerta delle emittenti commerciali, anche at traverso la predisposizione di un piano strategico per il recupero dei generi culturali di nicchia, compresi il teatro, la musica sinfonica, la lirica, nelle tre reti generaliste, diversificando e segmentando l'audience". Calabrò non teme l'esilio di Pirandello e Beckett, semmai annuncia una resa incondizionata a Mediaset: quale tv promuove le nicchie incurante dell'audience? Era previsto.
A Loris Mazzetti sovviene un episodio all'apparenza innocuo: "Ricordo che alla presentazione dei palinsesti - dice il dirigente Rai - il direttore generale Masi non pronunciò mai la parola concorrenza. Ora stanno scrivendo la fine della Rai". E l'inizio delle purghe.
Carlo Tecce per "Il Fatto Quotidiano" (in http://www.digital-sat.it/new.php?id=20141)
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Linee guida RAI 2010-2012. Via libera dell'Agcom. UNC apprezza difesa del Qualitel
Roma, 13/11/2009. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha dato ieri il via libera alle linee guida del contratto di servizio 2010-2012 tra Rai e ministero dello Sviluppo economico (dipartimento delle Comunicazioni). Sul testo adesso si attende il confronto tra la Rai e lo stesso ministero, per elaborare il nuovo contratto di servizio entro la fine dell'anno. Nei giorni scorsi Il Fatto Quotidiano aveva innescato una polemica circa l'istituzione di un organismo di controllo, non indipendente, ma nominato dal Governo. L'Agcom si era affrettata a smentire e a precisare. Oggi, invece, l'obiettivo è puntato sul sistema di misurazione degli oiettivi di programmazione e della qualità dell'offera della RAI, il Qualitel. L'Unione Nazionale Consumatori ha apprezzato le dichiarazioni a difesa dello strumento, già previsto nel contratto di servizio 2007-2009: "La qualità dell'offerta radiotelevisiva - spiega Massimilaino Dona - costituisce un obiettivo primario e un carattere distintivo del servizio pubblico. Pretendere perciò un servizio pubblico di qualità come quello di paesi come Inghilterra o Francia è sacrosanto: è una questione di civiltà e di rispetto per i cittadini che pagano il canone". (in: http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=25511)
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RAI. ORDINE GIORNALISTI: “DA RESPINGERE l’INIZIATIVA del GARANTE”
Roma, 17 novembre 2009. L’Ordine dei giornalisti rivendica l’esclusiva nel controllo deontologico della categoria e nella sorveglianza della sua correttezza professionale. “Per questo - si legge in una nota - ritiene illegittima, prima che inopportuna, l’iniziativa del garante delle telecomunicazioni che, nel contratto di servizio della Rai, ha inserito norme che rappresentano un vero e proprio codice di comportamento. Sarebbero previsti anche confronti per individuare le violazioni e le procedure per valutarli. L’iniziativa è del tutto unilaterale e da respingere al mittente”. “Le regole - prosegue l’Ordine - già ci sono, sono severe e nella stragrande maggioranza dei casi vengono applicate: anche dai giornalisti televisivi! Non è immaginabile che i comportamenti professionali degli operatori dell’informazione siano modulati dalle rispettive aziende dove ciascuno lavora. Ne verrebbe fuori una professione a macchia di leopardo con maggiori o minori doveri, secondo il caso e, prevedibilmente, secondo interessi che niente hanno a che spartire con la correttezza dell’informazione. I giornalisti devono essere lasciati in pace. Lo stiracchiarli per la giacca per ottenere qualche piccolo (e il più delle volte presunto) vantaggio finisce per provocare seri danni anche alla vita sociale del paese”. “L’authority - conclude la nota - faccia l’authority e il consiglio di amministrazione Rai si preoccupi di amministrare. I giornalisti hanno le istituzioni e le strutture gerarchiche cui fare riferimento”. (ANSA)
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RAI. CALABRO': “COMITATO CONTROLLA PROGRAMMI NON INFORMAZIONE”
Roma, 17 novembre 2009. Un organismo indipendente con il compito di misurare esclusivamente la qualita' dei programmi e non quella dell'informazione televisiva. Sarà così il comitato per la misurazione della qualità Rai, che le linee guida del nuovo contratto di servizio col ministero dello Sviluppo economico prevedono di rinnovare anche per il triennio 2010-2102. Parlando davanti ai commissari della Vigilanza Rai, il presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, dopo il via libera definitivo nei giorni scorsi alle linee guida per il nuovo contratto, e' tornato sulle polemiche di questi giorni sulla natura del comitato (l'opposizione paventa vi sia un diretto controllo del governo sulla Rai, attraverso di esso) ha spiegato che ''le nuove linee guida rafforzano l'indipendenza del comitato, che sarà nominato dall'Autorità d'intesa col ministero''. ''In caso di inosservanza la commissione di Vigilanza può fare la sua risoluzione e noi dell'Agcom disciplineremo. Anche perché, essendo noi in un certo senso il 'braccio secolare' della Vigilanza cerchiamo sempre che ci sia prima una sua pronuncia. Poi, potendo applicare sanzioni, le abbiamo applicate''. D'altra parte il comitato ''è assolutamente identico fin nelle virgole a quello già previsto dal precedente contratto, concluso da un altro governo e firmato dal ministro Gentiloni. Non c'è nessuna diversità (Asca).
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RAI. ZAVOLI: “AGCOM NOSTRO ‘BRACCIO SECOLARE’. NESSUN CONTRASTO”-
Roma, 17 novembre 2009. ”Con lo sviluppo tecnologico e l’aumento quantitativo dell’offerta televisiva si ripropone il tema della qualità dei programmi, particolarmente quelli informativi e di approfondimento. Qualita’ e pluralismo sono due requisiti strettamente collegati, che esigono una rigorosa osservanza”. Lo ha dichiarato il presidente della commissione della Vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, al termine dell’audizione di oggi del presidente dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, sulle linee guida del nuovo contratto di servizio 2010-2012. Per Zavoli ”compito dell’azienda del servizio pubblico e’ di garantire prodotti che rispecchino dei requisiti e rispettino dei doveri. Cio’ dovra’ rientrare a pieno titolo, e a chiare lettere, nel contratto di servizio e nella formulazione degli indirizzi che competono strettamente alla Commissione. E’ un mio fermo proposito esercitare questa nostra funzione. Su tale punto non possono esserci ne’ contrasti ne’ divisioni tra AgCom e Commissione Rai, semmai integrazione e obiettivi comuni, e cio’ in accordo con il presidente Calabro’, il quale ha detto di vivere le questioni che coinvolgono, insieme, la Commissione e l’AgCom in uno spirito di reciprocita’, dichiarando di voler essere il nostro ‘braccio secolare’. ”A tale proposito - ha aggiunto Zavoli - dopo quelle dei direttori di testata e di rete, proseguiremo con le audizioni dei conduttori dei programmi di approfondimento. Al termine, dovremo tracciare indirizzi chiari e vincolanti da consegnare all’operativita’ dell’Azienda, lasciando ovviamente all’Agcom il compito di verificare l’osservanza dei principi convenuti”. (ASCA)